Eccezionale scoperta scientifica in Aspromonte: individuata una nuova forma di fungo che porta il nome della montagna

Tricholoma portentosum f. aspromontanum Rodà è la nuova forma fungina descritta dallo studioso calabrese Pietro Rodà e pubblicata sulla Rivista di Micologia. Un riconoscimento scientifico che valorizza la biodiversità dell’Aspromonte e apre una nuova narrazione sulla ricchezza naturalistica della Calabria

  • Rodà, T. port. fo. asprom., M. Scafi
  • Riv. Micol.. T. port. f. aspr. pag. iniziale
  • Copertina libro-TRICHOLOMATACEAE
/

Una nuova e significativa scoperta scientifica in Aspromonte porta il nome della montagna calabrese al centro dell’attenzione micologica nazionale. È stata infatti individuata e descritta una nuova forma di fungo, denominata Tricholoma portentosum f. aspromontanum Rodà, primo fungo a richiamare ufficialmente nel proprio nome l’Aspromonte. La scoperta è opera del dottor Pietro Rodà, scrittore, studioso e micologo originario di San Carlo di Condofuri, oggi residente a Reggio Calabria. Già direttore scientifico del Gruppo Micologico Reggino e componente dei Comitati Scientifici nazionali dell’A.M.B., una delle più rilevanti associazioni scientifiche micologiche italiane, Rodà è autore di numerose pubblicazioni dedicate allo studio dei funghi e, in particolare, alla ricchezza micologica dell’area aspromontana.

Il riconoscimento scientifico è arrivato con la pubblicazione sull’ultimo numero della Rivista di Micologia, RdM 68 (3) 2025: 265-275, uscita nel mese di aprile. Un passaggio importante, perché consegna alla comunità scientifica una scoperta maturata attraverso anni di osservazioni, confronti, analisi morfologiche, microscopiche e molecolari.

Il nuovo fungo dedicato alla montagna calabrese

Il nome scelto, Tricholoma portentosum f. aspromontanum, rappresenta un omaggio diretto all’Aspromonte, territorio in cui questa forma fungina è stata più volte osservata e studiata. Il dottor Rodà ha voluto legare la nuova entità alla montagna calabrese, riconoscendone non solo il valore naturalistico, ma anche il ruolo di scrigno di biodiversità ancora in parte da raccontare.

La forma è stata rinvenuta in diverse aree dell’Aspromonte, tra cui il Monte Scafi di Condofuri, il Monte Embrisi di Montebello e alcune leccete del massiccio. Proprio la sua presenza in ambienti specifici, associati a latifoglie più xerofile come Quercus ilex e Quercus cerris, ha indotto lo studioso ad approfondire le caratteristiche di questo fungo, risultato atipico rispetto al più noto Tricholoma portentosum.

La novità era già stata segnalata da Rodà nel volume “Funghi Aspromontani Comparati II – Tricholomatacee”, pubblicato da Kaleidon nel 2016. Successivamente, lo studioso ha proseguito il lavoro con l’obiettivo di ottenere una conferma più ampia da parte della comunità scientifica, fino alla pubblicazione sulla rivista nazionale di settore.

Pietro Rodà e gli studi sul genere Tricholoma

La scoperta conferma il ruolo di Pietro Rodà tra gli studiosi più attenti del genere Tricholoma, gruppo di funghi al quale ha dedicato articoli, ricerche e pubblicazioni specialistiche. La sua attività scientifica nasce da una conoscenza profonda del territorio e da un approccio rigoroso, capace di unire osservazione sul campo, comparazione bibliografica e analisi di laboratorio.

Nel corso degli anni Rodà ha collaborato anche con studiosi internazionali, tra cui il giapponese Hitoshi Neda, dell’Istituto per la Ricerca Forestale dei Prodotti Forestali del Giappone. Neda si è recato in Calabria per studiare il Tricholoma caligatum calabrese, descritto dallo stesso Rodà sulla Rivista di Micologia nel 2004, una specie considerata molto vicina al giapponese Tricholoma matsutake, fungo di grande valore culturale ed economico in Giappone.

Questo percorso conferma come l’Aspromonte sia un territorio di forte interesse anche per la ricerca micologica internazionale. Le sue montagne, i suoi boschi e i suoi microambienti custodiscono forme di vita che possono offrire contributi rilevanti alla conoscenza scientifica, rafforzando l’immagine della Calabria come terra di biodiversità e ricerca.

