In questi giorni, soprattutto a Reggio Calabria, è uno degli argomenti più gettonati: ora che Claudio Lotito è pronto a rilevare la Reggina, cosa succederà dopo il salto nel professionismo? Per via della norma sulla multiproprietà, infatti, sarà costretto a cedere o gli amaranto o la Lazio, a partire dal 2028, anno in cui scade la possibilità di avere due club tra Serie A, B e C. E se invece la norma cambiasse ancora? Su StrettoWeb lo abbiamo anticipato ieri, in uno dei video sul nostro canale YouTube (in basso). Ora, a scriverlo, è anche il Fatto Quotidiano. Che fa notare: “Di Claudio Lotito tutto si può dire, tranne che sia uno sprovveduto: lui non si muove mai per caso. E ci dev’essere un motivo se ha deciso di comprarsi la Reggina, nonostante il divieto tassativo di multiproprietà nel calcio professionistico. La risposta a questa domanda che assilla i tifosi calabresi e non solo, è piuttosto semplice: Lotito vuole la Reggina perché ha la legittima aspettativa che quella norma possa presto cambiare“ scrive il giornalista Lorenzo Vendemiale.
Il Fatto Quotidiano va più nel dettaglio e rivela come, addirittura, se ne stia già parlando in Figc, coi club: “La Reggina in questo momento è un affare: per due spicci, Lotito si assicura una piazza importante”. E la notizia è questa: “il divieto potrebbe cadere, o quantomeno essere affievolito. Non sono soltanto rumors: a quanto ricostruito dal Fatto, se n’è parlato di recente in maniera specifica in Serie A, in particolare a margine di un’assemblea di marzo, fuori sacco rispetto all’ordine del giorno, nell’ambito di una serie di istanza da sottoporre alla Federazione”.
I motivi di una nuova modifica sulla multiproprietà: dal fallimento delle Under 23 al rilancio del calcio di provincia. E in Europa…
Ma perché la norma dovrebbe essere rivista? “Il ritorno di fiamma sulla multiproprietà nasce da una riflessione sulle Under 23, modello sposato dal calcio italiano negli ultimi anni, che però non piace a diversi presidenti: fin qui ha portato risultati modesti (si veda il disastro del Milan Futuro), e grandi costi (l’iscrizione è molto onerosa, vicina al milione di euro, e le spese di gestione alte se si vuole allestire una rosa competitiva), mentre è difficile generare valore” si legge ancora.
In fondo, si tratterebbe soltanto – in Italia – di ritornare sui propri passi, dopo la modifica voluta da Gravina proprio per il caso Lotito-Salernitana. E in Europa la multiproprietà è possibile. “In prima fila a sostenere l’idea ci sarebbe il solito Lotito (che evidentemente aveva già in mente qualcosa), ma anche Claudio Fenucci, influente ad del Bologna, altro club che pure starebbe valutando l’acquisizione di una squadra in Serie D. Ma c’è di più: il presidente della Lega Simonelli avrebbe riferito che la FederCalcio si sarebbe già detta disponibile a rivedere la norma, allineandola a quella Uefa”.
“Attualmente, infatti, in Europa la multiproprietà è vietata nella stessa competizione (ragione per cui il Crystal Palace l’anno scorso è stato retrocesso in Conference dall’Europa League, dove c’era già l’Olympique Marsiglia per lo stesso gruppo: poi ha pure vinto il trofeo), ma non bandita in assoluto, purché non ci sia un’influenza dominante. La Uefa non fissa percentuali, ma negli ultimi anni su alcuni casi importanti (ad esempio la partecipazione di Tony Bloom nel Brighton/Union Saint-Gilloise, Heart of Midlothian) ci si è attestati intorno al 30%”.
“Lo stesso modello si vorrebbe reintrodurre anche in Italia: oggi la multiproprietà è già permessa fuori dal professionismo, con la modifica, ad esempio, la Reggina di Lotito potrebbe salire in Serie C e probabilmente (sono dettagli ancora da stabilire) anche in B, ma mai in Serie A (su questo la Uefa è intransigente, non sono pensabili deroghe). Tutto ciò avveniva quando in FederCalcio c’era ancora Gabriele Gravina, ma la proposta è ancora valida, visto che Malagò verrà eletto in continuità col suo predecessore. Anzi, potrebbe subire anche un’accelerazione, dal momento che con lui si aprirà una stagione di riforme in cui qualche concessione sarà fatta anche all’opposizione” aggiunge Vendemiale sul Fatto.


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