Degrado e incuria sul viale Calabria. La segnalazione arriva dall’Anonimo reggino, il cittadino che passeggia fra le vie della città annotando tutto ciò che non funziona e che andrebbe, al più presto, attenzionato dall’Amministrazione. Il nostro lettore denuncia presenza di una discarica di spazzatura e un’area verde in cui la manutenzione manca da tempo tra via Vittoria e via Bruno Poggio. Di seguito il messaggio del nostro lettore: “cordialissimo direttore di Strettoweb, questa è Reggio Calabria. Questo, un tempo, era il Viale Calabria. A un primo sguardo, l’occhio illuso potrebbe scorgere i Campi Elisi, quelli che un Russell Crowe ferito e glorioso accarezzava nel suo ultimo cammino verso la pace. Ma non v’è gloria qui, né pace. Ciò che vedete non è la natura che trionfa, ma l’incuria che divora.
Quello che doveva essere un polmone verde, un baluardo d’ossigeno contro il veleno dello smog, è oggi il monumento funebre al vostro fallimento. È la prova tangibile, alta e incolta, del vostro totale abbandono. Laddove avete posato le mani, è rimasto solo il vuoto del decoro; laddove avreste dovuto governare, avete solo regnato con la superbia di chi crede che la città sia un parco giochi privato, una proprietà personale di cui disporre a piacimento.
I libri di storia non taceranno il vostro nome: racconteranno di come abbiate preso una terra antica e l’abbiate trasformata in una landa desolata. Si diceva che dove passava Attila non crescesse più l’erba. Voi siete andati oltre: siete passati senza neanche degnarla di uno sguardo, lasciando che la selva dell’abbandono soffocasse la dignità dei cittadini.
In voi non risiede vergogna, né palpita alcun senso del dovere. A noi, popolo tradito, avete lasciato solo i solchi della sofferenza e fiumi di rabbia che scorrono inarrestabili sotto la pelle di questa città martoriata.
Ma il tempo, giudice supremo e implacabile, ha iniziato il suo conto alla rovescia. Due settimane. Le ultime due settimane di un lungo, interminabile esilio durato dodici anni. Finalmente, anche voi varcherete la soglia dei Campi Elisi di Palazzo San Giorgio, ma non per la gloria: per tornare, finalmente, nel silenzio delle vostre case“.


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