Con l’opera narrativa Lilio – L’Apostolo del Tempo, pubblicato da Albatros, lo scrittore calabrese Gianluca Facente torna in libreria con un romanzo storico intenso e ambizioso, dedicato alla figura di Luigi Lilio, il medico e matematico calabrese che contribuì alla riforma del calendario gregoriano. Un personaggio poco raccontato, ma decisivo nella storia della cultura occidentale, che Facente sceglie di restituire ai lettori attraverso una narrazione capace di unire ricerca storica, immaginazione letteraria e forte radicamento territoriale.
Ambientato tra la Calabria del Cinquecento, la Napoli rinascimentale e la Roma papale, il romanzo ripercorre la vita di un uomo fuori dal suo tempo: visionario, inquieto, spesso frainteso.
Nel libro, Luigi Lilio non è soltanto lo studioso che intuì l’errore del calendario allora in uso, ma una figura complessa, attraversata da tensioni interiori, intuizioni spirituali e da un’idea della conoscenza vissuta come vocazione e sacrificio.
Sul fondo scorrono gli anni duri della Riforma e dell’Inquisizione, delle guerre religiose e dei conflitti che attraversano l’Europa.
In questo scenario, Lilio comprende che il tempo liturgico della cristianità si è progressivamente allontanato dal cielo e che quell’errore, apparentemente tecnico, riguarda in realtà un intero ordine simbolico, religioso e umano.
Da qui prende forma una storia che parla di scienza e fede, di verità e potere, di intuizione e solitudine. Ma Lilio – L’Apostolo del Tempo non è solo un romanzo storico: è anche un libro sulla memoria e sulle radici.
Nella struttura narrativa, la vicenda di Luigi Lilio viene infatti affidata al racconto di nonna Amalia al nipote Antonio, in un cortile di Cirò nel 2025.
È una scelta che dà al romanzo una dimensione intima e familiare, e che trasforma la grande Storia in eredità condivisa, in racconto tramandato, in identità che passa di voce in voce. La scrittura fluente di Gianluca Facente si muove proprio in questo spazio: tra ricostruzione storica e partecipazione emotiva, tra respiro epico e attenzione per la dimensione umana dei personaggi. Il risultato è un libro che prova a restituire dignità narrativa a una figura troppo spesso rimasta ai margini, e che allo stesso tempo rilancia una riflessione più ampia sul rapporto tra conoscenza, destino e memoria.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?