L’acqua torna al centro dello scontro politico, “Rispetto Messina” chiede un confronto in Consiglio Comunale

Il tema dell’acqua a Messina torna al centro del dibattito pubblico e politico. A sollevare nuovamente la questione è il Gruppo di Iniziativa e Resistenza Civica “Rispetto Messina”, che interviene con una nota durissima contro l’Amministrazione comunale neo-riconfermata, accusata di affidarsi a una narrazione comunicativa distante dalla quotidianità vissuta da molte famiglie messinesi. Per il gruppo civico è importante portare il problema della carenza idrica e delle sospensioni dell’approvvigionamento dentro la sede istituzionale del Consiglio Comunale, anziché lasciarlo, secondo il gruppo civico, ai comunicati aziendali o alle rassicurazioni del sindaco. Al centro della denuncia ci sono le interruzioni dell’erogazione, le difficoltà delle zone periferiche, la promessa dell’acqua H24 e le condizioni della rete idrica cittadina.

La critica alla “realtà virtuale” raccontata ai cittadini

Nel comunicato, Rispetto Messina contesta innanzitutto il metodo comunicativo che, secondo il gruppo, caratterizzerebbe l’azione dell’Amministrazione. La critica non riguarda soltanto il merito del problema idrico, ma anche il modo in cui la questione verrebbe rappresentata alla cittadinanza. Il Gruppo di Iniziativa e Resistenza Civica “Rispetto Messina” dichiara: “l’Amministrazione Comunale neo-riconfermata ritiene che si debba acriticamente “credere” a qualsiasi cosa venga prospettata o proclamata sul piano comunicativo. E ciò basandosi sul fatto che la maggioranza dei cittadini e delle cittadine messinesi che si sono recati alle urne ha dimostrato di propendere per una “realtà virtuale” narrata rispetto a una “realtà fattuale” vissuta giorno per giorno. Ed il primo caso emblematico di questo nuovo metodo è quello che riguarda il problema annoso e irrisolto dell’acqua, o meglio della sospensione dell’approvvigionamento idrico per 24 ore nelle zone periferiche e per un periodo maggiore in altre zone, che quotidianamente ricevono una “razione” di acqua pubblica limitata a pochissime ore di mattina. Zone in cui gli utenti sono costretti a ricorrere ad autoclave e pompe di sollevamento e all’utilizzo dei serbatoi, con un aumento delle spese.”

Il passaggio evidenzia la distanza, denunciata dal gruppo civico, tra la comunicazione istituzionale e la condizione concreta di chi vive in aree della città dove l’erogazione idrica resta limitata a poche ore. Il riferimento alle zone periferiche di Messina è centrale: secondo la nota, qui le famiglie subiscono sospensioni dell’approvvigionamento per 24 ore e, in alcune zone, per periodi ancora più lunghi.

Zone periferiche e razionamento dell’acqua pubblica

Il comunicato pone l’accento su un problema che non viene presentato come episodico, ma come strutturale. In diverse aree della città, secondo Rispetto Messina, l’acqua pubblica arriverebbe per un tempo limitato, concentrato soprattutto nelle ore del mattino. Una situazione che costringe gli utenti a organizzarsi con strumenti privati per garantire la disponibilità idrica nelle proprie abitazioni. Il ricorso ad autoclavi, pompe di sollevamento e serbatoi viene indicato come una conseguenza diretta dell’irregolarità del servizio. Non si tratta soltanto di un disagio pratico, ma anche di un aggravio economico per le famiglie, chiamate a sostenere costi ulteriori per sopperire alle carenze della distribuzione idrica. In questa prospettiva, la questione dell’acqua pubblica a Messina viene collegata alla qualità della vita dei cittadini, alla vivibilità dei quartieri e alla necessità di garantire una fornitura continua, affidabile e adeguata alle esigenze quotidiane di famiglie e imprese.