Le analisi scientifiche e la conferma molecolare

Lo studio di una nuova forma fungina richiede un percorso complesso e accurato. Non basta il semplice ritrovamento sul campo: occorrono confronti morfologici, osservazioni microscopiche, utilizzo di reagenti chimici e consultazione della letteratura scientifica internazionale. Negli ultimi anni, inoltre, le analisi genetiche hanno assunto un ruolo sempre più importante nella conferma delle ipotesi tassonomiche.

Nel caso del Tricholoma portentosum f. aspromontanum, i dati molecolari sono stati elaborati in un laboratorio specializzato di Oviedo, in Spagna. Gli esami hanno confermato l’appartenenza al taxon portentosum, sostenendo la validità dello studio condotto da Rodà e rafforzando l’inquadramento scientifico della nuova forma aspromontana.

Si tratta, secondo quanto emerso, di un’espressione atipica del Tricholoma portentosum, forse endemica dell’Aspromonte, poiché al momento non risultano notizie di ritrovamenti analoghi in altri territori. Questo elemento rende la scoperta ancora più significativa, perché suggerisce la possibilità che la montagna calabrese custodisca una peculiarità micologica esclusiva.

Le caratteristiche del Tricholoma portentosum f. aspromontanum

Il Tricholoma portentosum, nella sua forma tipica, cresce generalmente nelle pinete alte e talvolta nelle faggete. È presente anche in Aspromonte, dove però risulta piuttosto tardivo e non particolarmente radicato nelle tradizioni locali di raccolta. Eppure si tratta di un fungo considerato tra i migliori commestibili, come suggerisce lo stesso nome “portentosum”.

La forma aspromontana si distingue soprattutto per il colore delle lamelle, più intenso rispetto al tipo comune. Nel Tricholoma portentosum f. aspromontanum le lamelle possono presentarsi da gialle a quasi salmone, assumendo poi anche tonalità grigie. Un altro elemento distintivo è l’habitat di crescita, legato a boschi di latifoglie piuttosto asciutti, in particolare leccete e ambienti con cerri.

Il fungo mantiene caratteristiche di pregio anche dal punto di vista alimentare. Come il tipo, viene indicato dall’autore come un ottimo commestibile, sulla base della propria esperienza personale. Resta tuttavia fondamentale, come sempre nel campo micologico, evitare raccolte e consumi senza il controllo di esperti qualificati, poiché il riconoscimento dei funghi richiede competenze specifiche e non può basarsi su valutazioni superficiali.

Un riconoscimento per la ricerca calabrese

La scoperta del Tricholoma portentosum f. aspromontanum Rodà rappresenta un importante riconoscimento per la ricerca calabrese e per il lavoro costante di chi, con passione e metodo scientifico, studia il patrimonio naturale del territorio. L’attività di Pietro Rodà dimostra come l’Aspromonte non sia soltanto un luogo di grande bellezza paesaggistica, ma anche un laboratorio naturale di straordinario interesse.

Questo risultato offre alla Calabria una nuova occasione di narrazione positiva. La regione, spesso raccontata attraverso le sue criticità, mostra ancora una volta la forza delle sue risorse ambientali, culturali e scientifiche. La scoperta micologica diventa così anche un messaggio di valorizzazione territoriale, capace di unire ricerca, identità e promozione della biodiversità.

Il nome aspromontanum consegna alla montagna calabrese un posto nella tassonomia micologica, legando per sempre questa nuova forma fungina al territorio in cui è stata osservata, studiata e riconosciuta. Un piccolo grande traguardo scientifico che parla di competenza, dedizione e amore per una terra che continua a riservare sorprese.

L’Aspromonte come patrimonio di biodiversità

La pubblicazione sulla Rivista di Micologia conferisce alla scoperta una rilevanza che supera i confini locali. Il caso del Tricholoma portentosum f. aspromontanum dimostra quanto sia importante continuare a studiare in modo sistematico gli ambienti naturali dell’Aspromonte, area ricca di ecosistemi diversi e ancora capace di offrire elementi nuovi alla scienza.

La ricerca micologica non riguarda soltanto la classificazione dei funghi, ma contribuisce alla conoscenza degli equilibri ambientali, delle relazioni tra specie vegetali e organismi fungini, della salute dei boschi e della biodiversità complessiva. In questo senso, la nuova forma descritta da Rodà non è solo una curiosità scientifica, ma un tassello prezioso nella comprensione del patrimonio naturale calabrese.

L’Aspromonte conferma così la propria vocazione di territorio unico, capace di attrarre l’attenzione di studiosi, appassionati e ricercatori. La scoperta del primo fungo che porta il suo nome rafforza il valore di una montagna che merita tutela, conoscenza e promozione, non soltanto per ciò che rappresenta nella memoria e nell’identità della Calabria, ma anche per ciò che continua a rivelare alla scienza.