Personale insufficiente, prestazioni elevate e una richiesta di chiarimenti alla sanità regionale. È il centro della presa di posizione di Aldo Libri, segretario generale di SUL Calabria, che interviene sulla situazione del reparto di Radiologia dell’Ospedale di Polistena, contestando la distribuzione delle risorse e chiedendo risposte alle dirigenze sanitarie e al Presidente della Regione. Secondo il sindacato, il reparto di Polistena, pur disponendo di un numero di medici nettamente inferiore rispetto ad altre strutture, registra volumi di attività superiori e risultati economici rilevanti. Una condizione che, per SUL Calabria, rende incomprensibili gli ostacoli e la mancata valorizzazione del servizio.
“Non abbiamo mai considerato che la sanità possa essere obbligata a una gestione aziendale. Riteniamo che appartenga ai diritti conclamati, fondamentali e costituzionali dei cittadini e al loro benessere. Perciò non si può tradurre una funzione così alta e indispensabile in una sequenza di numeri. Tuttavia, per una sola volta, e pentendocene anticipatamente, vogliamo guardare la sanità come azienda che deve fare profitto e limitare le perdite. E, soprattutto, che deve utilizzare al meglio il personale, già tanto scarso nei numeri, praticamente dimezzato rispetto alle necessità, per ottenere buone performance economiche”. Così in una nota Aldo Libri, segretario generale di SUL Calabria.
Il confronto con Locri e i numeri del reparto
Libri pone l’attenzione sul confronto tra la Radiologia di Polistena e quella di Locri, sottolineando la differenza nel numero di medici e nei volumi di prestazioni effettuate. “È proprio in ottica aziendale ed economica che non ci riesce di capire perché si creino tutti gli inciampi possibili al reparto di radiologia dell’Ospedale di Polistena che ha numeri record e, conseguentemente, risultati economici eccellenti. Per un momento lasciamo da parte il sovraccarico di lavoro, lo sfruttamento selvaggio dei professionisti della sanità in quel settore e in genere nelle strutture ospedaliere pubbliche. Facciamo finta di niente. Ma c’è un limite oltre il quale è proprio impossibile andare perché fisicamente non è consentito al personale sanitario addetto di potersi sdoppiare”.
“Facciamo qualche numero per far comprendere meglio a chi avesse la pazienza di pubblicarlo e a chi volesse leggere le nostre considerazioni. La Radiologia di Polistena dispone di 4 medici mentre Locri ne ha 9. Polistena effettua 150 Total body e 136 risonanze magnetiche in più. Inoltre Polistena effettua un consistente numero di cardio tac, strumento indispensabile per prevenzione e cura. Ora, di fronte a questi numeri le dirigenze sanitarie e il Presidente della Regione dovrebbero rispondere a una domanda: per quale motivo non viene applicato un metodo semplice e banale, ossia che a numero e qualità di prestazioni corrisponda il numero di addetti. Questo difenderebbe i buoni incassi del reparto con un po’ di respiro alla situazione deficitaria del settore in tutta la Calabria. Ci siamo chiesti se questa situazione non sia voluta per favorire le imprese della sanità privata o per non scongiurare la migrazione sanitaria che costa 300 milioni all’anno, nonostante la grande pletora di Commissari ottimamente retribuiti o con importanti incarichi istituzionali; migrazione che costa tantissimo ai pazienti e ai loro familiari. Da almeno 3 lustri il debito sanitario non si smuove: 300 milioni erano e 300 restano con variazioni infinitesimali”.
“Quindi saremmo veramente grati se i vari responsabili dessero una semplice e comprensibile risposta per capire che senso hanno le decisioni che vengono prese e lo vogliamo sapere esclusivamente con riferimento alla gestione economica. Vogliamo sapere perché non viene valorizzato ciò che funziona e perché si disperdano risorse verso strutture che hanno numeri non paragonabili con il reparto di radiologia di Polistena”.
“Chiediamo perdono, ma per un momento vogliamo dimenticare pazienti, cittadinanza, istituzioni, stampa per ottenere questa unica e sola risposta. Se qualcuno osasse dire che la distribuzione delle risorse è equa e ragionevole, dal punto di vista funzionale e economico, ci troveremmo costretti a mettere in piazza i dati, quelli veri, e a chiedere che la Magistratura apra una indagine per appurare se ciò che dice il SUL, ma anche tanti altri protagonisti della vita sociale di quelle zone, sia verità o meno”.
La richiesta: criteri chiari nella distribuzione del personale
Al centro della nota c’è dunque la richiesta di applicare un criterio definito dal sindacato semplice: far corrispondere al numero e alla qualità delle prestazioni un adeguato numero di addetti. Per SUL Calabria, la mancata valorizzazione della Radiologia di Polistena rischia di penalizzare un reparto che, secondo quanto sostenuto nella nota, garantisce numeri record, prestazioni rilevanti e buoni risultati economici, in un quadro regionale già segnato dal tema del debito sanitario e dalla migrazione sanitaria. Il sindacato chiede quindi una risposta pubblica e comprensibile sulle ragioni delle scelte adottate, con particolare riferimento alla gestione economica e alla distribuzione delle risorse tra le strutture ospedaliere.


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