Nel centenario del Premio Nobel per la Letteratura conferito a Grazia Deledda, la preside Mariarosaria Russo, invitata a relazionare sull’emancipazione femminile nell’ambito di un ciclo di convention e seminari, ha voluto condividere con la consulta delle studentesse una riflessione sul ruolo delle donne nella storia civile e culturale del Paese. Al centro dell’incontro, il discorso del ministro per le Riforme istituzionali e già presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, pronunciato durante le celebrazioni dell’ottantesimo anniversario del voto alle donne e riportato integralmente dalla dirigente.
“I diritti non nascono solo nelle aule parlamentari. Nascono prima nella vita concreta delle donne che non si sono piegate, che si sono ribellate, che hanno aperto varchi. Quando nel 1946 le donne ottengono la piena cittadinanza politica, quel traguardo è frutto di secoli in cui figure di donne hanno incrinato un ordine che le voleva ai margini della società. Con “Il Voto alle donne, la democrazia italiana compie ottant’anni” insieme al Presidente Meloni, ai colleghi ministri, agli esponenti del mondo dello sport e della società civile, ho scelto come figura simbolo di emancipazione e di progresso civile, Grazia Deledda. Nel 1909 si candidò alla Camera nel collegio di Nuoro. Sapeva che non poteva essere eletta, ma fu una sfida che la consacrò come precorritrice dei diritti delle donne. Fu la prima italiana a ricevere nel 1926 il Premio Nobel per la Letteratura, un riconoscimento non solo alla sua arte, ma al suo coraggio. Il suo esempio ci invita a proseguire quel cammino, affinché nessuna donna debba più rinunciare ai suoi sogni, nessuna donna debba scegliere tra ambizione ed affetti, tra carriera e maternità”.
La preside Russo ha quindi invitato le studentesse della consulta a celebrare la figura di Grazia Deledda, indicata come pioniera dell’emancipazione femminile e simbolo di una donna capace di sfidare le convenzioni della società patriarcale sarda. La dirigente ha richiamato il valore dell’esperienza di Deledda come intellettuale indipendente, impegnata nell’affermazione dell’istruzione femminile e del pieno diritto delle donne a esprimere il proprio ingegno anche a livello globale.


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