Ponte sullo Stretto, adesso il Cdm chiede chiarimenti alla Corte dei Conti sulle promozioni di 10 magistrati

Le nomine, formali legittime ma considerate inopportune, coinvolgono figure chiave nella vicenda del Ponte sullo Stretto e magistrati critici sulla legge Foti

Il Cdm ha chiesto chiarimenti alla Corte dei Conti in merito alla delibera di promozione a Presidente di Sezione di dieci magistrati. A fronte di nove posti disponibili. Dal punto di vista formale i provvedimenti di promozione sono legittimi, ma secondo il Cdm c’è un tema di opportunità, si legge in un allegato al consiglio dei ministri dello scorso 4 giugno di cui avevano dato conto anche il Corriere della sera e il Sole 24 ore. Il documento era stato illustrato dal sottosegretario Alfredo Mantovano presentandolo al Cdm.

Le dieci promozioni (per nove posti)- si legge nel testo diffuso da Palazzo Chigi al termine della riunione – non tengono conto che la legge di riforma n. 1/2026 prevede la riduzione delle posizioni dirigenziali; – la Corte sostiene l’urgenza dell’interpello, pubblicato pochi giorni prima dell’entrata in vigore della nuova legge, che però contrasta con il fatto che uno dei dieci magistrati promossi è fuori ruolo; – la Corte ha un rapporto 1 a 5 di figure apicali rispetto alla Giustizia amministrativa che ha un rapporto 1 a 10.

Sul tema ci ritorna oggi il Fatto quotidiano che in un articolo sottolinea come tra le nomine sospese ci siano anche quelle di alcuni che hanno avuto un ruolo diretto nella vicenda del Ponte sullo Stretto. Il ‘Fatto Quotidiano rimarca che “il sottosegretario alla Presidenza Alfredo Mantovano, nel Consiglio dei ministri di giovedì 4 giugno, ha chiesto lo stop alla nomina a presidenti di altrettanti uffici perché, a suo dire, ciò sarebbe in contrasto con la legge Foti che ridimensiona numeri, poteri e funzioni della Corte, ancora ferma ai decreti delegati. Promozioni decise dal Comitato di presidenza della Corte, cioè il loro Csm“.

In particolare si tratta di Carmela Mirabella e Luigi Caso, relatori ed estensori “della delibera che il 29 ottobre 2025 ha negato il visto di legittimità, nonché la registrazione della delibera Cipess che, due mesi prima, aveva dato il via libera al progetto definitivo del Ponte“. Carmela Mirabella, spiega inoltre l’articolo, è la titolare dell’ufficio che controlla tutti gli atti del Mef. Nell’elenco ci sono altri quattro nomi, “sono i magistrati contabili – scrive il quotidiano – che oggi e nella precedente composizione del vertice dell’Amcc, non solo hanno duramente criticato la legge Foti, ma portano addosso pure la gravissima colpa di essersi schierati per il referendum contro la separazione delle carriere“. Si tratta di Adriana Laporta ed Elena Tomassini. Stop anche per Marialuisa Romano e Adelina Corsetti.