Nella odierna mattinata, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Messina e della Compagnia di Taormina hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere, emessa dal GIP presso il Tribunale di Messina su richiesta della Procura della Repubblica di Messina, nei confronti di una donna 53enne, originaria di Sesto San Giovanni (MI), di fatto domiciliata in provincia di Vercelli, indagata per il reato di omicidio aggravato in concorso ai danni del 66enne Giuseppe Florio, originario e residente a Giardini Naxos (ME). Il provvedimento restrittivo scaturisce dall’evoluzione delle indagini condotte a seguito del rinvenimento del cadavere della vittima, avvenuto il 26 aprile u.s. in località “Mitogio” nel comune di Castiglione di Sicilia (CT).
La posizione della donna era già stata oggetto di un iniziale provvedimento di fermo
La posizione della donna era già stata oggetto di un iniziale provvedimento di fermo di indiziato di delitto eseguito il 27 aprile u.s., limitatamente all’ipotesi di occultamento di cadavere. In quella sede, sebbene il fermo fosse stato convalidato, non era stata applicata alcuna misura cautelare, con la conseguente scarcerazione dell’indagata. Tuttavia, le successive e serrate attività investigative, coordinate da questa Procura ed eseguite con il supporto tecnico della sezione “cyber” dei Carabinieri di Catania e la conseguente analisi dei dispositivi informatici; l’escussione di persone informate sui fatti; la visione di ulteriori immagini estratte dai sistemi di videosorveglianza; le dichiarazioni rese in fase di interrogatorio da uno dei coindagati e le intercettazioni hanno permesso di acquisire nuovi e determinanti indizi di colpevolezza. In particolare, le intercettazioni ambientali e telefoniche captate proprio nel periodo successivo alla scarcerazione hanno fornito un serio riscontro alle ipotesi accusatorie di concorso della donna, tratta in arresto, nell’omicidio di Giuseppe Florio.
“Quanto sopra, ai fini del corretto esercizio del diritto di cronaca, costituzionalmente garantito, nonché tenuto conto dell’interesse pubblico ad una chiara esposizione dei fatti, sia pure nel doveroso riserbo di ulteriori elementi in ragione della attuale fase delle indagini preliminari. Con la precisazione che il procedimento è, allo stato, nella fase delle indagini preliminari, nella quale il soggetto indagato è da presumersi innocente fino alla sentenza irrevocabile che ne accerti la responsabilità e con la puntualizzazione che l’eventuale giudizio, che si svolgerà in contraddittorio con le parti e le difese davanti al giudice terzo ed imparziale, potrà concludersi anche con la prova dell’assenza di ogni forma di responsabilità in capo al medesimo indagato. Si precisa, infine, che il provvedimento restrittivo eseguito è reclamabile davanti agli organi giudiziari competenti e che il presente comunicato fonda sul clamore suscitato nella comunità, a seguito della diffusione della notizia del rinvenimento, nella mattinata del 26 aprile u.s., lungo una pubblica via di Castiglione di Sicilia (CT), ad opera di un passante, del cadavere della vittima, avvolto in un lenzuolo e in alcuni sacchi di plastica”.


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