Reggina, Lotito risveglia l’entusiasmo della città: “finalmente torniamo allo stadio, l’incubo è finito”. Verso la riapertura della Gradinata

Dopo tre anni di umiliazioni nel dilettantismo, Reggio Calabria si risveglia dal torpore calcistico. La nascita della Rhegium srl e l'impronta del senatore ridanno dignità al popolo amaranto, pronto a ripopolarsi per il prossimo campionato

Post tenebras lux. Dopo quattro anni di buio pesto, di totale oscurantismo sportivo e di dignità calpestata, Reggio Calabria vede finalmente uno spiraglio di luce accecante. Il terremoto societario delle ultime ore ha letteralmente squarciato il velo di rassegnazione che avvolgeva la sponda calabra dello Stretto. La notizia dell’acquisizione del club da parte di Claudio Lotito ha segnato la rinascita del calcio reggino e ha risvegliato un entusiasmo dei tifosi che sembrava ormai sopito, sepolto sotto le macerie di gestioni scellerate. Per le strade, nei bar, sui social network rimbalza un unico, liberatorio grido: finalmente torniamo allo stadio, l’incubo è finito. È la fine di una prigionia psicologica per una piazza che ha masticato amaro per troppo tempo e che ora vede il ritorno di un barlume di grandezza.

Il fallimento della vecchia gestione e gli anni bui della Serie D

Per comprendere la portata di questo storico momento, è necessario guardarsi indietro e ricordare da dove si viene. Reggio Calabria ha vissuto il punto più basso della propria storia calcistica recente, collezionando ben quattro anni consecutivi di serie D. Un purgatorio dilettantistico inaccettabile per un capoluogo che ha conosciuto i palcoscenici dorati della massima serie. Questo baratro non è stato un incidente di percorso, bensì il frutto avvelenato della mediocrità della vecchia proprietà, una gestione societaria che per anni noi di StrettoWeb abbiamo contestato apertamente, subendo spesso critiche ma avendo, alla fine, la triste conferma dei fatti. Quello scempio è stato innescato dalla sciagurata scelta politica del Comune alla cordata peggiore tra quelle che si erano presentate tre anni fa, dopo la mancata iscrizione in serie B di Saladini, un’operazione che ha svenduto il patrimonio sportivo della Reggina in nome di equilibri di palazzo, condannando la piazza a sconfitte mortificanti su campi di periferia e a umiliazioni costanti.

Il rifugio al PalaCalafiore con le sane realtà di Viola e Domotek

In quegli anni di assoluto deserto e disgusto, migliaia di tifosi reggini hanno fatto una scelta drastica ma inevitabile: l’esilio volontario. Nauseati dalle bugie e dalle passerelle di una dirigenza calcistica inadeguata, i sostenitori amaranto hanno preferito disertare gli spalti dello Stadio Oreste Granillo, risparmiandosi lo strazio di uno spettacolo indegno. Quell’energia e quella passione non sono però svanite, si sono semplicemente trasferite a poche centinaia di metri di distanza, trovando asilo nelle sane realtà sportive cittadine ospitate al PalaCalafiore. È qui, sul parquet di Pentimele, che la Reggio sportiva ha continuato a battere e a sorridere grazie alle straordinarie avventure della Domotek Volley e della Viola Reggio Calabria. Queste due realtà, guidate da serietà, programmazione e sani valori sportivi, hanno offerto un rifugio sicuro, regalando divertimento, vittorie e immense soddisfazioni a un popolo che aveva un disperato bisogno di sentirsi ancora orgoglioso dei propri colori.

“Habemus Rhegium” e la svolta culturale nel segno di Lotito

Oggi lo scenario si ribalta completamente e la città si riprende la propria centralità. Alea iacta est, il dado è tratto, e il passato è ufficialmente alle spalle. Il nuovo corso societario prende il nome di Rhegium srl, una denominazione che profuma di storia, di radici profonde e di riscatto identitario. L’annuncio ufficiale del nuovo assetto ha mandato in estasi la piazza, veicolato via social dal deputato reggino Francesco Cannizzaro con un profetico e solenne “Habemus Rhegium“. Un’espressione che non solo evoca la fumata bianca vaticana per i grandi eventi, ma che sposa perfettamente la profonda cultura di Lotito. Il senatore, noto per la sua solida formazione classica, è solito impreziosire i suoi interventi con massime ed espressioni latine, dimostrando che il calcio può e deve essere guidato anche da una visione elevata. Con questa operazione, la nuova proprietà dimostra che res non verba, servono i fatti e non le parole, per ridare lustro a una piazza che ha fame di grande calcio.

Verso la riapertura della Gradinata per la campagna abbonamenti

L’onda d’urto di questa novità ha travolto l’intera provincia. La depressione si è trasformata in poche ore in una fibrillazione collettiva che costringerà i vertici societari a rivedere i piani logistici legati alle strutture. Tutti in città vogliono esserci, tutti vogliono sottoscrivere la tessera per non perdersi l’inizio della rinascita. Di fronte a questa imponente ondata di calore, la società e le istituzioni stanno valutando concretamente la riapertura della Gradinata dello Stadio Oreste Granillo, un settore storico e popolarissimo che era rimasto chiuso a causa della scarsa affluenza degli anni passati. L’obiettivo è renderla nuovamente fruibile già in vista del lancio imminente della nuova campagna abbonamenti e per l’inizio del torneo ufficiale. Reggio Calabria è pronta a ripopolare il suo tempio, consapevole che la strada per il ritorno tra i professionisti è tracciata e che, questa volta, le fondamenta sono solide e durature.