Lotta al caporalato, Madeo: “Amendolara punta dell’iceberg, serve cambio di passo”

Rosellina Madeo, consigliere della Regione Calabria in quota PD, commenta la tragedia di Amendolara invocando un maggiore impegno nella lotta al caporalato

Che il tavolo permanente per il monitoraggio delle condizioni in cui braccianti, e più in generale gli operai del settore agricolo lavorano, proposto oggi in seno alla Sesta Commissione, sia uno strumento concreto e non una proposta di facciata al quale seguano poi provvedimenti amministrativi e legislativi concreti. Perché quello che è accaduto ad Amendolara è sicuramente agghiacciante, ma anche la punta più brutta e disumana di un iceberg che rappresenta una situazione opaca in cui versano molti lavoratori: in Calabria oltre 12 mila operai prestano manodopera in maniera irregolare“. È il pensiero espresso da Rosellina Madeo, consigliere regionale della Calabria in quota PD, in merito alla tragedia di Amendolara.

L’opinione pubblica resta allibita difronte ad un evento che scuote le coscienze e che indigna allo stesso tempo. Ma ciò che è accaduto in Calabria, con i quattro braccianti bruciati vivi ad Amendolara, non può essere definita una tragedia. Questa è una strage di Caporalato, e dare il nome corretto alle cose è un primo passo verso la CONSAPEVOLEZZA. Solo avendo il coraggio e soprattutto la responsabilità di guardare le cose per come stanno possiamo davvero prevenire gli eventi”, prosegue Madeo.

L’ultima stima dell’ISTAT ci dice che sono circa 200mila i lavoratori irregolari occupati nel settore agricolo in tutto il Paese, ben 12mila solo nella nostra regione. Uno sfruttamento che non nasce da ora ma che conosciamo fin troppo bene e verso il quale, il fatto di cronaca aggancia terribilmente chi di dovere alle responsabilità, non è stato fatto abbastanza. – aggiunge il consigliere di centrosinistra – Occorrono dei censimenti che ci possano dare contezza precisa di quante persone lavorano nei nostri campi, bisogna attivare l’incrocio trasparente tra domanda e offerta di lavoro e l’applicazione della responsabilità solidale, che sanziona sia i caporali che gli imprenditori sfruttatori.

È necessario agire sul sistema dei trasporti, perché è già dalla selezione di chi può salire o meno su quei furgoni che partono dalle nostre Statali ai campi che si innesca un meccanismo di prevaricazione, ricatto e di logiche mafiose.

Urge un rapido cambio di passo sul piano culturale, dove lo sfruttamento non solo è tollerato ma è quasi giustificato in cambio di fragole a buon prezzo che arrivano sulle nostre tavole attraverso una filiera sporca di sangue.

Domani ad Amendolara, alla manifestazione organizzata dalla Cgil, si vuole segnare un netto spartiacque tra quello che è stato e quello che invece dovrà essere”, conclude Madeo.