“Quanto accaduto ad Almendolara, in Calabria, nella mia terra, ha scosso profondamente la mia coscienza, ma credo le coscienze di
tutta la comunità. Quattro braccianti sono stati uccisi con una ferocia che viene difficile anche, persino, descrivere. Ovviamente, di fronte a una simile barbarie, dobbiamo ribadire con forza che lo sfruttamento dei lavoratori italiani o stranieri che siano, rappresenta una ferita per lo Stato di diritto e per la dignità della persona. Chi lavora nei campi, soprattutto nella mia terra, contribuisce alla ricchezza del Paese e non può essere lasciato alla violenza, allo sfruttamento, all’illegalità, alla sopraffazione“. È quanto dichiarato da Tilde Minasi, senatrice reggina della Lega, nel corso del suo intervento in Aula in merito alla morte dei 4 braccianti pachistani bruciati vivi ad Amendolara.
“Ovviamente, di fronte a una simile barbarie non possiamo solo limitarci all’indignazione. Io ho sentito da parte dell’opposizione gridare e affannarsi ad addossare ad altri le colpe, ma credo che qui siano problemi che ci portiamo avanti da anni e sui quali nessuno mai è intervenuto in maniera seria. – ha proseguito Minasi – Quindi, è necessario ovviamente che la magistratura faccia piena luce sulle responsabilità individuali e sull’eventuale rete criminale che può aver favorito o tollerato queste condizioni. Ma, allo stesso tempo, occorre rafforzare un strumento di contrasto al caporalato, di tutela dei lavoratori e di controllo alle filiere produttive, affinché tragedie come questa non si ripetano mai più,
soprattutto in territori come la Calabria che già scontano il degrado, l’arretratezza dovuta e alimentata dalla criminalità organizzata.
Non possiamo consentire che a quella violenza, a quella ferocia, se ne aggiunga altra, quella in cui le vittime sono i nuovi poveri, i nuovi ultimi che vengono sui nostri territori in cerca di riscatto e trovano invece una morte orribile come quella a cui abbiamo assistito. La Calabria non è questa, l’Italia non può essere questa. Io voglio dire che già oggi in Commissione abbiamo sollevato la problematica e chiesto al Presidente di fare una seduta ad hoc per affrontare questa problematica.
Io voglio esprimere il mio profondo cordoglio alle famiglie delle vittime e alla vicinanza a tutte le comunità coinvolte. Davanti a quattro uomini morti, in modo così atroce, non esistono differenze di nazionalità, di religione o provenienza ma esistono soltanto quattro vite spezzate e il dovere delle istituzioni di garantire giustizia“, ha concluso Minasi.


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