La telenovela è finita, finalmente. E che figuraccia per chi lo chiamava già Presidente! I selfie di domenica sera al PalaCalafiore, l’ennesimo inutile show. Gli annunci delle solite testate “ben informate” al punto da avere le “esclusive” (quelle sempre vicine alla società negli ultimi tre anni), stasera sono tutti finiti nella pattumiera, dopo 40 giorni di figuracce. A leggere le notizie dei soliti noti (sigh), Rizzetta avrebbe firmato l’acquisto della Reggina almeno quattro volte: due a fine maggio, due a giugno. Peccato che in realtà non aveva firmato mai, perchè Ballarino non l’ha considerato mai. Da Rizzetta non ha avuto alcuna garanzia economica reale. E per non avere la considerazione di uno come Ballarino, ce ne vuole…
Ad annunciare ufficialmente il ritiro dall’interesse per la Reggina è lo stesso Rizzetta, in un’intervista ad Andrea Ripepi su RTV andata in onda stasera (ma registrata in precedenza). Rizzetta, che era nell’Ascoli ma poi l’ha mollato per il Campobasso e adesso voleva la Reggina e anche il Napoli e un’altra squadra “che non vi dico“, si tira indietro dalla Reggina perchè non riesce a convincere Ballarino. “Non mi ha neanche risposto“, ha detto in diretta TV. Ma, come scriviamo da giorni su StrettoWeb, Rizzetta non fornisce a Ballarino (e a tutti i tifosi amaranto) alcun tipo di garanzia economica: si impegna a pagare una cifra a rate, non illustra al maestro di scuola elementare di Catania neanche le garanzie a sostegno dei “pagherò“. Le cifre astronomiche circolate sono totalmente fuori dalla realtà. La Reggina passerà di mano (Ballarino non ha alcuna intenzione di rimanere al comando del club) per poco più di un milione. Ed è già tantissimo, visto il reale valore del club amaranto che oggi è inferiore allo zero. Ma arriveranno subito, liquidi, dal gruppo di Claudio Lotito che invece a Ballarino quelle garanzie le ha già fornite da tempo. Siamo ai dettagli. Alle formalità. E’ questione di giorni. Non c’è alcuna ombra di dubbio che se davvero Rizzetta avesse dato a Ballarino una cifra superiore, lui avrebbe scelto chi gli avrebbe dato più denaro. Ma dovevano essere soldi veri, non scritti su una PEC.
Resta la figuraccia – clamorosa – dei tanti giornalisti, addetti ai lavori, osservatori e semplici tifosi che di Rizzetta si erano già innamorati (?!?), lo chiamavano già Presidente, davano per fatta l’operazione. Cosa diranno adesso? Cosa scriveranno adesso? E che credibilità conserveranno in futuro? Dopotutto non è certo la prima volta, in una città che dimentica tutto. Che quando succedono i guai, rimprovera i giornalisti di non averli denunciati in anticipo. Ma poi quando i giornalisti denunciano i guai in anticipo (vedi Saladini, vedi Ballarino), li rimproverano di essere “schierati“, di essere “nemici della Reggina“.
Con l’addio di Rizzetta, che adesso tornerà nell’anonimato in cui era confinato fino a un mese fa e nessuno lo rimpiangerà, diciamo addio anche al Direttore Generale Giuseppe Praticò che ieri – pur di ottenere l’accredito per portare Rizzetta al PalaCalafiore (non sia mai potessero spendere 10 euro lui e 10 euro Rizzetta per comprare il biglietto!) ha chiesto un pass a nome della Reggina, senza specificare chi erano i suoi due ospiti. Finalmente, la Reggina non dovrà più subire queste umiliazioni da pezzenti.
E’ questione di giorni, e la Reggina volterà pagina per tornare di nuovo grande. E sarà una cavalcata entusiasmante! Stavolta sì che la Reggina sarà una corazzata, ma nella realtà del terreno di gioco e non non nelle narrazioni degli amici della proprietà.

