Cerisano tra i cinque Comuni italiani invitati dal Ministero della Cultura

Cerisano tra i cinque Comuni italiani invitati dal MiC: Di Gioia ha raccontato il borgo che è diventato un laboratorio culturale unico in Calabria

Cerisano ha vissuto un giorno che resterà nella memoria collettiva del borgo. È stato infatti selezionato tra i soli cinque Comuni italiani invitati dal Ministero della Cultura all’incontro nazionale “Cultura come motore di nuova economia”, un appuntamento che ha riunito le esperienze più significative del Programma Borghi. Per Cerisano è stato molto più di un invito istituzionale: è stato il riconoscimento di un percorso che negli ultimi anni ha trasformato il paese in un luogo dove la cultura non è solo un valore, ma una forza generativa capace di creare lavoro, formazione, impresa e futuro.

Il Ministero ha chiesto ai Comuni selezionati di raccontare il proprio modello di sviluppo

Durante l’incontro, il Ministero ha chiesto ai Comuni selezionati di raccontare il proprio modello di sviluppo, condividendo visioni, strumenti e risultati. Cerisano ha portato una storia che ha colpito per la sua intensità: quella di un borgo che ha creduto nella cultura come infrastruttura viva, capace di cambiare il destino di una comunità. Il sindaco Lucio Di Gioia ha ripercorso davanti al MiC il cammino che ha ridato energia al paese. Ha spiegato come, negli ultimi anni, Cerisano sia diventato un vero hub di formazione aperto all’intera regione, ospitando master, percorsi di alta formazione e una scuola di politica che ha portato nel borgo nomi di rilievo nazionale. Ha ricordato come, grazie alla collaborazione con il Conservatorio, sia stato aperto un polo tecnologico musicale che ha avviato due corsi di laurea, trasformando il borgo in un luogo dove si studia, si crea e si innova. Un’esperienza che, nel panorama calabrese, rappresenta un unicum: un hub pubblico-privato che ha saputo mettere insieme istituzioni, università, imprese culturali e comunità.

Cerisano ospita l’unico Museo dedicato a Michel Fingesten in Europa

Di Gioia ha raccontato anche un altro primato che ha emozionato la platea: Cerisano ospita l’unico Museo dedicato a Michel Fingesten in Europa, un presidio culturale che ha attirato studiosi, artisti e visitatori da diversi Paesi. Attorno a questa visione sono nate residenze artistiche che hanno portato nel borgo creativi, musicisti, ricercatori e giovani professionisti, generando un movimento culturale che ha ridato vita alle strade del centro storico. Il sindaco ha spiegato come questa energia abbia iniziato a produrre effetti anche sul tessuto economico. Negli ultimi anni sono nate nuove attività, tra cui bed and breakfast, servizi turistici, un’agenzia viaggi e nuove realtà della ristorazione. Segnali concreti di un borgo che ha ricominciato ad attrarre persone, idee e investimenti.

Essere stati scelti tra i cinque Comuni italiani invitati dal Ministero – ha detto Di Gioia – ci ha emozionato profondamente. Abbiamo raccontato un borgo che ha creduto nella cultura come motore di vita e di lavoro. Abbiamo mostrato come, intorno a questa visione, siano nati percorsi di formazione, spazi creativi, un polo universitario, un museo unico in Europa e nuove attività economiche. È la prova che quando una comunità crede nel proprio futuro, quel futuro inizia davvero a prendere forma”.

Di Gioia ha ricordato la sfida più grande: rendere questo modello capace di vivere oltre la stagione dei finanziamenti pubblici

Di Gioia ha poi ricordato la sfida più grande: rendere questo modello capace di vivere oltre la stagione dei finanziamenti pubblici. “Abbiamo lavorato per costruire un sistema che possa camminare con le proprie gambe. Stiamo rafforzando le collaborazioni con università, fondazioni e operatori privati, stiamo costruendo una programmazione stabile e stiamo formando nuove competenze locali. Vogliamo che Cerisano continui a generare sviluppo autonomo oltre il 2026. Un borgo vive davvero quando riesce a creare futuro per chi lo abita”.

L’incontro al MiC ha rappresentato per Cerisano un momento di orgoglio e consapevolezza. Il borgo ha portato la sua storia in un contesto nazionale, mostrando che anche una piccola comunità può diventare un laboratorio di innovazione culturale e sociale. E lo ha fatto con la forza di chi ha scelto di credere nella cultura come strada per rinascere.