Un grave incendio è divampato nel corso della notte, precisamente in un orario compreso tra le quattro e le cinque del mattino a Reggio Calabria vicino al Campo Coni di Modena. Secondo quanto riferito dai soccorritori sul posto, le prime testimonianze indicano che il rogo sarebbe iniziato intorno alle ore quattro. Le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza stanno richiedendo un lavoro continuativo e coordinato che si protrae dalla mattina presto. Sul luogo del disastro si stanno avvicendando diverse squadre dei Vigili del Fuoco, supportate dall’imminente arrivo di appositi mezzi meccanici necessari per movimentare i materiali e facilitare il definitivo spegnimento. Il personale attualmente operativo sul posto costituisce una squadra di subentro che ha sostituito i colleghi giunti nelle primissime fasi dell’emergenza, confermando che l’intervento durerà ancora per un bel paio di ore.
Rifiuti speciali ed eternit alimentano le fiamme
La preoccupazione principale degli operatori è legata alla natura dei materiali che stanno bruciando all’interno del sito. Quella che inizialmente si presentava come un semplice ammasso di cose si è rivelata essere un’area altamente inquinante a causa della combustione in corso. I soccorritori hanno infatti confermato che il rogo sta interessando una grande quantità di rifiuti speciali. Viene spiegato che la normale spazzatura, nel momento in carestia prende fuoco, si trasforma automaticamente in rifiuto speciale. A aggravare la situazione nel perimetro dell’incendio si registra la presenza di bombole, accumuli di rifiuti metallici e pericolose lastre di eternit. La presenza di queste sostanze richiede una gestione estremamente cauta per le successive operazioni di smaltimento.
Il pericolo dei fumi tossici e gli incendi covanti
Dal punto di vista dell’incolumità e dell’inquinamento, la situazione viene monitorata con la massima attenzione. I soccorritori hanno rassicurato sul fatto che il raggio d’azione delle fiamme non è più in espansione, poiché l’incendio è stato completamente circoscritto e non vi è pericolo di un’ulteriore propagazione delle fiamme. Tuttavia, il vero rischio attuale è rappresentato dai cosiddetti incendi covanti. Questo tipo di combustione non manifesta fiamme vive ma genera una costante e densa diffusione di fumi tossici nell’aria circostante. Gli operatori hanno evidenziato che, se il rogo sotterraneo non venisse spento del tutto con estrema accuratezza, la struttura potrebbe potenzialmente continuare a bruciare per giorni, prolungando il pericolo per l’ambiente.
Sequestro della zona e procedure di bonifica dell’area
L’area interessata dall’evento, secondo i ricordi dei soccorritori che hanno specificato di non essere originari del posto, ospitava in passato una struttura commerciale, probabilmente un vecchio autosalone o un autoespositore. Una volta che tutte le fiamme saranno state completamente domate e spente dal personale, la zona verrà interamente delimitata dalle forze dell’ordine. Il passo successivo prevede che l’intero perimetro venga posto sotto sequestro giudiziario. Lo stato di fermo della zona rimarrà in vigore fino a quando non verranno avviate le necessarie procedure di risanamento. La rimozione dei materiali pericolosi e la successiva bonifica del terreno dovranno essere affidate a una ditta appaltata o a un’azienda specializzata che si prenderà il carico di gestire e smaltire correttamente tutti i rifiuti speciali rimasti sul terreno.








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