Torniamo a occuparci delle condizioni del viale Europa, una delle arterie principali della periferia sud di Reggio Calabria, abbandonata nel degrado e ricolma di spazzatura, con vere e proprie discariche a cielo aperto. L’Anonimo reggino, il cittadino che ha preso a cuore le condizioni di questa zona (e non solo!), è tornato a documentare la situazione con l’ennesima segnalazione. Questa volta, oltre alla sua solita ironia, con la quale descrive lo scempio che migliaia di cittadini sono costretti a vedere giornalmente, il nostro lettore fa anche una riflessione profonda sulle promesse elettorali non mantenute, sulle famose telecamere inesistenti, e poi sull’addio dei giovani.
Si parla tanto di spopolamento di Reggio Calabria, dei giovani che vanno a cercare lavoro fuori. E con che coraggio dovrebbero rifiutare e restare in mezzo all’immondizia? Il nostro concittadino ironizza: magari se gli danno scopa e paletta, quei giovani decidono di restare e rifiutare un lavoro e condizioni di vita normali (oltre che migliori) lontano dalla propria città natale. Un fallimento di cui l’Amministrazione uscente non potrà incolpare nessuno.
Di seguito, il pensiero del nostro lettore:
“Benvenuti in “Via del Fallimento”!
Signore e signori, madame e monsieur, fate largo! Vi presentiamo ufficialmente “La Via del Fallimento”! Un tempo, nelle vecchie mappe ingiallite, questo luogo era conosciuto come Viale Europa. Oggi, grazie a un mirabile sforzo collettivo, è stata promossa sul campo a principale discarica abusiva e a cielo aperto della città! Un museo d’arte contemporanea del rifiuto, visitabile h24, sette giorni su sette.
Dopo centinaia di segnalazioni, reportage fotografici degni del National Geographic, esposti, inchieste e preghiere in aramaico antico, la zona resiste eroicamente. Resta felicemente invasa da tutto ciò che una mente umana possa stipare in casa prima di decidere che è più comodo regalarlo al marciapiede.
Il servizio di raccolta porta a porta? Ragazzi, Deliveroo in confronto è dilettantismo! Se avessimo appaltato il servizio ai rider, a quest’ora la spazzatura volerebbe. E mentre noi giochiamo a fare gli archeologi tra i sacchetti, la beffa sovrana: centinaia di cassonetti nuovi di zecca, ancora profumati di fabbrica, giacciono beatamente parcheggiati in aree private, con l’amministrazione che paga pure il canone d’affitto per tenerli a riposo. Un bacio accademico al genio della logistica che ha partorito questa strategia!
Chapeau alla nostra amministrazione. Quella che nei comizi grida calorosamente “Avanti, popolo alla riscossa!”. Sì, d’accordo, tutto bellissimo… ma nel frattempo datevi una mossa! Fuga di cervelli? No, istinto di sopravvivenza Poi ci si interroga, con la faccia contrita e i dotti dibattiti, sulla “fuga dei cervelli” e sulla città che si spopola. Ma scusate, cosa pretendiamo? Che i giovani restino qui, rifiutino contratti all’estero e, anziché scappare, si armino di scopa e paletta per ripulire i disastri firmati e garantiti dal partito del “NOI”? C’è da ridere per non svenire dal pianto.
Nota per i naviganti (e per i legali): Cari amministratori, sappiate che qui ci sono tutti gli estremi legali per decretare l’emergenza sanitaria. È tutto scritto nei manuali, andate a verificare (se trovate il tempo tra un taglio del nastro e l’altro).
Ora, ci sorge un dubbio spontaneo. Visto che questi monumenti al degrado sono il frutto del reiterato e scientifico vandalismo di una manciata di “lordazzi” ben noti, e visto che voi sapete perfettamente chi sono… ci spiegate perché le risorse pubbliche vengono investite nel nulla cosmico?
Che fine hanno fatto quelle famosissime telecamere-trappola tanto pubblicizzate in quella lontana, mitologica campagna elettorale? Quelle che avrebbero dovuto fulminare i barbari a colpi di verbali? Sono finite nel cassonetto insieme al resto?
E poi, una domanda di pura curiosità ottica: capiamo che la spazzatura sia gettata lì alla rinfusa, ma è mai possibile non vederla? Bisogna avere un addestramento ninja per ignorare montagne di rifiuti simili. Soprattutto considerando che in zona orbitano segreterie politiche di peso. Ci passate davanti ogni giorno con le auto blu o con le vostre utilitarie da campagna elettorale. Che fate, abbassate la visiera? Vi siete assuefatti all’odore? Beh, sappiate che i cittadini NO! Il naso non ce lo siamo ancora abituati.
Quindi, sentite a me: datevi una mossa a bonificare questi disastri. Fatelo almeno per puro egoismo cinico. Così, quando verrete sonoramente asfaltati alle prossime elezioni, non potrete nemmeno usare la vostra scusa preferita e dire che “è tutta colpa di quelli che c’erano prima”.
L’eredità è vostra. Godetevi lo spettacolo“.


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