Il conto alla rovescia è finito: da oggi 527.747 studenti affrontano l’esame di maturità 2026. La giornata segna l’avvio ufficiale dell’esame di Stato, uno dei passaggi più importanti del percorso scolastico, atteso ogni anno da centinaia di migliaia di ragazze e ragazzi in tutta Italia. Dalle 8:30 i maturandi sono chiamati ad affrontare la prima prova della Maturità 2026, il tradizionale tema di italiano. Si tratta del primo appuntamento scritto dell’esame e rappresenta un momento centrale per tutti gli studenti, indipendentemente dall’indirizzo di studio frequentato.
Prima prova Maturità 2026: tracce uguali in tutta Italia
La prima prova di italiano è comune a tutta Italia e riguarda tutti gli indirizzi di studio. Questo significa che gli studenti e le studentesse impegnati nella Maturità 2026 riceveranno le stesse tracce, a prescindere dalla scuola frequentata e dal percorso scelto. Le tracce previste sono sette, suddivise in tre diverse tipologie. Gli studenti potranno scegliere tra prove di analisi del testo, tracce di testo argomentativo e temi di attualità. Una struttura pensata per offrire diverse possibilità di svolgimento e permettere ai maturandi di valorizzare competenze differenti, dalla comprensione e interpretazione di un testo alla capacità di costruire un ragionamento critico su questioni culturali, sociali o di attualità.
Maturità 2026, da Pavese a Calabresi: tutte le tracce della prima prova scelte dal ministro Valditara
Da Cesare Pavese a Vitaliano Brancati, da Mario Calabresi a Piero Bianucci, fino a Giuseppe Saragat, Frank Furedi e Wenke Husmann. Sono questi i principali protagonisti delle tracce della Maturità 2026 scelte dal ministro Giuseppe Valditara per la prima prova dell’esame di Stato. Le proposte offerte agli studenti spaziano dalla letteratura italiana alla riflessione storica e politica, dalla divulgazione scientifica ai temi sociali e culturali. Il quadro che emerge è quello di una prova costruita attorno a questioni trasversali: il valore della fatica, l’amore non ricambiato, il rapporto tra generazioni, la creatività scientifica, il significato dei confini, la memoria istituzionale dell’Assemblea Costituente e la capacità umana di provare meraviglia davanti alla natura.
Mario Calabresi e il valore della fatica nella Maturità 2026
Tra le tracce più significative della Maturità 2026 c’è il brano tratto dal libro di Mario Calabresi, Alzarsi all’alba, dedicato al tema della fatica. Il testo invita a riscoprire il valore del tempo, della pazienza e della costanza attraverso esempi di vite segnate dall’impegno quotidiano. Nel brano, la fatica non viene presentata solo come una scelta personale, ma anche come un gesto estremo d’amore, come espressione del senso del dovere e dell’attaccamento alla propria professione. Calabresi riflette su una società che vive nel tempo della comodità, del tutto facile e dell’illusione che per raggiungere un traguardo basti fare il minimo. La scorciatoia, in questa prospettiva, sembra diventare l’unica strategia per arrivare alla meta.
Il testo, invece, riporta al centro la fatica che accompagna la vita di milioni di persone. Le pagine di Mario Calabresi raccontano storie diverse ma unite da un filo comune: il marito che si prende cura della moglie malata da oltre vent’anni, l’allenatore che insegna ai bambini il valore della costanza e l’importanza della tenacia, la donna di quasi novant’anni che ogni giorno porta i fiori sulla tomba del marito e pulisce i bagni del cimitero per chi dovrà usarli, le maratone di un padre alla ricerca della figlia perduta e una restauratrice che coltiva la pazienza per salvare la bellezza.
Sono, nel racconto di Calabresi, le vite di chi si sveglia all’alba e fa partire gli ingranaggi di quella “meravigliosa nostra macchina che è il mondo”. Il passaggio chiave è affidato alle parole di Veronica, atleta paralimpica che si allena nell’acqua fredda del mare: “La fatica la devi adorare”. Il libro viene così proposto come un testo che invita alla speranza attraverso la fatica di chi ogni giorno, per scelta o per dovere, sa “Alzarsi all’alba”.
Cesare Pavese, l’analisi del testo sull’amore non ricambiato
Per l’analisi del testo della Maturità 2026 compare anche Cesare Pavese, con la poesia Passerò per piazza di Spagna. Agli studenti viene chiesto di analizzare e interpretare il testo letterario, rispondendo a una serie di domande. La poesia è incentrata sul tema dell’amore non ricambiato per l’attrice statunitense Constance Dowling. La scelta di Pavese porta dunque i maturandi a confrontarsi con una dimensione intima e letteraria, nella quale il sentimento amoroso si intreccia con la riflessione poetica e con la capacità di interpretare il linguaggio del testo.
