Si chiama Francesco Violi, storico e archeologo reggino, classe 1983, ed è il primo professionista in Italia a essere inserito nel prestigioso Registro Nazionale “Genealogisti” (curato dall’Associazione Nazionale Genealogia, Turismo delle Radici e Rurale), ottenendo l’Attestato di Qualità e di Qualificazione Professionale ai sensi della legge 4/2013. Non si tratta di un semplice formalismo burocratico, ma del riconoscimento di un lavoro straordinario: Violi rappresenta oggi un punto di riferimento culturale essenziale per ricongiungere la diaspora dei calabresi nel mondo alla propria terra d’origine.
Il titano della locride nell’impresa che sfida i secoli
Il nome di Violi entra di diritto negli annali della ricerca storica per un’opera immane, frutto di un lungo e meticoloso lavoro: la digitalizzazione totale, compiuta tra il 2018 e il 2024, di tutti i registri parrocchiali di Platì. Sei anni di dedizione assoluta tra atti di battesimo, matrimonio e morte, che hanno permesso di sottrarre all’usura del tempo l’anagrafe e la storia di un intero popolo aspromontano dal Settecento a oggi. Questo immenso patrimonio digitale consente ora ai discendenti degli emigrati in Europa, nelle Americhe e in Australia di riannodare il proprio legame con il passato. Grazie a questo progetto, Platì non è più solo un borgo della Locride, ma diventa un fulcro internazionale della memoria collettiva.
La genealogia come missione di civiltà
Per lo studioso, la ricerca familiare non è una fredda catalogazione di dati, ma un atto di giustizia storica e di valorizzazione delle proprie origini. Attraverso lo scrutinio di fonti civili, parrocchiali, notarili e militari – decifrando antiche pergamene in latino – Violi restituisce memoria e dignità a chi era stato allontanato dai flussi dell’emigrazione, guidando inoltre i complessi percorsi documentali per il riconoscimento della cittadinanza iure sanguinis. Il suo approccio rigoroso, che unisce antropologia, storia locale e metodo scientifico, è racchiuso nel suo stimato Manuale di genealogia, uno strumento forgiato direttamente sul campo, tra i grandi archivi del Nord (Piemonte, Lombardia, Liguria) e quelli millenari della sua Calabria.
Il fuoco sacro della calabresità
Autore del fondamentale saggio Platì. La storia, dagli albori al XVIII secolo, e già membro dello IAGI (Istituto Araldico Genealogico Italiano), Violi collabora oggi con lo Studio Araldico Genealogico Italiano per la salvaguardia e la valorizzazione degli stemmi e delle identità locali. La sua figura incarna lo spirito più fiero e rigoroso della cultura calabrese: l’eccellenza dell’intelletto applicata alla difesa e alla riscoperta delle proprie radici. Francesco Violi ha dimostrato che i legami della Calabria con i suoi figli non si spezzano e che, grazie alla ricerca scientifica, nessun calabrese nel mondo rischierà più di perdere la propria storia.
È diretta ed espressa intenzione del professor Francesco Violi rivolgere un ringraziamento all’Associazione Nazionale Genealogia, Turismo delle Radici e Rurale, e alla Presidente Tiziana Nicotera, per l’esemplare operato svolto. Un contributo che attesta la dignità e il valore di un comparto professionale e scientifico capace di elevare la ricerca storica a presidio fondamentale dell’identità culturale e della memoria delle radici.



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