Braccianti pachistani bruciati vivi ad Amendolara, Laureti: “agricoltura non può reggersi su caporalato e condizioni disumane”

Camilla Laureti, responsabile Politiche agricole nella segreteria nazionale Pd ed europarlamentare, commenta la tragedia di Amendolara puntando il dito contro caporalato e condizioni di lavoro disumane

Dolore e sgomento per quanto accaduto ad Amendolara, in Calabria. Ci affidiamo alle indagini delle Forze dell’ordine e della magistratura perché sia fatta piena luce. Se fosse confermato il quadro finora emerso, saremo di fronte ad una situazione che riguarda la piana di Sibari, ma anche tante, tantissime altre aree del nostro Paese. Purtroppo. Quando il lavoro nei campi si traduce in distruzione della dignità, dei diritti e delle tutele, quando lo sfruttamento diventa violenza perfino omicida, è la Repubblica democratica, che oggi celebriamo, ad essere ferita nella sua interezza, nel suo senso più profondo”. È quanto dichiarato da Camilla Laureti, responsabile Politiche agricole nella segreteria nazionale Pd ed europarlamentare.

“La filiera agroalimentare non può reggersi sul caporalato e sulle condizioni disumane in cui vivono e lavorano troppe braccianti e troppi braccianti, soprattutto migranti. E’ un’irrinunciabile questione democratica e umana, che ci inchioda tutte e tutti alla responsabilità, ma é anche un’importante questione di legalità economica, perché lo sfruttamento danneggia la parte sana della filiera. Le più sentite condoglianze le rivolgiamo ai familiari dei quattro lavoratori pachistani uccisi a cui dobbiamo garantire piena giustizia“, conclude Laureti.