Reggio Calabria, perdita d’acqua in via Marina. Lo sfogo di un cittadino: “ma come fate a non vederla?”

Segnalata alla redazione di StrettoWeb una perdita d'acqua in via Marina, da Villa Zerbi al Miramare: la rabbia di un lettore tra l'indifferenza di chi dovrebbe occuparsene

Una perdita d’acqua, questa volta in pieno centro, segnalata alla redazione di StrettoWeb. Ci troviamo in via Marina, una delle arterie principe della città, trafficata da reggini e turisti, cuore del centro storico cittadino. L’acqua scorre tra Villa Zerbi e il Miramare nell’indifferenza generale. L’Anonimo reggino, il cittadino che segnala problematiche e disservizi in città, ha scelto di non restare in silenzio denunciando, con il suo solito sarcasmo, la situazione.

Di seguito il testo allegato alla segnalazione:

“Reggio Calabria: Splendori Classici e Fontane Spontanee

Atto I: La Culla del Genio

Reggio Calabria: che città meravigliosa. Una terra che ha dato i natali a poeti, scrittori, fisici, matematici, architetti e scienziati. Autentica culla della Magna Grecia, custode di aneddoti millenari, misteri irrisolti, scoperte archeologiche e manoscritti medievali talmente sacri che, per secoli, nessuno ha osato poggiarvi un dito anche solo per sfogliarli. Questa è la città del sole, del mare, di una storia che ha incantato il mondo antico e rapito quello moderno. Una fenice urbana, distrutta da incendi, terremoti, guerre e carestie, ma sempre risorta dalle proprie ceneri, ricostruita ogni volta in modo “chiaramente” impeccabile, per il sovrano orgoglio dei suoi abitanti.

Atto II: L’Idillio Turistico

In questo radioso periodo, turisti giunti da ogni angolo del globo affollano le strade per ammirarla. Si lasciano rapire all’interno dai suoi musei e all’esterno da un panorama dove gli occhi si perdono tra il blu del mare e il verde della montagna, in un tripudio di colori da fare invidia a una tavolozza impressionista. Il lungomare è in piena festa: nuove attrazioni, podisti entusiasti, biciclette che sfrecciano. La folla si appresta a trascorrere una sublime giornata di festa in riva allo Stretto, mentre l’isola di fronte ci osserva, immobile e silente, nel pieno del nostro sfolgorante splendore.

Atto III: Il Miracolo Idrico di Via Marina

Peccato. Un piccolo, trascurabile “peccato” per la scena di metafisico degrado a cui i succitati visitatori devono assistere. Nel tratto che va da Villa Zerbi fino al Miramare, la natura e l’ingegneria sotterranea hanno deciso di fare un dono alla cittadinanza: un suggestivo corso d’acqua sorgiva — o presunta tale — che sgorga fiero da un tombino.

Parliamo di un’attrazione lineare di ben 130 metri di lunghezza. Un piccolo ecosistema paludoso che si sviluppa generosamente anche in larghezza, invadendo la carreggiata per oltre un metro e raggiungendo la rispettabile altezza di 7 centimetri. Una vera e propria barriera corallina d’asfalto che preclude e sconsiglia l’attraversamento pedonale a chiunque non sia munito di stivali da pesca o velleità da maratoneta acquatico.

Epilogo: La Grande Cecità Collettiva

Il dettaglio più affascinante di questo moderno miracolo idrogeologico? L’assoluta, mistica invisibilità. Nessuno se n’è accorto. Non il semplice cittadino distratto, non l’ausiliario del traffico concentrato su ben altri orizzonti, non gli addetti alla cura del verde e delle strade, e men che meno la Polizia Municipale, evidentemente impegnata in riflessioni filosofiche di più alto profilo.

Nota di servizio per chi di dovere: adesso che il segreto è svelato e il fenomeno è stato ufficialmente catalogato, si prega di inviare qualcuno a chiudere il rubinetto. Al più presto. Grazie“.