“La nuova intesa annunciata dal presidente Occhiuto con la Lombardia per la mobilità sanitaria passiva rappresenta l’ennesima ammissione di fallimento del centrodestra che governa la Calabria dal 2020 e che, dopo anni di propaganda e risultati raggiunti solo sui social, non è stato ancora in grado di garantire ai cittadini il diritto fondamentale alla cura nella propria terra”. È quanto afferma la Federazione Metropolitana del Partito Democratico di Reggio Calabria. “Lo stesso Occhiuto, annunciando il nuovo accordo dopo quello già sottoscritto con l’Emilia-Romagna, conferma che la Calabria continua a perdere migliaia di pazienti verso il Nord. I numeri parlano chiaro e raccontano un peggioramento costante della mobilità sanitaria passiva proprio negli anni del governo regionale di centrodestra. Nel 2022 il saldo negativo della mobilità sanitaria aveva raggiunto i 304,8 milioni di euro. Nel 2024 la spesa era stata pari a 304.785.703 euro”, rimarca Occhiuto.
Per il Pd il sistema sanitario regionale continua a non dare risposte adeguate ai cittadini
“Nel 2025, invece, la mobilità sanitaria passiva ha sottratto alla Calabria ben 326.932.808 euro, con un aumento di oltre 22 milioni di euro in un solo anno e con il peggior saldo d’Italia. È la prova evidente che il sistema sanitario regionale continua a non dare risposte adeguate ai cittadini, costretti ancora oggi ai viaggi della speranza per visite, interventi e cure specialistiche. Dopo quasi sei anni di governo del centrodestra, invece di ridurre la mobilità passiva, si pensa a istituzionalizzarla”, sottolinea Occhiuto.
“Ma i calabresi non chiedono convenzioni per partire, piuttosto chiedono ospedali funzionanti, medicina territoriale efficiente, personale sanitario, servizi adeguati e tempi di attesa accettabili. La Calabria continua invece a trasferire centinaia di milioni di euro verso le regioni del Centro-Nord mentre i nostri presidi sanitari restano in difficoltà e, cosi, oltre ad assistere inermi all’emigrazione dei giovani dobbiamo subire anche quella di chi è costretto a lasciare la propria terra di origine per curarsi”, conclude la nota.


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