Reggio Calabria, via Reggio Campi invasa dalla spazzatura. La rabbia di un reggino: “da qui vedi sia l’Etna che i rifiuti”

Via Reggio Campi invasa dalla spazzatura, la segnalazione di un lettore alla redazione di StrettoWeb

Una vista magnifica sullo Stretto che arriva fino all’Etna. Poi basta abbassare lo sguardo e lo sguardo e i colori non sono più quelli naturali del paesaggio, ma quelli artificiali della spazzatura. Un contrasto cromatico presente in via Reggio Campi a Reggio Calabria, letteralmente, invasa dai rifiuti. La segnalazione alla redazione di StrettoWeb arriva dall’Anonimo reggino, il cittadino che gira la città in lungo e in largo a caccia di spazzatura, buche e perdite d’acqua (e tanto altro) per denunciarne la presenza.

Di seguito il suo commento, sempre ironico, allegato alla segnalazione: “benvenuti a Via Reggio Campi, glorioso reperto che resiste dall’età ellenistica per dimostrare al mondo che il reggino, in fondo, non è mai cambiato: ha solo sostituito le giare di terracotta con i sacchi di plastica. Ci troviamo nella celebre zona collinare della città, nota per lo spettacolare “effetto cannocchiale”. Una magia ottica senza eguali: guardi dritto e vedi il centro storico, lo Stretto di Messina, la Sicilia e persino l’Etna che fuma, quasi a voler fare a gara con i miasmi sottostanti. Poi abbassi lo sguardo sul marciapiede e l’effetto cannocchiale diventa effetto microscopio, costringendoti a studiare le nuove forme di vita batterica che proliferano indisturbate da settimane tra i cumuli di spazzatura.

Questa è una via nobilissima, arteria pulsante e trafficatissima, intasata quotidianamente da studenti speranzosi, colletti bianchi diretti negli uffici e, soprattutto, dalle sedi dei comitati elettorali, storici santuari dove si promette il paradiso terrestre mentre si cammina nell’inferno dei sacchetti.

Ma stamattina, colpo di scena! Sul centralissimo Corso Garibaldi è andato in scena un evento più unico che raro: uomini e mezzi all’opera per la pulizia straordinaria! Un dispiegamento di forze che manco per il passaggio del Papa.

Sarà mica perché il carro dei vincitori del presuntuoso “NOI” ha intenzione di sfilare in modo glorioso e trionfale sull’asfalto tirato a lucido? Non penso proprio.

Sarà perché si vuole somministrare ai reggini la solita dose di anestesia visiva, per convincerli che in fondo “va tutto bene”? Non penso proprio.

O sarà la solita, puntualissima casualità che si attiva solo quando si deve ripulire davanti al portone di “qualche palazzo” che conta? Non penso proprio.

Mentre sul Corso si consuma la recita del decoro, basta salire di pochi metri per ritornare alla dura e cruda realtà. Via Reggio Campi si è trasformata in una succursale della discarica di Sambatello, una catena montuosa di buste colorate gettate alla rinfusa, un’esposizione d’arte contemporanea sul tema “L’abbandono” che attende il ritiro da tempi biblici. Perché il centro… ah, il centro deve splendere (si fa per dire), mentre la collina può tranquillamente affogare nel multimateriale non differenziato.

Oggi alle 15:00 calerà il sipario e il cerchio si chiuderà. Chi ha governato con i piedi (e con le mani bucate) finalmente toglierà il disturbo, e chi ha seminato bene prenderà le redini di questa scialuppa che imbarca acqua (e spazzatura).

Nota di servizio per i futuri perdenti: Questa volta, per favore, evitate il solito teatrino dell’ostruzionismo gratuito a cui ci avete abituati. Fate l’opposizione, ma fatela per il bene del popolo. Collaborate, se vi riesce il miracolo, per garantirci quel briciolo di futuro che ci avete scippato da tempo.

Il silenzio elettorale, non intende l’interruzione del pubblico servizio“.