Ospite d’eccezione nella trasmissione “10 Minuti”, condotta da Nicola Porro su Rete4. In studio Roberto Occhiuto per una chiacchierata a 360° sui temi caldi della politica nazionale e regionale. Un botta e risposta fitto quello fra i due interlocutori, iniziato da uno dei ‘nuovi protagonisti’ della politica italiana: il generale Vannacci. Il giudizio di Occhiuto è netto: “io (nella Maggioranza) non lo terrei. Vannacci è la novità della politica italiana, è normale che cresce, parla alla pancia, parla ai populisti parla agli arrabbiati, mentre aumentano le bollette e ci sono molti arrabbiati e quindi è normale che cresca, Vannacci propone ricette semplicistiche per problemi complessi, andare a governare con Vannacci sarebbe complicato.
Noi non ci candidiamo come centrodestra solo per vincere le elezioni, ci candidiamo per governare, allora io avrei difficoltà a pensare che il centrodestra possa governare con chi usa termini come quelli che Vannacci sta usando oggi quando dice che bisogna pensare solo alle cose endogene e solo agli autoctoni. Attenzione: se Vannacci vuole che chi viene in Italia e delinque venga mandato via, siamo tutti d’accordo; ma se Vannacci ritiene che in Italia possono stare solo quelli che hanno la pelle bianca e gli altri possono andare via, questa cosa è già stata fatta in passato, non mi pare sia andata proprio bene“.
Il problema immigrazione e i centri in Tunisia
Sulla questione immigrazione, Occhiuto spiega: “l’immigrazione è un problema per gli italiani, avere nelle periferie i migranti che vengono qui clandestinamente e delinquono, diventa un modo per far diventare il tema dell’immigrazione soltanto un problema. Io, nella mia Regione, sto aprendo dei centri per l’impiego in Tunisia perché io credo che la ricetta sia quella di mandare via quelli che vengono a delinquere, ma avere la possibilità di scegliere, invece, i migranti, come hanno fatto altri Paesi europei che hanno scelto i migliori e che hanno consegnato questi migranti al sistema produttivo dei loro Paesi facendo crescere le imprese dei loro paesi“.
Il reddito di Merito: come funziona e perchè è diverso dal Reddito di Cittadinanza
Porro ha chiesto a Occhiuto perchè il Reddito di Merito non può essere associato al Reddito di Cittadinanza di marca Cinque Stelle. Il presidente della Regione Calabria ha ribattuto: “il Reddito di Merito non ha nulla a che fare con il Reddito di Cittadinanza perché è legato al merito. Ho scoperto che la maggior parte dei giovani calabresi lasciava la Calabria quando si iscriveva nelle università del Nord, allora ho detto: perché non farli iscrivere nelle università della Calabria che oggi sono università di tutta eccellenza?
Io do 500 euro, come Regione, ad ogni giovane che si iscrive in un’università calabrese e mantiene la media del 27; se ha la media del 28 raggiunge 750 euro; se ha la media del 29 sono 1000 euro al mese. Chi non fa gli esami non non si becca 1 euro. E ho dovuto anche litigare con la Commissione Europea perché volevano che mettessi l’ISEE. Ho detto: ‘no, il merito è il merito’. Ho spiegato che questa è una misura che si somma alla borsa di studio: la borse di studio la do a tutti quelli che hanno titolo ad avere la borsa di studio perché hanno un reddito che pretende che abbiano la borsa di studio, ma quando si parla di merito, il merito è sganciato dal reddito e dall’ISEE”.
Ponte sullo Stretto: arrivati già i primi investimenti in Calabria
In merito al Ponte sullo Stretto, Occhiuto ha spiegato di aver usato già i primi fondi: “io l’ho già utilizzato per avere risorse per le strade calabresi: le grandi infrastrutture sono attrattori di altre infrastrutture. Sul Ponte, a volte, ho sentito le cose che quelli prima di me sentivano a proposito della dell’autostrada: quando facevano l’autostrada dicevano ‘questi fanno l’autostrada e poi mancano le strade’, poi siccome è stata fatta l’autostrada hanno fatto anche le strade. Io il Ponte l’ho già utilizzato perché grazie al Ponte ho avuto, per la mia regione, 3 milioni e 800 euro per una strada che si chiamava ‘La strada della morte’ e che ora si sta rifacendo”.
