Caso Fondi H2O: l’Arbitro Consob condanna l’intermediario a risarcire l’investitore accogliendo il ricorso di un legale reggino | DETTAGLI

Accolta la richiesta del risparmiatore assistito dall’Avv. Pizzi: violati obblighi di trasparenza e adeguatezza nella raccomandazione del 2019, responsabilità accertata per carenze informative

L’Intermediario finanziario aveva fatto sottoscrivere, ad un investitore esperto, un pacchetto azionario ad altissimo rischio del fondo H2o, società di proprietà del gruppo Natixis (51%). La strategia di H2o nel passato ha ho permesso al fondo di realizzare rendimenti incredibili negli anni e di ultra-sovraperformare il mercato. Investimenti operati esclusivamente su strumenti finanziari semplici e “liquidi”, vendibili in qualsiasi momento. In accoglimento delle richieste avanzate dall’Avv. reggino Giuseppe Pizzi, l’Organismo Arbitrale che opera presso la CONSOB, ha stabilito che “l’operato dell’Intermediario risulta, infatti, censurabile per il fatto di aver raccomandato il secondo investimento nel Fondo, a luglio 2019, allorquando le notizie relative all’andamento negativo dei Fondi di che trattasi erano, oramai, di dominio anche pubblico.”

A poco è valsa la difesa dell’Istituto intermediario, che ha provato a scaricare la responsabilità sul risparmiatore, per la quale il relativo questionario di profilatura non presentava profili di incoerenza e forniva evidenza di un profilo d’investitore certamente non basico, ed a chiedere in subordine il riconoscimento del concorso di colpa con lo stesso. In conclusione, l’Arbitro, dando ragione all’azionista, ha stabilito che “Le carenze informative e comportamentali sul punto si pongono in evidente contrasto con la normativa di riferimento, in particolare con la clausola generale di cui all’art. 21 del TUF e poi con l’art. 36 del Regolamento Intermediari Consob e gli artt. 44 e 48 del Regolamento Delegato (UE) 2017/565, radicando la responsabilità dell’Intermediario resistente sotto il profilo risarcitorio.”.

Soddisfazione per l’Avv. Giuseppe Pizzi, che, da anni, si occupa di assistenza ad azionisti e risparmiatori che investono sul mercato azionario, e di strumenti finanziari complessi. “In questo momento in Francia è stata presentata una Class-action da parte di investitori, anche italiani, per chiedere un risarcimento danni stimato attorno agli 800 milioni di euro, contro H2o asset management, ma in pochi hanno avanzato richieste risarcitorie nei confronti degli intermediari finanziari che di fatto propongono l’investimento nel mercato, attività, che impone agli intermediari di comportarsi con diligenza, correttezza e trasparenza, di acquisire le informazioni necessarie sui clienti e di operare in modo che questi siano sempre adeguatamente informati, obblighi specificati dalla normativa di settore nonché dai principi civilistici di buona fede e correttezza e di diligenza qualificata, che impongono all’intermediario un comportamento professionale particolarmente rigoroso.