Reggio da riportare alla normalità, la riflessione di Lamberti Castronuovo: “io assessore di Italo Falcomatà, avrebbe approvato nulla del figlio”

La lettera di risposta di Eduardo Lamberti Castronuovo all'appello dell'arcivescovo Morrone: una lucida riflessione sullo stato della città, dall'ambito sociale a quello culturale, e le macerie lasciate dall'ormai uscente amministrazione. Reggio Calabria va riportata alla normalità

Eccellenza Reverendissima, innanzitutto, desidero ringraziarla per la nota datata 23 aprile che, sinceramente, mi ha molto gratificato perché dalle sue parole intendo perfettamente che ha compreso lo spirito di servizio che ci induce, parlo per tutti, ad accettare questo grande onere, oltre che onore, di guidare la città di Reggio Calabria. Non so, e non mi azzardo a fare previsioni, su chi sarà a guidare la città di Reggio Calabria. Ma ritengo che ognuno di noi da cittadino e non da amministratore debba rendersi conto di quali siano effettivamente le necessità di questa nostra città“. È quanto dichiarato da Eduardo Lamberti Castronuovo, candidato sindaco alle prossime elezioni Comunali di Reggio Calabria, in risposta alla lettera di mons. Fortunato Morrone che ha chiesto ai candidati sindaco di convergere sui temi fondamentali della città.

A Lei, Vescovo attento, non sarà sfuggito che la città ha attraversato un periodo drammatico, vero e proprio. Chi, come me, ha sempre vissuto a Reggio Calabria, non può non tenere conto del fatto che essa è davvero caduta in basso ed a nulla servono le parole che cercano di edulcorare la realtà. Ma di fatto, se la città occupa l’ultima posizione della classifica nazionale, in quanto a qualità della vita, una verità ci sarà pure. – prosegue lo stimato medico reggino – D’altra parte, è sotto gli occhi di tutti, anche dei Suoi, la città sporca, direi indecente, piena di buche nelle strade, e senza acqua nelle case, soprattutto. Questi tre punti cardine si condensano nella parola normalità. Noi desideriamo fortemente, sia che si vinca sia che si perda, riportare la città di Reggio alla piena normalità. Verranno, poi, tutte quelle cose che serviranno ad aggiungere companatico al pane. Ma la verità è che il pane ci manca, manca solo lo sventolio di una bandiera bianca. E lei sa bene a cosa mi riferisco“.

La vicinanza della Chiesa è assolutamente da sottolineare ed auspicare. Perché, comunque, siamo un Paese dove la religione cattolica è la religione ufficiale. Questo significa, che, lasciando perdere le idiozie che vorrebbero togliere il crocifisso delle aule, nessuno può interferire con quel rapporto diretto che c’è tra Chiesa e Stato, necessario.

Ognuno di noi, anche semplice cittadino, fa parte dello Stato Italiano, ed ha riconosciuto come religione la regione cattolica. Grande apertura ecumenica a tutte le altre, ma non è possibile sostituire la nostra religione con altre. Integrazione non significa sostituzione. I crocifissi ci sono e devono restare.

Detto questo, la vicinanza della Chiesa Cattolica allo Stato italiano nelle sue sfaccettature, e quindi anche del comune, è fondamentale per dirimere tante di quelle cose che soprattutto riguardano le esigenze del cittadino.

Parlo di un nuovo umanesimo di cui questa città, soprattutto, metropolitana, ha espressamente bisogno. L’Uomo davvero al centro della Amministrazione, ma non soltanto a parole. Per quanto attiene i problemi che la Signoria vostra elenca, Le posso assicurare che sono, non soltanto nell’animo del candidato Lamberti, ma del cittadino che sono sempre stato, da ben 76 anni, in questa città. Che non ho cambiato, non avrei cambiato, ma che oggi cambierei.

I ragazzi e i giovani, anche in qualità di Presidente del Conservatorio, Le posso assicurare, che si trovano nel mio ventricolo sinistro. Anche perché riconosco loro una grande capacità e soprattutto un grande talento.

Prova ne sia quello che i giovani hanno messo in scena, parlo del conservatorio, nell’unico teatro che è rimasto a Reggio Calabria. Emblema di una cultura che c’è stata e che oggi non c’è. Grande colpa, attribuisco al sindaco precedente.

Non sono un giudice, ma sono stato Assessore del papà e so benissimo che non avrebbe, nella maniera più assoluta, accettato quasi nulla delle azioni che questo giovane ha voluto compiere a favore della città, che più o meno risponde allo zero assoluto“, rimarca il dott. Lamberti Castronuovo.

Per quanto riguarda il patrimonio artistico culturale, ritengo di non doverle dire nulla, perché immagino che i suoi collaboratori più stretti, l’abbiano informata su quello che il sottoscritto da assessore alla Cultura ha cercato di realizzare ed ha realizzato nella città di Reggio.

Partiamo dalle bande cittadine che sono arrivate a calpestare i palcoscenici di tutta Europa, a quello della costruzione del palazzo della cultura, oggi abbandonato pressoché, a tutte le altre iniziative a partire dalla giornata, dalla settimana, e dal mese della cultura.

Per quanto attiene al patrimonio umano nella struttura che io dirigo, il bilancio non è soltanto economico, ma è anche morale, perché ritengo che il patrimonio umano sia una delle voci attive del bilancio e come tale questo patrimonio va curato e va tenuto nella giusta considerazione.

Non credo di riuscire ad essere il primo cittadino di Reggio, perché purtroppo, la democrazia fa vincere i numeri, ma non è detto che la maggioranza abbia ragione.

Tuttavia, farò del mio meglio, perché i giorni da vivere che mi restano, e non saranno certo molti, siano utilizzati esattamente nella direzione che ho sempre preso in tutti questi anni vissuti nella mia bella città di Reggio, oggi, non certo così definibile.

La ringrazio per la sua disponibilità, le assicuro che mi ha colpito molto la sua epistola e mi permetto di dirLe che anche se non mi trovo d’accordo su alcune decisioni, che probabilmente vengono dall’alto, sono sempre un devoto ammiratore della Sua opera“, conclude il dott. Lamberti Castronuovo.