A Catania e Palermo “Le Giornate della Pasta siciliana”: obiettivo certificazione di alta qualità DOP | FOTO e INTERVISTE 

L’evento crea i presupposti per unire tutta la filiera dal grano alla pasta siciliana con un obiettivo dichiarato: avere la denominazione di origine DOP per portare la pasta siciliana in tutto il mondo con un marchio di alta qualità

  • Le Giornate della Pasta Siciliana
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Si è conclusa la seconda edizione de “Le Giornate della Pasta Siciliana”, l’iniziativa dedicata alla valorizzazione della filiera regionale del grano duro e della pasta, con due momenti di confronto svoltisi il 4 giugno a Palermo, a Villa Airoldi, e il 5 giugno a Catania, presso il Palazzo della Cultura. Le due giornate hanno confermato la centralità strategica della filiera cerealicola siciliana, chiamata oggi ad affrontare sfide decisive: la qualità della materia prima, la competitività delle imprese agricole, il rafforzamento dei rapporti tra produzione e trasformazione, la tracciabilità, l’innovazione tecnologica, l’accesso ai mercati e la costruzione di strumenti capaci di trattenere valore sul territorio.

L’iniziativa si è svolta nel quadro delle politiche regionali di valorizzazione delle produzioni agroalimentari di qualità, con il coinvolgimento delle istituzioni regionali competenti e dei principali attori della filiera cerealicola e pastaia siciliana.

La valorizzazione della filiera del grano duro e della pasta siciliana rientra nelle competenze dell’Assessorato regionale dell’Agricoltura ed è tra gli obiettivi prioritari delle politiche di qualità che abbiamo posto al centro della nostra azione“, afferma Luca Sammartino, Assessore regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo rurale e della Pesca mediterranea. “La prospettiva della DOP dovrà essere costruita con metodo e pieno coinvolgimento della filiera, per dare più valore al grano siciliano e rafforzare l’identità agroalimentare dell’Isola”.

In questo quadro, il Consorzio di Ricerca Gian Pietro Ballatore, ente strumentale dell’Assessorato regionale dell’Agricoltura, ha svolto il proprio ruolo tecnico-scientifico di supporto alla filiera, mettendo a disposizione competenze, dati, attività di ricerca e strumenti di monitoraggio a servizio del grano duro siciliano e della sua trasformazione.

L’obiettivo condiviso è costruire una filiera sempre più riconoscibile, organizzata e capace di trasformare la qualità del grano duro siciliano in valore economico, identità territoriale e nuove opportunità di sviluppo per le imprese agricole, i molini, i pastifici e l’intero sistema produttivo regionale.

Palermo: pasta siciliana, identità produttiva e mercati

La giornata di Palermo ha posto l’attenzione sul ruolo della pasta siciliana come prodotto identitario e come possibile ambasciatrice del Made in Sicily nei mercati nazionali e internazionali. Il confronto ha riguardato i temi della trasformazione, del branding territoriale, della qualità dei processi produttivi, della distribuzione e della necessità di rafforzare il legame tra materia prima agricola, industria alimentare e consumatore.

È emersa con chiarezza la necessità di superare una visione frammentata della filiera. La Sicilia dispone di una materia prima di elevata qualità, di una tradizione produttiva riconosciuta e di imprese capaci di competere su segmenti di mercato sempre più attenti all’origine, alla sostenibilità e alla trasparenza.

Catania: grano duro siciliano, nuovi scenari internazionali e ricerca

La giornata di Catania ha ampliato il confronto sulle prospettive del grano duro siciliano nel nuovo scenario internazionale, segnato da instabilità dei mercati, aumento dei costi di produzione, cambiamenti climatici e pressione competitiva delle produzioni estere.

Le testimonianze delle rappresentanze agricole, del mondo molitorio, dell’industria di trasformazione e dei pastifici artigianali hanno evidenziato la necessità di rafforzare l’organizzazione della filiera e di sostenere con maggiore decisione la produzione di materia prima di qualità.

