“Apprendo con forte perplessità la notizia relativa all’utilizzo di risorse pubbliche regionali per finanziare percorsi di alta formazione presso la LUISS. Sia chiaro: non si tratta di una critica nei confronti della prestigiosa università romana, né tantomeno dei giovani che scelgono di completare il proprio percorso formativo fuori dalla Calabria. La libertà di studiare, crescere e costruire il proprio futuro dove si ritiene più opportuno è un valore che va difeso. La questione è un’altra“. È quanto dichiarato da Antonino Sergi, presidente dell’Associazione con e per i giovani “Neda Kairos”.
“Da decenni la Calabria investe nella formazione dei propri giovani e poi assiste impotente alla loro partenza. Li forma nelle scuole, nelle università, nelle famiglie, per poi vederli trasferirsi altrove, dove trovano opportunità professionali, strutture di ricerca, servizi e condizioni di vita che il nostro territorio non riesce ancora a garantire.
I dati sull’emigrazione giovanile sono impressionanti. Decine di migliaia di giovani hanno lasciato la Calabria negli ultimi anni, determinando una perdita non solo demografica ma anche economica, culturale e sociale.
Per questo motivo appare legittimo chiedersi se sia davvero questa la priorità.
Non sarebbe più utile investire con la stessa determinazione nel rafforzamento delle università calabresi? Non sarebbe opportuno sostenere percorsi di eccellenza, master, attività di ricerca e innovazione direttamente sul territorio regionale?
L’Università della Calabria, l’Università Mediterranea e l’Università Magna Graecia hanno raggiunto risultati importanti e rappresentano patrimoni strategici per il futuro della nostra regione. Dovrebbero essere messe nelle condizioni di attrarre studenti, ricercatori e professionisti, non soltanto di accompagnarne la partenza.
Da anni sostengo la necessità di creare in Calabria luoghi permanenti di formazione avanzata, ricerca e sperimentazione. È la filosofia che ispira il progetto EFESTO – La Fucina delle Idee, concepito come un centro capace di mettere in rete università, imprese, istituzioni e giovani talenti, offrendo opportunità concrete di crescita professionale e innovazione direttamente sul territorio.
Non rivendico soluzioni miracolose né pretendo che una singola proposta possa risolvere problemi così complessi. Mi chiedo però perché non si sia mai aperto un confronto serio su strategie finalizzate a creare opportunità qui, anziché finanziare ulteriormente percorsi che rischiano di favorire l’allontanamento dei nostri giovani.
La vera emergenza della Calabria non è la mancanza di intelligenze, ma la continua perdita delle sue migliori energie.
Se vogliamo invertire il declino demografico ed economico della nostra regione, dobbiamo iniziare a costruire qui ciò che oggi i giovani sono costretti a cercare altrove. La sfida non è impedire ai giovani di partire. La sfida è creare le condizioni affinché possano scegliere di restare o, un giorno, di tornare“, conclude Sergi.


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