Reggio Calabria, il disastro di Tre Mulini: quartiere universitario con incompiuta urbana e cumuli di spazzatura

La riflessione dell'arch. Antonella Postorino sul degrado del quartiere universitario di Tre Mulini

  • Degrado Tre Mulini
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Dovrebbe essere il quartiere universitario, un fiore all’occhiello della città che accoglie i giovani professionisti del domani, la futura classe dirigente, ma anche i professori che dovrebbero formare quei ragazzi, oltre ai cittadini che ci abitano e contribuiscono alla vita, alla socialità e all’economia della città. Invece, il quartiere universitario di Tre Mulini è abbandonato al degrado tra incuria, cumuli di spazzatura e un’incompiuta urbana mai realizzata. L’eredità di 12 anni di amministrazione Falcomatà che, ancora oggi, fa spallucce davanti allo spopolamento dei giovani che vanno a studiare fuori città, nonostante gli sforzi straordinari di un polo d’eccellenza come l’Università Mediterranea che fa di tutto per trattenerli.

Di seguito la riflessione dell’arch. Antonella Postorino, candidata con Forza Italia, sulla situazione di Tre Mulini: “su invito di numerosi residenti, ho visitato il Quartiere Universitario di Tre Mulini, a Reggio Calabria, per constatare direttamente una situazione che da anni viene segnalata senza che siano mai arrivate risposte concrete. Attraversare il quartiere e confrontarsi con chi vive quotidianamente queste criticità restituisce immediatamente l’immagine di un’area segnata da problemi strutturali ormai sedimentati nel tempo e diventati parte della normalità.

Il Quartiere Universitario di Tre Mulini rappresenta oggi il simbolo di una pianificazione mai pienamente realizzata. Con la realizzazione della nuova sede della Facoltà di Architettura, oltre trent’anni fa, l’area era stata progettata come parte integrante della città, collegata funzionalmente a viale Amendola attraverso un sistema viario capace di sostenere i flussi generati dal polo universitario. Una visione urbanistica chiara, rimasta però incompiuta.

Ancora oggi il quartiere convive con una rete infrastrutturale insufficiente, caratterizzata da accessi limitati, percorsi frammentati e collegamenti inadeguati rispetto alla presenza quotidiana di studenti, docenti e residenti. Una condizione che nel tempo ha inciso sulla mobilità, sulla vivibilità e sulla qualità complessiva dello spazio urbano.

Il nodo principale resta la mancata realizzazione del prolungamento di via dei Tre Mulini, infrastruttura già prevista, progettata e disponibile da anni senza che nessuna amministrazione abbia mai trasformato quella programmazione in un intervento concreto. Eppure, si tratta di un’opera strategica, capace di migliorare l’accessibilità dell’intera area, garantire continuità urbana e alleggerire il carico su una viabilità ormai chiaramente sottodimensionata.

L’inerzia amministrativa degli ultimi dodici anni ha finito così per trasformare un’infrastruttura già pianificata nell’emblema di una politica incapace di dare risposte anche di fronte a soluzioni tecnicamente già definite. Oggi quella strada si interrompe bruscamente, lasciando spazio a un’area marginale, priva di funzione ed esposta a un progressivo degrado urbano e sociale.

Proprio in quel tratto emergono criticità che superano la dimensione urbanistica e coinvolgono direttamente il piano sociale. Alcuni edifici ridotti a ruderi risultano occupati abusivamente e versano in condizioni di forte precarietà, tra problematiche igienico-sanitarie, accumuli di rifiuti e una situazione di abbandono che incide pesantemente sulla qualità della vita e sulla percezione di sicurezza del quartiere.

Ciò che colpisce maggiormente è il contrasto tra il valore che questo luogo dovrebbe esprimere e la realtà che restituisce quotidianamente. In questo quartiere si formano architetti, professionisti e nuove competenze legate alla trasformazione delle città, allo spazio pubblico e alla qualità urbana. Eppure proprio accanto a uno dei principali luoghi della formazione universitaria prende forma una condizione che smentisce quei principi, evidenziando il divario tra programmazione e realtà.

Le criticità della viabilità erano già state evidenziate dal Piano Urbano della Mobilità del 2011, che segnalava con chiarezza l’inadeguatezza del sistema rispetto ai flussi generati dalla presenza universitaria e indicava la necessità di interventi specifici. Anche in questo caso, però, la pianificazione è rimasta ferma sulla carta.

In questo scenario assume particolare rilevanza la visione di rilancio della città universitaria promossa dal candidato sindaco Francesco Cannizzaro, già concretamente operativa attraverso l’emendamento alla Legge di Bilancio relativo all’ex Convento dei Padri Monfortani e il finanziamento del Campus del Mediterraneo. Un progetto che punta a costruire una cittadella universitaria moderna, integrata e internazionale, con spazi dedicati a didattica, ricerca, residenze universitarie, impianti sportivi, biblioteche e aree verdi.

Una visione che, a differenza dell’immobilismo mostrato da decenni, parte da interventi già avviati e da una strategia concreta di valorizzazione della città universitaria. Proprio per questo diventa indispensabile affrontare anche le criticità irrisolte del Quartiere Universitario, a partire dal completamento di via dei Tre Mulini, opera rimasta in attesa da troppo tempo.

Restituire centralità a Tre Mulini significa restituire dignità a un quartiere che dovrebbe rappresentare un presidio di cultura, innovazione e qualità urbana. In questa prospettiva, il ruolo delle Circoscrizioni sarà fondamentale come strumento diretto di rilevazione delle criticità e di connessione tra istituzioni e territorio“.