Sì alla nuova legge lettorale
Nuova legge elettorale: con il 41% prendi i seggi che ti spettano, se prendi il 42,1% invece hai un piccolo premio di maggioranza che ti permette di avere la sicurezza in Parlamento per governare. Occhiuto dà il suo benestare: “questo è stato fatto perché la Corte Costituzionale dice che il premio di maggioranza deve essere congruo. Io spero che si faccia una Legge elettorale, spero che la facciano presto, perché spero che possiamo utilizzare il tempo che rimane fino alle elezioni per fare le cose che è necessario fare in questo Paese, ma una legge elettorale che dia la possibilità agli elettori il giorno dopo delle elezioni di sapere con chi governerà il Paese per cinque anni è una buona cosa. Con la legge attuale è forte il rischio che ci possa essere, se quei sondaggi sono veri (sondaggi mostrati in trasmissione che danno una differenza di circa il 2% fra destra e sinistra), un pareggio”.
Poi sottolinea: Forza Italia resterà a destra. “Io sono del partito di Berlusconi che ha fondato il centrodestra, quindi io sono fra quelli che ritengono che Forza Italia debba stare nel centrodestra, sia che il centrodestra vinca, come ritengo, le elezioni, sia se no“.
Il governo deve comunicare meglio
Secondo Occhiuto, il governo Meloni dovrebbe farsi un po’ più di ‘pubblicità’ rispetto ai traguardi raggiunti: “alcune cose sono state fatte e il governo non riesce a comunicarle bene forse deve cominciare a comunicarle meglio, perché questo governo, per esempio, ha aumentato l’occupazione e non lo dice quasi mai; ha ridotto gli sbarchi e non lo dice quasi mai; ha fatto 500 semplificazioni non lo dice quasi mai; evidentemente se la gente non se ne accorge è perché c’è ancora molto margine per semplificare e sburocratizzare.
Nella mia regione, qualche mese fa, come in Sicilia, c’è stato il Ciclone Harry: lei sa che quante autorizzazioni occorrono per fare, in Italia, un intervento per mitigare il rischio dell’erosione costiera? 18! 18 autorizzazioni preventive si può governare così? È una normativa nazionale. Allora c’è tanto da fare per sburocratizzare in questo Paese come è stato fatto in altri ambiti, per rendere il paese più produttivo e il sistema economico italiano più produttivo“.
Differenze fra i risultati delle Elezioni regionali-amministrative e Referendum della Giustizia
La domanda finale ha riguardato il risultato elettorale: trionfi per il centrodestra alle Regionali e alle Amministrative, flop per il Referendum sulla Giustizia. Due cose distinte e separate per Occhiuto, che spiega: “sbagliano quelli che sovrappongono i voti di una campagna elettorale ad un altro tipo di elezione. Quando si vota per le Regioni e per i Comuni, ci sono delle leadership che sono in gioco, ci sono dei consuntivi che si fanno, ci sono dei programmi che si annunciano agli elettori e gli elettori scelgono in ragione delle leadership dei consuntivi dei programmi. Il voto sul referendum, evidentemente, non non aveva questo oggetto.
Io, cinque mesi prima, mi sono ricandidato nella mia Regione per una gogna mediatica e ho stravinto; due mesi il referendum ci sono state le Elezioni amministrative e abbiamo stravinto sia a Reggio Calabria che a Crotone, evidentemente, in Calabria hanno votato leadership e consuntivi che gli elettori hanno apprezzato.
In Calabria abbiamo rifatto pensi due aeroporti, stiamo facendo tre ospedali, abbiamo fatto riforme dell’idrico, dei fiuti. Ora, tutte queste cose se si possono fare in una regione così complicata come la Calabria si potranno fare anche nel Paese“.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?