San Luca, Reppucci: “il futuro della Calabria dipende dai calabresi. Basta piagnistei e vittimismo” | INTERVISTA

Il prefetto Antonio Reppucci, presidente della commissione straordinaria del Comune di San Luca, fotografa criticità e potenzialità del territorio: dall’evasione ai problemi idrici, dal sociale al turismo, fino alla necessità di un nuovo senso di responsabilità collettiva

San Luca è un territorio difficile e complesso, ma non privo di energie positive. A sottolinearlo è il prefetto Antonio Reppucci, presidente della commissione straordinaria del Comune, intervenendo ai microfoni di Graziano Tomarchio per Strettoweb sulle principali criticità che interessano la comunità e, più in generale, la Calabria. Tra i problemi più urgenti, Reppucci indica il tasso di evasione elevato, le difficoltà legate all’erogazione idrica, le fragilità del settore sociale e la necessità di puntare maggiormente sulla cultura. “Gli aspetti culturali muovono tutto”, afferma, evidenziando come proprio da lì possa partire un percorso di crescita e consapevolezza.

San Luca, ricorda il prefetto, è un comune inserito in un territorio molto ampio, che si estende fino al santuario di Polsi, luogo simbolico e identitario dell’Aspromonte. Una realtà complessa, dunque, ma nella quale, secondo Reppucci, è possibile ottenere risultati concreti attraverso il gioco di squadra. “È un territorio difficile, ma ha anche positività”, osserva il presidente della commissione straordinaria, sottolineando la presenza di una parte della popolazione attiva e pronta a contribuire al cambiamento. Resta però il nodo dello spopolamento: molti giovani sono già andati via e altri, avverte, rischiano di lasciare la Calabria in cerca di opportunità altrove.

Reppucci e l’importanza del turismo

Il tema dello sviluppo passa anche dal turismo. Reppucci allarga lo sguardo all’intera regione e richiama la grande risorsa rappresentata dagli 800 chilometri di costa calabrese. “Dovremmo vivere di turismo”, afferma, insistendo sulla necessità di superare una visione limitata ai soli mesi di luglio e agosto e di lavorare per allungare la stagione turistica. Nel suo intervento non manca un richiamo diretto ai cittadini calabresi. Per Reppucci è necessario abbandonare atteggiamenti rinunciatari e logiche clientelari: “Basta piagnistei da parte dei cittadini calabresi e basta con la richiesta di favori”.

Il prefetto si sofferma anche sul tema dei valori e della coerenza politica, osservando come “gente di sinistra adesso si è spostata a destra” e ribadendo la necessità di comportamenti coerenti, al di là delle appartenenze. La conclusione è un appello alla responsabilità dei calabresi: “il futuro della Calabria dipende dai calabresi”. Un invito a non attendere soluzioni dall’esterno, ma a costruire dal basso un percorso di riscatto fondato su partecipazione, legalità, cultura, turismo e senso civico.