L’economia italiana beffa la narrativa catastrofista della sinistra sui dazi di Trump: export in crescita, bene anche il Sud | DATI

L’economia italiana cresce nonostante le previsioni catastrofiche sulla guerra commerciale della sinistra anti-Trump: export in crescita, segno positivo anche al Sud Italia

Quando, nei mesi scorsi, Donald Trump introdusse i dazi sulle importazioni, la narrativa dominante della sinistra italiana dipingeva scenari apocalittici: export italiano pronto a crollare, imprese costrette a chiudere, dipendenti a rischio licenziamento, e un governo chiamato a intervenire con ristori immediati. Piddini e compagnucci puntavano il dito contro Meloni, colta alla sprovvista dalla manovra americana di quel Donald Trump al quale, a detta loro, era assoggettata (la verità si è vista qualche mese più tardi sulla questione Iran…). Neanche a dirlo, la realtà dei fatti, smentisce continuamente la narrativa catastrofista.

Crescita solida dell’export nel primo trimestre

Secondo le rilevazioni Istat, l’export italiano ha registrato una crescita su base congiunturale in tutte le macro-aree del Paese nel primo trimestre, mentre su base annua l’aumento è concentrato soprattutto al Centro, al Sud e nel Nord-Ovest. Il dato più sorprendente riguarda il Sud e Isole, che segnano un incremento del 13,1% rispetto al trimestre precedente, seguito dal Centro con +7,2%, mentre il Nord-Ovest cresce di 1,5% e il Nord-Est di 0,8%.

Su base annua, la crescita media nazionale si attesta all’1,3%, ma al Centro l’incremento è notevole, pari al 13,8%, spinto soprattutto dalle performance della Toscana, che registra un aumento del 30,2%, grazie alle maggiori vendite di metalli e di articoli farmaceutici. Anche altre regioni mostrano risultati positivi: Abruzzo +23,5%, Liguria +20,8%, Basilicata +18,2% e Marche +15,5%.

Le regioni in sofferenza e le cause specifiche

Non tutte le aree hanno beneficiato allo stesso modo. Il Friuli-Venezia Giulia segna una contrazione del -35,4%, la Sardegna -21,1%, la Sicilia -18,1%, la Valle d’Aosta -13,3% e il Lazio -11,4%. In questi casi, la flessione è legata principalmente alla diminuzione delle vendite di mezzi di trasporto, esclusi gli autoveicoli, e non a una generale crisi dell’export italiano.

Il Nord-Est e le Isole, rispetto all’inizio del 2025, registrano variazioni rispettivamente di -2,4% e -19%, mentre il Sud cresce del 7,1% e il Nord-Ovest dello 1,3%. Questi numeri smentiscono l’idea che l’economia italiana sia fragile di fronte ai fattori esterni come i dazi americani, mostrando invece resilienza e capacità di adattamento delle imprese italiane.

In definitiva, l’analisi dei dati Istat dimostra che la retorica allarmista è spesso derubricabile a mera propaganda, mentre l’economia reale continua a crescere, sostenuta da settori chiave come metalli, farmaceutica e artigianato di qualità, confermando la capacità delle aziende italiane di affrontare sfide globali senza soccombere al panico mediatico. E politico.