La promessa dell’H24 e le accuse di “favoletta per creduloni”

Uno dei punti più duri dell’intervento riguarda la promessa dell’H24, cioè dell’erogazione dell’acqua per l’intera giornata. Secondo il gruppo civico, si tratterebbe di un obiettivo annunciato dall’Amministrazione De Luca nel 2018 e poi riproposto dal sindaco Basile nel 2022, ma ancora distante dall’esperienza concreta di molti cittadini. Nel comunicato si legge: “e ciò continua ad avvenire periodicamente in attesa di quella “formuletta magica” dell’H24 promessa dall’Amministrazione De Luca nel 2018, successivamente reiterata dal Sindaco Basile nel 2022. Favoletta per creduloni che non tiene conto della fatiscenza delle tubature e dei raccordi, che portano a una notevole perdita di liquido, e che si scontra con una realtà ben diversa, fatta di continui interventi di manutenzione che causano il fermo delle pompe che alimentano l’acquedotto del Fiumefreddo”.

La critica alla promessa dell’acqua H24 a Messina diventa così uno dei passaggi politicamente più significativi della nota. Rispetto Messina sostiene che l’obiettivo non possa essere valutato solo sul piano degli annunci, ma debba fare i conti con lo stato delle infrastrutture, con la fatiscenza delle tubature, con le perdite e con i frequenti interventi di manutenzione che incidono sulla continuità del servizio.

Acquedotto del Fiumefreddo, infrastruttura strategica e criticità della rete

Il comunicato richiama anche il ruolo dell’acquedotto del Fiumefreddo, infrastruttura indicata come decisiva per l’approvvigionamento idrico della città. Secondo Rispetto Messina, proprio questa infrastruttura richiederebbe un’attenzione costante e una programmazione mirata degli interventi, in modo da ridurre il rischio di nuove criticità sulla rete di distribuzione. La nota prosegue: “un acquedotto che è un’infrastruttura idrica di carattere provinciale e che va attenzionato costantemente, programmando un piano di interventi per ridurre il rischio di criticità sull’intera rete di distribuzione. Si è ipotizzato anche che gli interventi effettuati nei vari territori comunali potessero riguardare il bypass realizzato da poco sulla condotta del Fiumefreddo, per prelevare acqua destinata a Messina inviandola agli impianti di altri Comuni. E ciò perché, quando tale bypass necessita di interventi, è necessario chiudere l’acqua per Messina”.

Il riferimento al bypass sulla condotta del Fiumefreddo introduce un ulteriore elemento di complessità. Secondo quanto riportato dal gruppo civico, è stata avanzata l’ipotesi che alcuni interventi effettuati nei vari territori comunali potessero riguardare proprio questa opera, collegata al prelievo di acqua destinata a Messina e al suo invio verso impianti di altri Comuni. Anche su questo punto, la richiesta implicita è quella di maggiore chiarezza e di un confronto istituzionale.

Costi degli interventi, caldo anomalo e rischio siccità

La questione dell’emergenza idrica a Messina viene inserita anche in un quadro più ampio, segnato dai costi degli interventi e dal possibile peggioramento delle condizioni climatiche. Rispetto Messina richiama il rischio di un periodo di caldo anomalo, che potrebbe portare a lunghi periodi di siccità, aggravando una situazione già fragile. Il nodo non riguarda quindi soltanto le interruzioni attuali, ma la capacità del sistema idrico cittadino di reggere nei mesi più difficili. Se la carenza idrica dovesse riproporsi con maggiore intensità, i disagi per i cittadini potrebbero aumentare e trasformarsi in un problema ancora più serio sul piano della vivibilità urbana. È in questo contesto che il gruppo civico chiede di superare la gestione esclusivamente comunicativa della questione e di affrontare il problema con strumenti istituzionali, verifiche sui piani esistenti e programmazione degli obiettivi futuri.

