“A pochi mesi dalla predisposizione del Calendario Venatorio 2026/2027, il Movimento Amici della Caccia ritiene necessario aprire fin da subito un confronto pubblico sul tema delle Zone di Protezione Speciale (ZPS), della Valutazione di Incidenza Ambientale (VINCA) e dell’Allegato Tecnico che accompagnerà il prossimo calendario regionale. La richiesta nasce dall’esperienza vissuta durante la stagione venatoria 2025/2026 e, in particolare, dalla vicenda che ha interessato la ZPS Costa Viola, area che comprende una parte significativa del territorio della provincia di Reggio Calabria e che coinvolge migliaia di cacciatori, agricoltori e cittadini”. Lo afferma in una nota il Movimento Amici della Caccia.
“Molti ricordano il risultato finale, ossia il posticipo dell’apertura della caccia al 1° novembre all’interno della ZPS Costa Viola. La questione è importante perché le limitazioni contenute nel Calendario Venatorio non nascono direttamente dal calendario stesso. Esse derivano infatti dalle prescrizioni contenute nella VINCA, la Valutazione di Incidenza Ambientale che la Regione è tenuta a redigere per verificare la compatibilità dell’attività venatoria con gli obiettivi di conservazione dei siti appartenenti alla Rete Natura 2000”.
“Una volta approvate, tali prescrizioni vengono recepite nell’Allegato Tecnico del Calendario Venatorio e diventano pertanto vincolanti. In altre parole, il percorso è chiaro: VINCA → Allegato Tecnico → Calendario Venatorio. Proprio all’interno della VINCA relativa alla stagione 2025/2026 è stata inserita la prescrizione che ha determinato il differimento dell’attività venatoria nella ZPS Costa Viola fino al 1° novembre, misura successivamente riportata nell’Allegato Tecnico e quindi applicata nel Calendario Venatorio regionale”.
“La decisione ha suscitato forti perplessità nel mondo venatorio e agricolo. Secondo le motivazioni tecniche contenute negli atti regionali, il provvedimento sarebbe stato adottato per garantire una maggiore tutela delle specie migratrici che attraversano il corridoio ecologico della Costa Viola e degli habitat di particolare interesse conservazionistico presenti nell’area. Tuttavia, numerosi cacciatori, associazioni venatorie e rappresentanti del comparto agricolo hanno contestato la proporzionalità della misura, sostenendo che il divieto abbia finito per interessare indistintamente tutte le forme di caccia e tutte le specie cacciabili, comprese quelle che non presenterebbero collegamenti diretti con le finalità di tutela indicate nella valutazione ambientale”.
“Le conseguenze sono state significative. Per l’intero mese di ottobre migliaia di cacciatori residenti nei territori interessati non hanno potuto esercitare l’attività venatoria all’interno della ZPS, perdendo uno dei periodi tradizionalmente più importanti della stagione. Parallelamente, il mondo agricolo ha evidenziato come le limitazioni abbiano ridotto gli strumenti disponibili per il contenimento di alcune specie responsabili di danni alle coltivazioni. Da qui è nata una forte mobilitazione territoriale che ha coinvolto associazioni, cacciatori e agricoltori, tutti accomunati dalla richiesta di maggiore chiarezza e dalla necessità di comprendere quali basi tecniche e scientifiche abbiano portato all’adozione di una misura così incisiva”.
“È proprio alla luce di questa esperienza che il Movimento Amici della Caccia guarda oggi al Calendario Venatorio 2026/2027. La preoccupazione non riguarda esclusivamente quanto avvenuto nella passata stagione, ma soprattutto il rischio che le stesse prescrizioni possano essere riproposte nella nuova VINCA e quindi nuovamente recepite nell’Allegato Tecnico e nel futuro Calendario Venatorio. Per questo motivo il Movimento ritiene che la Regione Calabria debba fornire fin da ora risposte chiare sullo stato delle valutazioni in corso, sulle eventuali interlocuzioni con gli enti competenti e sulle prospettive che riguardano la ZPS Costa Viola e le altre aree della Rete Natura 2000 presenti sul territorio regionale”.
“L’obiettivo non è creare polemiche o individuare contrapposizioni istituzionali, ma evitare che si ripetano situazioni che negli anni hanno generato contenziosi, incertezze e limitazioni percepite come sproporzionate dalle comunità locali. Siamo certi che la Regione Calabria saprà ascoltare la voce proveniente dai territori e recepire le legittime preoccupazioni di migliaia di cittadini che ricadono nelle aree interessate dalle ZPS. Proprio per questo riteniamo che il momento delle risposte sia adesso. Siamo fiduciosi che la Regione Calabria sappia recepire la voce proveniente dai territori, fornendo risposte concrete e tempestive. L’auspicio è che il Calendario Venatorio 2026/2027 possa essere costruito su basi tecniche solide, accompagnato da una VINCA chiara e da un Allegato Tecnico inattaccabile sotto il profilo giuridico, evitando così il riproporsi delle criticità che hanno caratterizzato alcune stagioni venatorie precedenti”.
“Il mondo venatorio calabrese attende fatti, chiarezza e programmazione. Perché la tutela dell’ambiente e il diritto ad esercitare l’attività venatoria nel rispetto delle regole non devono essere obiettivi contrapposti, ma parti integranti di una gestione moderna, equilibrata e scientificamente fondata del patrimonio faunistico regionale. La chiarezza preventiva rappresenta il miglior strumento per evitare incomprensioni, conflitti e nuovi alibi quando il Calendario Venatorio sarà ormai definito e le decisioni saranno già state assunte”.


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