Formazione professionale in Sicilia, i sindacati attaccano la Regione sulla revoca dell’Avviso 33

FLC CGIL, CISL Scuola e UIL Scuola RUA Sicilia denunciano il rischio di ritardi nei percorsi formativi, ricadute su studenti, famiglie e lavoratori e annunciano iniziative di mobilitazione e tutela legale

Una decisione definita “incomprensibile”, capace secondo i sindacati di sconfessare il lavoro della stessa Amministrazione, paralizzare il settore e piegare l’interesse pubblico alle pressioni di una singola associazione datoriale. I segretari generali Adriano Rizza, FLC CGIL Sicilia, Pietro Galati, CISL Scuola Sicilia, e Claudio Parasporo, UIL Scuola RUA Sicilia, esprimono totale fermezza e durissima condanna di fronte alla revoca dell’Avviso 33 da parte dell’Assessorato regionale all’Istruzione e alla Formazione Professionale.

Le organizzazioni sindacali evidenziano con forza quelle che definiscono macroscopiche incongruenze di un provvedimento che cancella con un colpo di spugna mesi di rigoroso lavoro istruttorio svolto dagli uffici dell’Amministrazione”. La revoca, secondo FLC CGIL, CISL Scuola e UIL Scuola RUA Sicilia, è infatti la “diretta e grave conseguenza del Decreto Assessoriale dello scorso 22 giugno, con il quale, tramite un atto di puro indirizzo politico, è stato disposto l’aumento dei corsi da 260 a 290, recependo pedissequamente le osservazioni avanzate da una sigla datoriale”.

“Siamo davanti a un precedente inaccettabile”, dichiarano congiuntamente Rizza, Galati e Parasporo. “L’Assessorato ha scelto deliberatamente di ignorare il confronto con chi rappresenta i lavoratori, decidendo di non avviare alcun dialogo e azzerando le corrette relazioni sindacali. Si è preferito procedere per imposizione, cedendo a stanze particolari a discapito della collettività”.

I rischi per studenti, famiglie e lavoratori

“Le ricadute di questo stop forzato sono drammatiche e colpiranno i soggetti più vulnerabili della filiera in primis gli studenti e le famiglie. Si profila il rischio quasi certo di pesanti ritardi nell’avvio dei percorsi formativi, negando il diritto all’istruzione e tarpando le prospettive di crescita dei giovani siciliani. Esprimiamo forte preoccupazione anche per i lavoratori del settore, ancora una volta gli operatori della formazione vedono nuovamente compromessa la propria stabilità occupazionale e la continuità stipendiale, precipitando nell’incertezza economica a causa di scelte politiche schizofreniche”, continuano i sindacalisti.

“FLC CGIL, CISL Scuola e UIL Scuola RUA Sicilia non assisteranno inerti allo smantellamento programmato del sistema della formazione professionale. La revoca avrà un impatto devastante sul settore, rimarrà sempre l’ombra di un condizionamento esterno nella scelta adottata. L’Assessore Turano si assuma la responsabilità politica degli effetti sul settore . I Segretari generali annunciano fin d’ora che metteranno in campo ogni iniziativa di mobilitazione e di tutela legale necessaria per difendere la dignità dei lavoratori, il futuro degli studenti e la trasparenza di un settore che non può essere ostaggio di miopi interessi di parte”.