Reggio Calabria, a 60 anni dalla morte il Circolo “L’Agorà” celebra Gilberto Govi | VIDEO

Amerigo Armando Gilberto, il suo nome completo, nasce a Genova il 22 ottobre 1885 da una famiglia di origine mantovana

Ricorre quest’anno il sessantesimo anniversario della morte di Gilberto Govi, lo straordinario fondatore del teatro dialettale genovese, uno dei simboli più rappresentativi della città della Lanterna ma anche del teatro italiano tutto. Amerigo Armando Gilberto, il suo nome completo, nasce a Genova il 22 ottobre 1885 da una famiglia di origine mantovana; frequenta per tre anni l’Accademia di belle arti, studi dai quali ricaverà la caratteristica di un trucco di scena che costruiva ogni sera sul proprio viso come su una vera maschera.

Il legame tra il celebre attore genovese Gilberto Govi e la Calabria è di natura prettamente cultural

Il legame tra il celebre attore genovese Gilberto Govi e la Calabria è di natura prettamente culturale e si sostanzia in un solido ponte artistico con la città dello Stretto. Le due realtà condividono un rapporto di gemellaggio e stima reciproca nato nel segno della promozione teatrale e della memoria storica. Nonostante Gilberto Govi non abbia origini calabresi (essendo nato a Genova da famiglia mantovana), la sua rivoluzionaria opera di sdoganamento del teatro dialettale ha un valore universale. Le sue commedie più celebri — come I maneggi per maritare una figlia e Pignasecca e Pignaverde — sono state spesso celebrate e riproposte anche al di fuori dei confini liguri, contribuendo ad unire il patrimonio delle tradizioni regionali italiane in un unico grande mosaico culturale.A sedici anni ottiene il mitico “impiego sicuro” come disegnatore dalle Officine elettriche genovesi ma la passione per il teatro lo induce fin da subito ad affrontare notevoli difficoltà e compromessi con gli orari lavorativi per iscriversi all’Accademia filodrammatica italiana ospitata nel Teatro Nazionale, struttura nella quale però erano consentite solamente recite in lingua italiana.

Nel 1916 fondò la “Compagnia Dialettale genovese”

Nel 1916 fondò la “Compagnia Dialettale genovese”. Come professionista condusse la sua compagnia al successo in molte città d’Italia, nell’America Meridionale (1926) e a Parigi (1930) e contribuì a far nascere un autentico repertorio regionale genovese. Nel 1923 rappresentò al Teatro dei Filodrammatici di Milano la commedia “I manezzi pe majà na figgia” di Nicolò Bacigalupo che segnò l’inizio del suo successo a livello nazionale. Nel 1926 lasciò per la prima volta l’Italia per una tournée in America Latina, una vera e propria spedizione in piroscafo, durata mesi, che lo portò a rappresentare in giro per il mondo ben 78 commedie, direttamente nei luoghi dove vivevano numerosi italiani, che da pochi anni avevano ripreso un intenso movimento migratorio verso l’Argentina e l’Uruguay. La compagnia goviana ripeté la tournée negli anni successivi e ad una di queste prese parte l’attrice Jole Fano, che poi rimase in Sudamerica fondando una propria compagnia teatrale e diventando famosa come dirigente di un’emittente radiofonica – Radio Caupolicán – di Santiago del Cile. Fino allo scoppio della seconda guerra mondiale la sua carriera fu sempre in ascesa, con ripetute tournée teatrali sia in Italia che all’estero.

Gilberto Govi è riconosciuto come una delle figure più significative del teatro dialettale genovese

Gilberto Govi è riconosciuto come una delle figure più significative del teatro dialettale genovese. Nonostante l’attore genovese utilizzi, infatti, un linguaggio fortemente italianizzato – e quindi facilmente comprensibile – la parola è continuamente accompagnata da un’espressività vivacissima, ottenuta grazie alla mimica facciale, alla postura e alla gestualità. La marcata inflessione dialettale perciò è solo una componente della “genovesità” di Govi perché, come lui stesso ci ricorda, «Il genovese è uno che quando deve dire una cosa….magari ne dice un’altra!».Gilberto Govi rappresenta per gli spettatori di mezzo mondo il vero genovese, furbo, sorridente e rude e del carattere ligure permeava i testi delle commedie, quel carattere che sa guardare oltre la scorza delle cose e leggere dentro se stesso con una buona dose di humour sotto gli atteggiamenti da gente seria, anzi, per dirla con il suo amato dialetto, “stundaia”. Indimenticabili i suoi cavalli di battaglia, quali, oltre ai celeberrimi Maneggi per maritare una figlia, Pignasecca e Pignaverde, Quello buonanima e Sotto a chi tocca, diventati veri classici del teatro dialettale.

La sua versatilità lo vede impegnato anche in quattro film

La sua versatilità lo vede impegnato anche in quattro film: Colpi di timone (1942), Che tempi! (1947), Il diavolo in convento (1950), Lui,lei e il nonno (1961) e, nello stesso anno, anche in un famoso Carosello per una nota marca di tè dove interpreta il simpatico personaggio di Bàccere Baciccia, portiere di un caseggiato genovese, conosciuto da tutti per l’estrema tirchieria ma adorato dai bambini, ai quali ripeteva una frase rimasta celebre: Da quell’orecchio, non ci sento; da quell’altro, così così…. Interprete formidabile ed eclettico, Govi amava tuttavia portare in scena la semplicità della vita di tutti i giorni e a chi lo criticava per non aver mai affrontato un repertorio più colto e impegnato, ribatteva come i teatri abbondassero di attori impegnati che si atteggiavano in scena ma che non rappresentavano la realtà e ribadiva la sua intenzione rappresentare sempre la quotidianità, preferendo raccontare la storia della gente umile, facendo sì ridere di cuore il pubblico ma portandolo contemporaneamente anche a riflettere.

Gilberto Govi resta un emblema del teatro comico

A sessant’anni dalla sua scomparsa, infatti, Gilberto Govi resta un emblema del teatro comico, capace di far ridere spettatori di ogni età e provenienza, ideatore di espressioni rimaste nel parlato anche di chi non conosce il dialetto genovese. La conversazione, organizzata dal Circolo Culturale “L’Agorà”, ha registrato le presenze del Consigliere delegato alla Pubblica Istruzione della Città Metropolitana di Genova Filippo Bruzzone, di Gianni Aiello (Presidente del Circolo Culturale “L’Agorà”), di Gilberto Lanzarotti (Presidente del celebre “Teatro Rina e Gilberto Govi” di Genova), Ivano Castellani (Direttore artistico del “Teatro Rina e Gilberto Govi”) e di Antonio Megali (Vice presidente del Circolo Culturale “L’Agorà”). Queste alcune delle cifre che sono state oggetto di analisi nel corso dell’incontro organizzato dal sodalizio culturale organizzatore reggino.