Vitaliano Brancati, il brano in prosa tratto da I piaceri
Un’altra traccia riguarda Vitaliano Brancati, autore nato nel 1907 e morto nel 1954. Il brano proposto è tratto dal testo in prosa I piaceri. Agli studenti viene richiesto di comprendere e analizzare il testo, riassumendone il contenuto, commentandolo e rispondendo ad alcune domande. L’opera è presentata come il diario nel quale lo scrittore ha espresso meditazioni, fantasie, nostalgie e ricordi di esperienze anche dolorose. La traccia su Vitaliano Brancati offre quindi ai maturandi l’occasione di misurarsi con una scrittura in cui la dimensione personale si apre alla memoria, alla riflessione e al racconto dell’esperienza.
Giuseppe Saragat e l’Assemblea Costituente nella traccia storico-politica
Per il testo argomentativo in ambito storico-politico, al centro delle tracce della prima prova della Maturità 2026 c’è l’Assemblea Costituente. Lo spunto proposto agli studenti è un brano tratto dal discorso di insediamento del Presidente Giuseppe Saragat. La traccia chiama i maturandi a esercitarsi su un tema di forte rilievo storico e istituzionale. Il riferimento all’Assemblea Costituente consente di affrontare una riflessione sul processo democratico e sulla costruzione della vita repubblicana, a partire dalle parole pronunciate da Saragat nel suo discorso di insediamento.
Frank Furedi e gli “adultescenti”: il confine tra le generazioni
Tra le tracce della Maturità 2026 compare anche il sociologo Frank Furedi, ungherese naturalizzato britannico, con un passaggio tratto da I confini contano. Perché l’umanità deve riscoprire l’arte di tracciare frontiere. Lo spunto chiede ai diplomandi di spiegare su quali basi Furedi affermi che “la mancanza di chiarezza a proposito del confine tra le generazioni è oggi ampiamente riconosciuta” e quale sia il significato del termine “adultescenti”. Il tema porta al centro della prova il rapporto tra età, identità, responsabilità e passaggi generazionali, chiedendo agli studenti di ragionare sulla difficoltà contemporanea di distinguere con chiarezza i confini tra adolescenza ed età adulta. La traccia su Frank Furedi si inserisce così tra quelle più legate alla società contemporanea, invitando a una riflessione argomentata su un fenomeno culturale che riguarda il modo in cui le generazioni si definiscono, si percepiscono e si relazionano tra loro.
Piero Bianucci e la creatività scientifica
Una delle tracce di testo argomentativo, indicata come B2, parte da un brano del giornalista e scrittore Piero Bianucci, tratto da Te lo dico con parole tue. La scienza di scrivere per farsi capire. Il tema proposto è quello della creatività scientifica. Agli studenti viene chiesto di sintetizzare il testo e di esprimere il proprio punto di vista sulla tematica trattata, motivando e argomentando con considerazioni personali. La traccia mette insieme due dimensioni spesso considerate distanti: la scienza e la scrittura, la precisione del sapere scientifico e la necessità di comunicarlo in modo comprensibile. Il brano di Piero Bianucci offre quindi ai maturandi l’opportunità di riflettere sul rapporto tra conoscenza, linguaggio e capacità creativa, con particolare attenzione alla divulgazione e alla necessità di farsi capire.
Wenke Husmann e l’incanto davanti alla natura
Il concetto di incanto è alla base dell’articolo della giornalista tedesca Wenke Husmann, intitolato Funziona a meraviglia e pubblicato su Internazionale il 23 gennaio 2026. La traccia riguarda la capacità umana di provare meraviglia di fronte ai fenomeni della natura, partendo da un testo tratto dall’articolo della giornalista. Il tema della meraviglia introduce nella prima prova della Maturità 2026 una riflessione sul rapporto tra essere umano e natura. L’incanto diventa il punto di partenza per interrogarsi sulla percezione del mondo naturale, sulla capacità di stupirsi e sul valore di uno sguardo attento verso ciò che accade nell’ambiente che ci circonda. La traccia su Wenke Husmann si colloca dunque in una prospettiva culturale e contemporanea, nella quale il contatto con la natura viene proposto come esperienza capace di generare attenzione, consapevolezza e riflessione.


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