Il confronto ha posto l’accento sulla necessità di rispondere alle difficoltà dei produttori agricoli, oggi esposti alla volatilità delle quotazioni, all’incremento dei costi e agli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici. In questo scenario, il rafforzamento della filiera e la costruzione di strumenti capaci di valorizzare l’origine e la qualità del grano siciliano rappresentano una priorità per dare maggiore stabilità e prospettiva al comparto.

Particolare rilievo è stato attribuito alla ricerca applicata, chiamata a fornire soluzioni concrete alle imprese agricole e alla trasformazione. Le sfide climatiche, la siccità, la variabilità delle rese e l’aumento dei costi impongono nuove risposte agronomiche, genetiche, tecnologiche e organizzative.

In questo contesto, la biodiversità cerealicola siciliana rappresenta una risorsa di grande valore. I grani antichi e le varietà locali possono costituire una fonte importante di germoplasma utile per individuare caratteri di adattamento alle condizioni climatiche mediterranee, contribuendo allo sviluppo di sistemi produttivi più resilienti.

Qualità, micotossine e monitoraggio NIR

Uno dei punti di forza emersi nel corso delle giornate riguarda la qualità sanitaria del grano duro siciliano, con particolare riferimento al tema delle micotossine.

Le condizioni pedoclimatiche dell’Isola, se accompagnate da buone pratiche agronomiche, sistemi di stoccaggio controllati e monitoraggi strutturati, possono contribuire a caratterizzare il grano duro siciliano come materia prima di elevata qualità e sicurezza.

In questo ambito, il sistema di monitoraggio basato su tecnologie all’infrarosso (cosiddette NIR) rappresenta uno strumento strategico per rafforzare la conoscenza della qualità del grano siciliano, supportare la selezione delle partite, migliorare la trasparenza lungo la filiera e favorire una più equa valorizzazione della materia prima.

La disponibilità di dati oggettivi, rapidi e diffusi sulla qualità del grano può diventare un elemento decisivo per costruire fiducia tra produttori, trasformatori e consumatori, aiutando la filiera a passare da una logica di semplice commodity a una logica di prodotto qualificato, tracciato e riconoscibile.

Una filiera organizzata, non solo da raccontare

Le “Giornate della Pasta Siciliana” hanno confermato che la pasta non è soltanto un prodotto alimentare, ma il risultato di un sistema produttivo che unisce agricoltura, industria, ricerca, cultura gastronomica e identità territoriale.

La Sicilia è storicamente una delle grandi terre del grano duro mediterraneo. Tuttavia, perché questa vocazione si traduca in sviluppo stabile, occorre rafforzare gli strumenti comuni: contratti di filiera, sistemi di certificazione, tracciabilità, programmazione produttiva, accordi tra agricoltori e trasformatori, innovazione tecnologica e promozione coordinata.

La filiera regionale può crescere se riesce a trattenere più valore sul territorio, sostenendo in primo luogo i produttori agricoli, oggi esposti alla volatilità dei prezzi internazionali e all’aumento dei costi di produzione.

Il tema non è soltanto produrre grano di qualità, ma costruire attorno a quel grano un sistema organizzato, capace di generare reddito, occupazione, riconoscibilità e sviluppo.

Una sfida aperta per la Sicilia

Le giornate di Palermo e Catania hanno dimostrato che esistono le condizioni per rafforzare la filiera della pasta siciliana: qualità delle produzioni, competenze scientifiche, imprese dinamiche, istituzioni presenti e una crescente consapevolezza del valore strategico del grano duro siciliano.

La sfida è trasformare il grano siciliano da semplice materia prima a elemento distintivo di una filiera regionale forte, riconoscibile e competitiva.

La prospettiva della Pasta Siciliana DOP, nel rispetto delle competenze istituzionali e del necessario percorso tecnico-amministrativo, rappresenta una delle possibili leve per dare maggiore identità, tutela e valore a un prodotto profondamente legato alla storia, alla cultura e all’economia dell’Isola.

Le “Giornate della Pasta Siciliana” si chiudono quindi con un messaggio chiaro: la Sicilia può costruire attorno al grano duro e alla pasta una strategia di sviluppo moderna, fondata su qualità, ricerca, tracciabilità, cooperazione di filiera e pieno coordinamento istituzionale.