Cateno De Luca rivendica il ruolo politico assunto da Sud chiama Nord in Sicilia e rilancia il peso del movimento nel quadro nazionale. Il leader del movimento interviene dopo la pubblicazione di un articolo sul settimanale L’Espresso, firmato dal giornalista Marco Antonellis, che analizza il cosiddetto “fenomeno Cateno De Luca” e il suo impatto sugli equilibri politici nell’Isola.
Il commento di De Luca sull’articolo de L’Espresso
Nel suo intervento, Cateno De Luca, leader di Sud chiama Nord, collega direttamente l’attenzione mediatica nazionale alla crescita e al radicamento del movimento in Sicilia. Il riferimento è al pezzo pubblicato da L’Espresso, che prende in esame il ruolo politico di De Luca e la sua capacità di incidere nello spazio elettorale che altri soggetti stanno tentando di occupare nel resto d’Italia.
De Luca dichiara: “ve lo avevo detto che a Roma ci stavano osservando. Oggi sul prestigioso settimanale L’Espresso un pezzo che analizza il “fenomeno Cateno De Luca” che in Sicilia sta frenando il generale Vannacci. Proprio ieri nei sondaggi, Futuro Nazionale ha superato la Lega andando oltre il 5%, ma in Sicilia non sfonda, rimanendo intorno al 2,5% con SUD chiama NORD invece al 12% (dati SWG)”. Le parole del leader di Sud chiama Nord puntano a evidenziare un dato politico preciso: in Sicilia il movimento sarebbe in grado di occupare uno spazio ampio e strutturato, limitando l’affermazione di altri fenomeni politici nazionali.
Sud chiama Nord e il peso dei sondaggi in Sicilia
Il comunicato pone al centro il confronto tra i numeri nazionali e quelli siciliani. Secondo quanto riportato, Futuro Nazionale avrebbe superato la Lega andando oltre il 5% nei sondaggi, ma in Sicilia non riuscirebbe a sfondare, fermandosi intorno al 2,5%. Al contrario, Sud chiama Nord viene indicato al 12%, sempre sulla base dei dati SWG citati. Questo elemento assume un rilievo politico particolare perché descrive una Sicilia in cui il consenso di protesta, il rapporto diretto con il territorio e la riconoscibilità del leader troverebbero già una rappresentanza consolidata nel progetto di Cateno De Luca.
L’analisi di Marco Antonellis sul “fenomeno Cateno De Luca”
Nel comunicato viene riportato anche un passaggio dell’articolo di Marco Antonellis pubblicato su L’Espresso, in cui si analizza il ruolo di De Luca negli equilibri politici del Mezzogiorno. Il giornalista scrive: “dietro i numeri, raccontano fonti parlamentari, si nasconde infatti un nome che continua a pesare negli equilibri del Mezzogiorno: Cateno De Luca. Il leader di Sud chiama Nord occuperebbe infatti gran parte dello spazio politico che Vannacci sta tentando di conquistare nel resto d’Italia. Voto di protesta, consenso personale, rapporto diretto con il territorio e forte riconoscibilità mediatica: caratteristiche che rendono i due fenomeni parzialmente sovrapponibili. Ma, mentre Vannacci sta costruendo la propria rete politica, De Luca dispone già di una macchina organizzativa consolidata: alle Regionali del 2022 sfiorò il mezzo milione di voti, un patrimonio che ancora oggi continua a incidere sugli equilibri dell’isola. A Palazzo Chigi osservano il fenomeno con estrema prudenza”.
Il precedente delle Regionali 2022 e il capitale politico di De Luca
Uno degli elementi centrali dell’analisi riguarda il risultato ottenuto da Cateno De Luca alle Regionali del 2022, quando, secondo quanto riportato nel passaggio citato, sfiorò il mezzo milione di voti. Questo dato viene presentato come un patrimonio politico ancora capace di incidere sugli equilibri dell’Isola. Il riferimento alle Regionali assume un valore strategico perché consente di leggere l’attuale fase non come un episodio isolato, ma come parte di un percorso politico già avviato. Sud chiama Nord viene descritto come una forza radicata, con un consenso personale e territoriale costruito nel tempo. In questa chiave, il 12% in Sicilia indicato dai dati SWG citati nel comunicato viene inserito in una continuità politica: non solo un dato di sondaggio, ma la conferma di una presenza strutturata nel territorio siciliano.
Palazzo Chigi e l’attenzione sugli equilibri del Mezzogiorno
Il comunicato insiste anche su un altro aspetto: l’attenzione che il fenomeno De Luca susciterebbe a Roma. Il passaggio dell’articolo riportato afferma che “A Palazzo Chigi osservano il fenomeno con estrema prudenza”, indicando come il ruolo di Sud chiama Nord venga considerato rilevante anche fuori dai confini regionali. Per Cateno De Luca, questo elemento diventa occasione per ribadire l’autonomia del proprio percorso politico. Il leader di Sud chiama Nord non presenta la propria iniziativa come una manovra contro altri soggetti politici, né come un vantaggio per il governo nazionale, ma come il risultato di un progetto radicato nella storia amministrativa del movimento.
De Luca: “noi andiamo avanti per la nostra strada”
Cateno De Luca chiarisce il senso politico della propria azione e respinge interpretazioni strumentali legate alla figura del generale Vannacci o a possibili vantaggi per Giorgia Meloni. De Luca afferma testualmente: “una cosa è certa: noi andiamo avanti per la nostra strada e non lo facciamo per fermare Vannacci o per fare una cortesia alla Meloni. Noi stiamo portando avanti un progetto dalle radici solide perché abbiamo una storia di buona amministrazione che ci consentirà di rendere davvero protagonista la Sicilia nel panorama nazionale e internazionale”. Con queste parole, il leader di Sud chiama Nord rivendica un’identità autonoma e una prospettiva politica fondata sulla buona amministrazione, sul radicamento territoriale e sull’ambizione di dare alla Sicilia un ruolo più forte nel contesto nazionale e internazionale.


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