La storia si ripete. Ancora. Dopo un anno e per la quarta estate di fila. Il Catanzaro fa benissimo, sempre meglio dell’anno prima, i protagonisti tecnici e dirigenziali vengono attenzionati da qualche big di Serie A, cedono alle lusinghe, vanno via e il Presidente Noto è costretto a ripartire da zero, andando a scegliere nuove figure. Quest’anno, è storia nota, la società giallorossa ha fatto ancora meglio delle due stagioni precedenti, in cui aveva già fatto benissimo. E’ arrivata a un passo dalla Serie A dopo una seconda parte di stagione grandiosa, condita da un playoff esaltante, da quinta in classifica, andando a Monza per spaventare una squadra – sulla carta – molto più forte.
Il protagonista principale? Alberto Aquilani. Che ha possibilità di rimanere? No. Già considerato un emergente molto interessante, dopo i buoni risultati nella Primavera della Fiorentina, in seguito alla buona stagione a Pisa ha ottenuto il massimo – anzi di più – in Calabria, attirando le attenzioni della Serie A. Ci ha provato il Torino, alla fine ce l’ha fatta il Sassuolo. Aquilani andrà in Emilia, in Serie A. Impossibile, per il Catanzaro, provare a mantenerlo. Quando la Serie A chiama, è così. Noto ne prenderà atto, ormai ci è abituato, e dovrà concentrarsi sul sostituto. Nonostante i progressi, non perderà quella che è la sua bussola: scegliere un allenatore per le idee, per la fame, per l’ambizione, per gli alti stimoli, senza guardare al nome e facendo sempre attenzione alle casse. Circolano nomi come Galloppa, Possanzini o Abate, non “big” veri e propri ma allenatori molto interessanti ed emergenti, proprio come i precedenti prima che arrivassero a Catanzaro e prima che diventassero tali grazie alle Aquile.
Alla società, dunque, il compito di “azzeccare” il quarto allenatore in quattro anni. Sarebbe un miracolo. Quando si cambia ogni anno, non è mai facile. Ma, allo stesso modo, quando c’è la forza delle idee, l’organizzazione, la solidità, la serietà, qualsiasi allenatore è facilitato e riesce a lavorare bene. Prova ne sia il fatto che gli ultimi due allenatori, Vivarini e Caserta, non siano riusciti a fare meglio dopo Catanzaro.
Citiamo il Presidente Noto, nella scelta dell’allenatore, non per caso. A prescindere dal fatto che l’ultima parola dovrà essere la sua, oggi è l’unico certo di poter decidere. Non sappiamo, infatti, se avrà margine di decisione anche il DS Polito, ma di certo è l’unico oggi con possibilità di rimanere. Anche il DG Morganti, infatti, andrà via. Arrivato due anni fa dalla Juventus, ha ceduto alle lusinghe della Fiorentina. Anche lui andrà, anzi tornerà, in Serie A. Tanti saluti al Catanzaro. E anche qui Noto dovrà scegliere. E dovrà scegliere anche cosa fare con Polito. La sua situazione, rispetto ad allenatore e DG, non è ancora definita. Il dirigente ha fatto intendere, giustamente, come sarebbe difficile non cedere a sirene dalla Serie A, qualora dovessero arrivare, ma al momento la situazione è da decifrare. Anch’egli arrivato due anni fa, è stato tra i principali protagonisti della crescita di queste due stagioni, con scelte sempre azzeccate, sia in campo che in panchina, e soprattutto con l’arrivo di giovani interessanti e potenzialmente futuribili, come Liberali.


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