Parte anche in Calabria la raccolta firme per la proposta di legge regionale di iniziativa popolare “Liberi Subito”, promossa dall’Associazione Luca Coscioni per garantire procedure chiare e uniformi nell’accesso al suicidio medicalmente assistito. L’Associazione organizza il primo tavolo di raccolta firme per l’iniziativa, che arriva in Calabria dopo Lombardia, Piemonte e Lazio e che punta a chiedere al Consiglio regionale un intervento analogo a quanto già ottenuto in Toscana e Sardegna, dove sono state approvate leggi regionali per garantire tempi e procedure certe nell’accesso al suicidio medicalmente assistito.
La proposta si inserisce nel quadro definito dalla sentenza n. 204/2025 della Corte costituzionale, che ha chiarito come, nell’ambito della tutela della salute, le Regioni possano disciplinare modalità e tempi con cui il Servizio sanitario rende effettivo l’accesso alla procedura, senza intervenire su materia penale o civile. “Liberi Subito” non introduce nuovi diritti, ma intende rendere concretamente esercitabile un diritto già riconosciuto, garantendo:
- procedure certe per la verifica dei requisiti;
- uniformità sul territorio regionale;
- trasparenza e responsabilità delle aziende sanitarie.
Interverranno i membri del Comitato promotore Liberi Subito Calabria: Mariasole Cavarretta, Caterina Forelli, Ivan Papasso, Maria Teresa Prestanicola, insieme agli attivisti della Cellula Coscioni di Reggio Calabria: Damiano Barbagallo e Serena Violante, Silvia Martino, Sebastiano Plutino.
“Oggi, anche senza una legge nazionale, le persone che possiedono i requisiti stabiliti dalla Corte costituzionale possono accedere all’aiuto medico alla morte volontaria. Tuttavia, in assenza di regole regionali, questo diritto resta spesso ineffettivo. Fino ad ora non è stato mai consentito ad alcun cittadino calabrese di ottenere l’aiuto alla morte volontaria, e questo dato, a fronte di una realtà sociale che non abbiamo motivo di ritenere diversa da quella di altre Regioni, non può che essere il risultato della disinformazione di medici e pazienti e dell’assenza di norme regionali attuative della sentenza della Corte costituzionale.
Una legge regionale serve a rendere il diritto realmente accessibile, evitando disparità e ritardi. Ora che la Corte costituzionale ha confermato la competenza regionale sul tema, chiediamo al Consiglio regionale della Calabria di intervenire. Chiediamo a tutti i gruppi politici regionali e territoriali, a tutte le organizzazioni sindacali, alle realtà associative e ai soggetti organizzati della società civile, ai sindaci dei comuni calabresi di sostenere concretamente e sottoscrivere la nuova proposta di legge di iniziativa popolare”, ha dichiarato Marco Cappato, Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni.


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