“La richiesta di avocazione delle indagini per il caso dell’ appuntato scelto Fausto Dardanelli è stata rigettata, senza aver svolto nessun approfondimento e limitandosi a ripercorrere l’ iter della Procura Ordinaria, adeguandosi alla convinzione confezionata ,che trattasi di suicidio. Emergono numerose lacune, dalla mancata lettura del fascicolo e dalla non visione del materiale fotografico, che spingono a narrazioni inesatte e completamente errate. La famiglia, non si arrende a questa ennesima ingiustizia e tantomeno io che li rappresento. Come già anticipato al Procuratore capo continueremo la nostra battaglia anche se ardua”. Queste le parole dell’avvocato Giulio Murano che rappresenta la famiglia del carabiniere. Fausto Dardanelli venne ritrovato senza vita a Bagaladi il 22 luglio 2016 nella sua auto, colpito da due proiettili di arma da fuoco alla testa.
La famiglia si è sempre opposta alle archiviazioni, ben 4, che hanno voluto chiudere il caso come suicidio: tante le incongruenze, le omissioni, le anomalie dell’indagine denunciate dai familiari. Di recente era stata presentata un’interrogazione ai ministri Nordio e Crosetto dalla deputata Stefania Ascari per riaprire il caso e l’avvocato della famiglia aveva prospettato l’istanza di avocazione alla Procura di Reggio Calabria per far riaprire il caso, invece di chiedere una semplice riapertura della indagini, ma il Procuratore ha rigettato la richiesta.
I genitori di Fausto Dardanelli che da anni lottano per una riapertura del caso e hanno investito soldi e dolore in numerose perizie per ristabilire la verità si dicono “frustrati e delusi. Ci aspettavamo un’ apertura,io sto male- aggiunge la mamma, Maria Angela Placanica- perché ogni azione diventa una piccola fiammella di speranza, poi però tutto svanisce e ci rimane solo tanta tristezza. Anche perché queste archiviazioni arrivano sempre vicine all’anniversario, che sarà il 22 luglio. Amarezza, delusione, sconfitta. Ma la verità dovrà prevalere”.
“In questo Paese perseguitano le persone oneste– conclude la mamma di Fausto Dardanelli– l’ho detto al Procuratore: mio figlio ha fatto tutto per gli altri e qualsiasi cosa l’ Arma, ha scelto l’uniforme con dedizione assoluta ed è stato lasciato da tutti senza giustizia”.


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