“Discutiamone a scuola”, il progetto dello psicologo in classe in Calabria funziona: dati e analisi. Straface soddisfatta

La Regione Calabria potenzia l’ascolto e la prevenzione del disagio psicosociale negli adolescenti

“Discutiamone a Scuola è uno degli interventi più qualificanti e di maggiore valore umano voluti dal presidente Roberto Occhiuto. La presenza dello psicologo nelle scuole ha dimostrato di essere una lente d’ingrandimento sul disagio psicosociale dei nostri adolescenti, facendo emergere fragilità che altrimenti sarebbero rimaste sommerse: bullismo, ideazione suicidaria, autolesionismo, maltrattamenti in famiglia, disturbi alimentari, abuso di smartphone, gioco online e dipendenze. Dietro ogni numero c’è un ragazzo calabrese che ha chiesto aiuto e ha trovato un porto sicuro”.

Lo ha dichiarato l’assessore regionale all’Inclusione sociale, Welfare e Pari opportunità, Pasqualina Straface, a margine dell’incontro operativo sul progetto Discutiamone a Scuola, svoltosi questa mattina in Cittadella regionale con i responsabili delle Aziende Sanitarie Provinciali calabresi.

Dati e risultati della sperimentazione

L’incontro, convocato dall’assessorato e dal Dipartimento, ha fatto il punto sull’attuazione della sperimentazione dello psicologo scolastico, finanziata con risorse comunitarie, rimodulata su tre annualità dall’anno scolastico 2025/2026 fino al 2028, con una prima anticipazione di circa 1,8 milioni di euro e il coinvolgimento di 44 psicologi nelle cinque province calabresi.

“Abbiamo ribadito un metodo – ha sottolineato Straface – che ormai caratterizza il lavoro dell’assessorato e del Dipartimento: ascolto, convocazioni operative, monitoraggio costante e verifica dell’impatto reale degli interventi. La Regione non può limitarsi a erogare risorse. Deve sapere come quelle risorse incidono sulla vita delle persone, se una misura sperimentale funziona, se raggiunge i destinatari e quali risultati produce. Questo vale ancora di più quando parliamo di fondi comunitari, perché la credibilità della programmazione si misura sui dati e sugli effetti concreti”.

Dai dati complessivi emergono 394 scuole coinvolte e 2.662 classi raggiunte, con 18.959 interventi monitorati: 5.510 incontri con le classi, 9.951 accessi agli sportelli d’ascolto, 2.158 incontri con docenti e personale scolastico e 1.340 incontri con i genitori.

Dettaglio provinciale

I dati provincia per provincia:

  • L’Asp di Catanzaro: 75 scuole, 422 classi, 997 incontri con le classi, 707 accessi allo sportello, 98 incontri con i docenti, 82 con i genitori.
  • L’Asp di Cosenza: 106 scuole, 889 classi, 2.257 incontri con le classi, 4.636 colloqui individuali, 994 incontri con docenti e personale Ata, 550 con i genitori.
  • L’Asp di Crotone: 30 scuole (46 plessi), 291 classi, 484 incontri con le classi, 993 accessi allo sportello, 102 incontri con i docenti, 101 con i genitori, 66 incontri organizzativi.
  • L’Asp di Reggio Calabria: 163 scuole/plessi, 825 classi, 1.139 incontri con le classi, 2.215 accessi allo sportello, 670 incontri con i docenti, 479 con i genitori.
  • L’Asp di Vibo Valentia: 20 scuole, 235 classi, 633 incontri con le classi, 1.400 accessi allo sportello, 294 incontri con i docenti, 128 con i genitori.

Supporto ai casi più complessi

Dal confronto con le ASP è emerso come il progetto abbia attivato, nei casi più gravi, la rete territoriale con servizi sociali, Forze dell’ordine e Neuropsichiatria infantile. Dalla relazione dell’Asp di Cosenza risultano 27 segnalazioni a servizi sociali e Forze dell’ordine e 85 invii alla Neuropsichiatria infantile.

“Questo è uno dei punti di forza più importanti – ha specificato Straface – perché lo psicologo scolastico non sostituisce i servizi specialistici, ma intercetta gli indicatori di rischio e diventa ponte tra scuola, famiglia, servizi sociali, sanità e, quando necessario, Forze dell’ordine. È prevenzione vera. È capacità di leggere il disagio prima che esploda. È supporto agli studenti, ma anche agli insegnanti e alle famiglie”.

Il progetto ha lavorato anche sui contesti: gruppo classe, docenti, personale scolastico e nuclei familiari, affrontando ansia, difficoltà relazionali, gestione delle emozioni, conflitti, dipendenze tecnologiche, disturbi alimentari, episodi di bullismo e cyberbullismo, fragilità familiari e problemi legati all’identità personale.

“La salute emotiva dei ragazzi – ha aggiunto l’assessore – è parte integrante del loro diritto allo studio. Non possiamo immaginare una scuola che istruisce senza una comunità educativa che ascolta. Discutiamone a Scuola ha dimostrato che la presenza dello psicologo produce fiducia, riduce lo stigma, sostiene i docenti, aiuta le famiglie e consente di alleggerire anche il carico dei servizi specialistici territoriali, perché rende più appropriati gli invii e più tempestiva la presa in carico”.

“I dati confermano che la misura funziona e che la risposta del territorio è stata importante. Ora, però, serve massimo rigore sulla rendicontazione. Non è un formalismo burocratico: è la condizione per garantire continuità al progetto, dimostrare all’Europa la solidità dell’intervento e sbloccare le risorse per le annualità successive. Tutte le ASP devono fare la propria parte con puntualità, perché dietro ogni pratica amministrativa ci sono ragazzi, famiglie e scuole che aspettano risposte”.

“Ringrazio la direttrice generale Jole Fantozzi, la dirigente Ersilia Amatruda e la responsabile del procedimento Rossella Guzzo per il lavoro svolto. Ringrazio soprattutto gli psicologi che ogni giorno entrano nelle scuole, ascoltano silenzi difficili, intercettano fragilità e diventano punto di riferimento per studenti, docenti e famiglie. Il presidente Occhiuto ha indicato una direzione chiara: fragilità e disagio non devono essere sottovalutati. Con Discutiamone a Scuola la Regione Calabria sta trasformando questa visione in presenza concreta nei territori”.

straface presenta dati psicologo in classe