La richiesta: il Consiglio Comunale affronti il caso acqua

La parte centrale della proposta politica di Rispetto Messina riguarda il ruolo del nuovo Consiglio Comunale. Per il gruppo civico, la questione dell’approvvigionamento idrico deve diventare oggetto di un confronto pubblico e istituzionale, nella sede deputata al controllo e all’indirizzo politico-amministrativo. Nel comunicato si afferma: “ma dato che i vari interventi effettuati hanno ogni volta costi elevati, e si prospetta un periodo di caldo anomalo che potrebbe portare a lunghi periodi di siccità, e dato che la questione della carenza idrica continua a riproporsi, sarebbe opportuno che una problematica così importante per la vivibilità dei cittadini messinesi — con tutti i problemi igienici e sanitari che ne potrebbero derivare — non venga lasciata ai comunicati stampa aziendali o alle solite rassicurazioni del Sindaco, ma divenga oggetto di attenzione da parte del nuovo Consiglio Comunale, che è la sede più appropriata per un confronto istituzionale sui vari programmi e progetti di gestione di una risorsa di cui non si può fare a meno”.

AMAM, piani operativi e verifica dei risultati raggiunti

Il gruppo civico chiama in causa anche AMAM, la società che gestisce il servizio idrico cittadino, chiedendo una verifica sui Piani Operativi Annuali e Triennali presentati negli ultimi anni. L’obiettivo, secondo Rispetto Messina, dovrebbe essere quello di valutare i risultati effettivamente raggiunti e pianificare i prossimi interventi. La nota continua: “Consiglio Comunale che, svolgendo il suo ruolo di organismo di controllo e indirizzo, dovrebbe analizzare i Piani Operativi Annuali e Triennali presentati dall’AMAM nel corso degli ultimi anni, verificare i risultati raggiunti e pianificare i prossimi obiettivi nella direzione della continuità e affidabilità della fornitura e della qualità dell’acqua erogata alle famiglie e alle imprese messinesi.”

In questo quadro, il tema dell’acqua a Messina viene collegato a tre obiettivi fondamentali: continuità della fornitura, affidabilità del servizio e qualità dell’acqua erogata. Per il gruppo civico, non basta annunciare traguardi: serve misurare quanto è stato fatto, capire cosa non ha funzionato e definire una strategia realistica per famiglie e imprese.

Il “miraggio” dell’H24 e l’accusa di pubblicità ingannevole

La conclusione del comunicato torna sul tema simbolicamente più forte: l’H24. Secondo Rispetto Messina, un confronto serio in Consiglio Comunale potrebbe anche portare a riconoscere formalmente l’impossibilità, allo stato attuale, di raggiungere l’obiettivo dell’erogazione continua, evitando di alimentare aspettative che i cittadini continuano a vedere smentite nella quotidianità. Il comunicato si chiude così: “un confronto quanto mai opportuno, che potrebbe portare anche a un bagno di sano realismo, ufficializzando la rinuncia al “miraggio” dell’H24 che, alla luce di quanto i messinesi continuano a sperimentare, appare sempre più una sorta di pubblicità ingannevole e beffarda”. È una chiusura fortemente polemica, che trasforma la questione dell’acqua H24 in un banco di prova per l’Amministrazione comunale. Per Rispetto Messina, il punto non è soltanto la gestione tecnica della rete idrica, ma la credibilità della politica cittadina nel raccontare ai messinesi ciò che è realmente possibile garantire.

Acqua, rete idrica e vivibilità: il nodo politico per Messina

La denuncia di Rispetto Messina riporta dunque al centro del dibattito una questione essenziale: la disponibilità dell’acqua pubblica come condizione minima di vivibilità. Le interruzioni, la distribuzione limitata, i costi sostenuti dalle famiglie per autoclavi e serbatoi, le criticità dell’acquedotto del Fiumefreddo e la promessa dell’H24 compongono un quadro che il gruppo civico chiede di affrontare senza slogan. La richiesta al nuovo Consiglio Comunale di Messina è chiara: aprire un confronto istituzionale sui piani di gestione, verificare gli interventi realizzati da AMAM, valutare i risultati e programmare obiettivi concreti. Sullo sfondo resta una domanda che riguarda direttamente i cittadini: quando e come Messina potrà contare su una fornitura idrica continua, affidabile e adeguata alle necessità quotidiane.