“Nella giornata in cui celebriamo gli 80 anni della nostra Repubblica democratica, fondata sul lavoro, i drammatici eventi accaduti nel cosentino emergono con un contrasto tanto stridente quanto doloroso, restituendo l’immagine di una rottura del patto sociale che dovrebbe tenere insieme sviluppo economico e tutela dei diritti dei lavoratori“. È quanto dichiarato dal segretario generale della UILA, Enrica Mammucari, in merito alla morte di quattro lavoratori pachistani avvenuta ieri nell’area di servizio della statale 106 Jonica, nei pressi di Amendolara, provincia di Cosenza. “Mentre siamo in attesa degli sviluppi dell’indagine in corso, ribadiamo l’urgenza di promuovere percorsi concreti di inclusione sociale per lavoratori e lavoratrici che contribuiscono ogni giorno a garantire cibo sulle nostre tavole e che, troppo spesso, vivono condizioni di vulnerabilità che li rendono facilmente ricattabili e marginali. Restituire loro diritti, dignità e piena cittadinanza nel lavoro significa rafforzare la qualità stessa del nostro sistema produttivo“.
“In questo quadro, inoltre, riaffermiamo con forza la necessità dell’introduzione di un permesso di soggiorno per attesa occupazione per quei lavoratori che, entrati regolarmente in Italia con i precedenti decreti flussi, sono rimasti intrappolati in un sistema che li ha resi irregolari alla scadenza del contratto, esponendoli al rischio dello sfruttamento” prosegue il segretario generale. “Così come – conclude Mammucari – è fondamentale per estirpare la mala pianta del caporalato, ampliare e rafforzare il ruolo degli enti bilaterali territoriali agricoli affinché diventino sempre più una sede di coordinamento e di governo delle politiche del lavoro locale. È attraverso strumenti organizzati e trasparenti per l’alloggio, il collocamento e il trasporto dei lavoratori che si può sottrarre spazio alle reti illegali e ricostruire condizioni di eticità lungo tutta la filiera“.


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