Caldo, Coldiretti Calabria plaude alla misura del Cdm: “cassa integrazione per tutelare 32 mila lavoratori”

Il decreto Infrastrutture introduce misure per la sospensione delle attività agricole in caso di temperature estreme. L’organizzazione: serve equilibrio tra salute degli addetti e continuità produttiva

La possibilità di accedere alla cassa integrazione in caso di sospensione delle attività agricole per il caldo rappresenta, per Coldiretti Calabria, una risposta concreta alle richieste avanzate per tutelare la salute dei lavoratori impegnati nelle campagne regionali durante la raccolta estiva. In Calabria sono 32mila i lavoratori impegnati nei campi nella raccolta estiva di frutta, ortaggi e cereali. Di questi, il 25% è costituito da stranieri. Il tema assume particolare rilievo in una fase segnata da temperature record e da condizioni climatiche estreme che interessano anche le aree rurali e interne del territorio regionale.

“Con le temperature record è fondamentale la possibilità di accedere alla cassa integrazione in caso di sospensione delle attività per tutelare la salute dei lavoratori Con 32mila lavoratori (il 25% sono stranieri) impegnati nelle campagne calabresi nella raccolta estiva di frutta, ortaggi e cereali, la possibilità di accesso in deroga alla cassa integrazione in caso di sospensione delle attività a causa del caldo rappresenta una risposta concreta alle richieste avanzate da Coldiretti Calabria per salvaguardare la salute degli addetti e garantire al tempo stesso la tenuta delle produzioni”. È quanto afferma Coldiretti Calabria in riferimento all’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del decreto Infrastrutture, che introduce misure importanti a tutela del lavoro agricolo nelle condizioni climatiche estreme.

L’organizzazione agricola sottolinea come il provvedimento accolga una precisa proposta avanzata al Ministero del Lavoro per proteggere gli operatori agricoli dai rischi legati alle alte temperature. “Il provvedimento accolga una precisa proposta avanzata al Ministero del Lavoro per proteggere gli operatori agricoli dai rischi legati alle alte temperature, che stanno interessando in modo significativo anche il territorio regionale, dove l’ondata di calore colpisce duramente le aree rurali e interne. In concomitanza con le ordinanze regionali, Coldiretti ha già fornito indicazioni alle aziende: dalle adeguate scorte di acqua alla predisposizione di aree ombreggiate per le pause, fino all’utilizzo di dispositivi di protezione individuale come cappelli e abbigliamento leggero e traspirante. Particolare attenzione è rivolta all’organizzazione dei turni di lavoro, con la sospensione o la rimodulazione delle attività più pesanti nelle ore centrali della giornata, privilegiando le fasce più fresche del mattino, della sera e – dove necessario – anche le ore notturne”.

“Tra fine giugno e settembre, anche in Calabria è entrata nel vivo la stagione della raccolta, con produzioni strategiche come ortofrutta e cereali. Attività che non possono essere interrotte a lungo senza compromettere qualità e disponibilità dei prodotti, con effetti negativi sulle aziende agricole e sull’intera filiera alimentare. Per questo – evidenzia Coldiretti Calabria – è essenziale trovare un equilibrio tra la tutela della salute dei lavoratori e la continuità produttiva, in una fase cruciale dell’annata agraria. Infine, il caldo record incide pesantemente anche sui costi aziendali, soprattutto per l’aumento dell’irrigazione, aggravato dai rincari energetici, mettendo ulteriormente sotto pressione le imprese agricole calabresi”.

Le indicazioni alle aziende agricole

In concomitanza con le ordinanze regionali, Coldiretti Calabria ha già fornito indicazioni operative alle aziende. Tra le misure indicate ci sono adeguate scorte di acqua, la predisposizione di aree ombreggiate per le pause e l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale, come cappelli e abbigliamento leggero e traspirante. Particolare attenzione viene rivolta all’organizzazione dei turni, con la sospensione o rimodulazione delle attività più pesanti nelle ore centrali della giornata, privilegiando le fasce più fresche del mattino, della sera e, dove necessario, anche le ore notturne.

Tra fine giugno e settembre anche in Calabria entra nel vivo la stagione della raccolta, con produzioni strategiche come ortofrutta e cereali. Si tratta di attività che non possono essere interrotte a lungo senza compromettere qualità e disponibilità dei prodotti, con effetti negativi sulle aziende agricole e sull’intera filiera alimentare. Per questo, secondo Coldiretti Calabria, è essenziale trovare un equilibrio tra la tutela della salute dei lavoratori e la continuità produttiva, in una fase cruciale dell’annata agraria. Il caldo record incide inoltre sui costi aziendali, soprattutto per l’aumento dell’irrigazione, aggravato dai rincari energetici, mettendo ulteriormente sotto pressione le imprese agricole calabresi.

Lavoro nei campi