Israele sta spiando gli Stati Uniti? Secondo due funzionari e un ex funzionario americani, citati dalla NBC, il Pentagono sarebbe preoccupato dall’intensificarsi delle attività di spionaggio israeliane verso gli USA, innalzando il grado di allerta per il controspionaggio da “principale alleato americano in Medio Oriente” al livello più alto. Nelle scorse settimane, spiegano alcuni funzionari, la Defense Intelligence Agency (Dia) del Pentagono ha pubblicato una nuova valutazione delle minacce di controspionaggio, in un contesto di crescenti tensioni tra Israele e Stati Uniti sulla strategia da adottare nella guerra con l’Iran. Le fonti hanno aggiunto che la Dia ha diffuso un messaggio interno che innalzava il livello di allerta per Israele a “critico”.
Secondo le ricostruzioni, il Pentagono sarebbe preoccupato dal fatto che Israele starebbe attenzionando gli alti funzionari americani con l’obiettivo di ottenere informazioni sulle deliberazioni interne e sul processo decisionale dell’amministrazione Trump in merito ai conflitti in Medio Oriente. Secondo quanto riferito da un funzionario statunitense, la valutazione della Dia comprende un documento di sette pagine e un grafico. Il documento afferma che, secondo il funzionario, la capacità di Israele di condurre attività di spionaggio umano e di raccolta di informazioni tecniche si trova a un “livello critico”. Il documento individua inoltre una serie di episodi specifici che hanno acuito le preoccupazioni degli Stati Uniti, ha affermato il funzionario.
Tra i funzionari americani sorvegliati dai servizi israeliani ci sarebbero l’inviato speciale del presidente Donald Trump, Steve Witkoff, il sottosegretario alla Difesa, Elbridge A. Colby e uno dei suoi principali collaboratori, Michael P. DiMino IV. E’ quanto emerge da alcuni rapporti dell’intelligence americana, citati dal New York Times.


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