Olio extravergine, Coldiretti Calabria in piazza a Bari contro frodi e speculazioni

La Calabria, seconda regione produttrice di olio in Italia, ha partecipato alla mobilitazione nazionale promossa da Coldiretti e Unaprol. Al centro della protesta il crollo dei prezzi pagati agli olivicoltori, le importazioni dall’estero e il rischio di frodi ai danni di imprese e consumatori.

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  • L'inganno e la vendita sottocosto
  • Franco Aceto interviene dal palco
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Anche Coldiretti Calabria ha preso parte alla mobilitazione nazionale degli agricoltori che ha invaso le strade di Bari, promossa da Coldiretti e Unaprol, per dire basta ai “trafficanti di olio” che stanno mettendo in ginocchio le imprese e ingannando i consumatori. Una protesta che ha visto migliaia di agricoltori scendere in piazza per denunciare un sistema che rischia di compromettere il futuro dell’olio extravergine italiano, simbolo del Made in Italy e pilastro dell’economia agricola anche in Calabria, seconda regione produttrice di olio. Dal palco, Coldiretti Calabria, con il presidente Aceto, ha ribadito la necessità dell’attuazione delle proposte avanzate per difendere il vero olio extravergine: una battaglia che significa difendere reddito, territorio e salute.

L’allarme lanciato dalla filiera è chiaro: i prezzi dell’olio extravergine pagati agli olivicoltori sono praticamente dimezzati rispetto allo scorso anno, passando da circa 9 euro al litro a poco più di 5 euro, ben al di sotto dei costi di produzione. Una situazione aggravata da rincari che superano i 200 euro per ettaro. Un contesto che costringe molte aziende, anche calabresi, a vendere sottocosto, con pesanti conseguenze per la tenuta economica del comparto.

Frodi, oli deodorati e prodotti camuffati: l’allarme per i consumatori

Nel mirino della protesta ci sono pratiche fraudolente sempre più diffuse: dall’utilizzo di clorofilla e oli deodorati, fino a sostanze chimiche impiegate per alterare la qualità reale del prodotto. Fenomeni che, insieme all’arrivo massiccio di olio dall’estero, alimentano un sistema di speculazioni e inganni. Prodotti di bassa qualità finiscono anche nelle mense scolastiche e ospedaliere, mettendo a rischio la salute dei cittadini. Per questo Coldiretti e Unaprol chiedono che nelle strutture pubbliche vengano utilizzati esclusivamente prodotti italiani certificati, sicuri e di qualità.

I dati della filiera evidenziano una situazione che non torna: circa 234 milioni di litri di olio extravergine prodotti in Italia, 461 milioni di litri consumati, 318 milioni di litri esportati e ben 545 milioni di litri importati. Numeri eloquenti che dimostrano come il sistema sia esposto a manipolazioni sull’origine e sulla tracciabilità del prodotto, con gravi danni per produttori e cittadini. In questo scenario, la Calabria rappresenta uno dei principali bacini olivicoli del Paese, con milioni di piante, una forte incidenza sull’economia agricola regionale e un patrimonio identitario, paesaggistico e culturale da tutelare.

Le richieste: controlli, tracciabilità e stop alle importazioni agevolate

Nel corso della mobilitazione è stata sollecitata l’applicazione rigorosa della normativa contro le pratiche commerciali sleali e contro le vendite effettuate al di sotto dei costi di produzione. Tra le richieste figura anche il divieto di commercializzare come extravergini miscele ottenute con la successiva aggiunta dell’olio di oliva vergine. Per garantire una tracciabilità completa e avanzata della filiera viene ritenuta indispensabile l’introduzione del documento di trasporto elettronico delle olive fin dalla fase di conferimento.

Sul fronte commerciale, Coldiretti e Unaprol chiedono inoltre la sospensione delle importazioni di olio tunisino a dazio zero e il superamento del regime di Traffico di perfezionamento attivo (Tpa) applicato agli oli esteri, considerato un potenziale punto critico per l’ingresso sul mercato di prodotti suscettibili di generare fenomeni fraudolenti. Durante la manifestazione è stato allestito il “tavolo degli inganni”, pensato per mostrare ai cittadini come avvengono le frodi e le miscelazioni pericolose. Parallelamente, nel mercato di Campagna Amica, è stato possibile degustare oli di qualità, evidenziando la differenza tra un vero extravergine e un prodotto camuffato.