Praticamente una partita nella partita. È durata circa 90 minuti la cerimonia inaugurale dei Mondiali 2026. O meglio, la prima parte. Si parte dal Messico, infatti, alle 19:30 italiane, poi toccherà a Canada (21:30) e Stati Uniti (00:30). Gli effetti del Mondiale multi-Stato che portano a una prima volta assoluta. A rendere possibile questa novità è stato Balich Wonder Studio, l’agenzia milanese guidata da Marco Balich, famoso per aver curato le cerimonie olimpiche e quella dei Mondiali 2022 in Qatar.
Circa 80.000 persone allo stadio Azteca, colosseo del calcio messicano, colpo d’occhio fantastico, colorato di verde e con tanti sombreri caratteristici. Si comincia con 120 ballerini placcati d’oro che danzano intorno a un enorme mappamondo che, una volta sollevatosi rivela la Coppa del Mondo realizzata con fogli di carta traforati. I primi a esibirsi sono “I Manà”, gruppo musicale rock messicano, formatosi con questo nome nel 1986.
Si alternano al microfono il cantante venezuelano Danny Ocean accompagnato da ballerine e i Los Angeles Azules con Belinda che cantano “Por ella”, “Per lei”.
Lo show musicale prosegue con l’amatissimo J Balvin e l’attesissima Shakira che, insieme a Burna Boy, canta “Dai Dai”, l’inno dei Mondiali 2026, con 50 ballerini a comporre la coreografia.
Successivamente, entrano le 48 bandiere delle nazionali, modello Olimpiadi. L’attrice Salma Haye dà il via alla sfilata dopo un discorso terminato con “Viva il Messico! Viva il calcio!”.
C’è anche un po’ di Italia, purtroppo non calcistica, ma musicale: Andrea Bocelli canta con Eja l’inno “DNA. Nel finale Salma Hayek consegna la Coppa del Mondo nelle mani di Gianni infantino che la posiziona al centro dell’Azteca. Fuochi d’artificio, musica e colori lasciano spazio a Messico e Sudafrica per la partita inaugurale: da adesso sarà il campo a dover dare spettacolo.







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