Anna De Gaio, candidata del centrodestra, ha vinto il ballottaggio a Castrovillari conquistando il 53,97% delle preferenze, superando Ernesto Bello, candidato dell’area di centrosinistra, che ha ottenuto il 46,03% dei voti. De Gaio, consigliere comunale uscente di Fratelli d’Italia e presidente della commissione regionale Pari opportunità, aveva conquistato il 43,59% delle preferenze al primo turno, mentre Bello il 27,70%. Una vittoria che arriva dopo una campagna elettorale nella quale non sono mancati anche i ‘colpi bassi’.
Lo ricorda Roberto Occhiuto, postando un video social al quale allega questa descrizione: “la prendevano in giro perchè figlia di un panettiere, oggi guida il suo Comune da Sindaco. Buon lavoro, Anna De Gaio“. Nel filmato, il presidente della Regione Calabria sottolinea le proprie umili origini, messe a paragone con quella della candidata De Gaio, aggiungendo che come lui è arrivato a diventare presidente della Regione, lei sarà un ottimo sindaco per Castrovillari.
“Attaccano la nostra candidata, la attaccano in modo vergognoso. Ha detto bene Wanda Ferro, appartenere al popolo è un timbro di qualità, appartenere al popolo non è un marchio, appartenere al popolo è un titolo di merito. Come si può attaccare con questi toni Anna De Gaio? – ha dichiarato Occhiuto – Anna, sai, c’è stato in questa Regione un bambino, una volta, che non era figlio di un panettiere come te, era figlio di un uomo che aveva la quinta elementare, che vendeva frutta. Era figlio di una donna che aveva la terza elementare, faceva la casalinga.
Era un bambino che quando andava a scuola, la maestra dava troppi conti a casa, gli altri compagni si lamentavano e la maestra rispondeva: ‘vabbè fatevi abitare dai genitori’, lui quando andava a casa sapeva che non poteva farsi aiutare dai genitori, perché magari era lui a leggere le lettere ai genitori.
Quel bambino, Anna, è diventato presidente della Regione, è diventato vice segretario nazionale del suo partito, ed è orgoglioso delle sue origini, perchè ci ha salito la scala della stratificazione sociale gradino per gradino, ha l’umiltà di guardarsi indietro e di non guardare nessuno dall’alto verso il basso, ha l’umiltà di sapere quanto lavoro è stato necessario per arrivare“.


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