Domotek, Lazzaretto dopo il trionfo: “il momento più alto della mia carriera!”

Enrico Lazzaretto, schiacciatore della Domotek Volley, ha letteralmente “rotto il silenzio” , regalando ai tifosi momenti emozionanti

Un’intervista schietta, divertente e ricca di emozioni. Enrico Lazzaretto, schiacciatore della Domotek Volley, ha letteralmente “rotto il silenzio” , regalando ai tifosi momenti emozionanti. Dopo la cavalcata trionfale che ha portato la squadra a vincere tutto ciò che c’era da vincere, il giocatore veneto ormai “adottato” dalla Calabria non ha usato mezzi termini per descrivere la sua gioia. L’aneddoto iniziale è già destinato a diventare un cult. Mentre mostrava i trofei conquistati, Lazzaretto ha scherzato sulla sua “difficoltà” nel scegliere: “Non sapevo quante portarne, quindi le ho portate tutte. Tutti e tre, Campionato, Coppa e Supercoppa. Benissimo. Tac”.

Alla domanda se questa possa essere considerata la sua annata migliore, Lazzaretto non ha dubbi: “Sicuramente sì. La stagione più bella tra mie prestazioni e prestazioni di squadra, perché tutto quello che si poteva vincere l’abbiamo vinto. Siamo stati veramente bravi, mi sono divertito con tutti, siamo stati un gruppo vero e bellissimo. È stato proprio bello, sia nel bene che nel male. Per fortuna abbiamo perso poche partite, quindi non è stato neanche troppo complicato”.

Il nuovo campionato di A2? “Cambiano tante cose, livello incluso ma siamo pronti per fare bene”. Il fattore campo è stato decisivo. Lazzaretto sottolinea la spinta dei tifosi: “L’ultima partita c’era davvero tanta gente. Mi ricordava un po’ di anni fa, quando ero in A1 a giocare contro gli squadroni. Pubblico stratosferico, si è rivelato ancora una volta l’ottavo uomo in campo”. Ma il momento di maggiore commozione personale? Quando ha visto sugli spalti le gigantografie dei miei compagni: “Li mi sono emozionato. I miei compagni sono stati personaggi stupendi. Un gruppo vero, verissimo. Unito, coeso. Non ci sono mai stati problemi tra di noi, si è visto in campo e anche fuori”.

Il finale è tutto dedicato alla sua nuova terra e agli affetti più cari: “La dedico sicuramente a Livia, che mi sopporta e mi supporta tutti i giorni a casa, e ai gatti… vabbè dai. Alla famiglia, alla mamma, ai nonni. E alle specialità gastronomiche della nostra terra acquisita, di tutta Reggio Calabria, che mi hanno accompagnato fino a questo momento”. E sul suo status di “veneto trapiantato”: “I veneti a Reggio Calabria diventano automaticamente cittadini”.