Reggio Calabria possiede una straordinaria infrastruttura naturale, composta da mare, colline, fiumare, aree agricole, boschi e dal sistema montano dell’Aspromonte. Tuttavia, una parte importante di questo patrimonio risulta ancora poco accessibile, poco valorizzata o non pienamente fruibile. Un potenziale latente dal quale la città ottiene benefici scarsi, per non dire nulli. Nasce da qui la riflessione dell’arch. Antonella Postorino, candidata con Forza Italia al Consiglio Comunale alle prossime elezioni del 24 e 25 maggio di Reggio Calabria. La riportiamo di seguito in maniera integrale.
Dalla “Città Giardino” al futuro green
“Reggio Calabria, anticamente definita “Città Giardino”, possiede un patrimonio ambientale e paesaggistico unico nel panorama mediterraneo. Sotto il profilo territoriale e naturalistico, il Comune e l’intera Città Metropolitana rappresentano una delle realtà più verdi d’Italia, grazie alla presenza diffusa di aree boschive, collinari, agricole e costiere che si estendono dal mare fino al sistema montano dell’Aspromonte.
Paradossalmente, però, una parte consistente di questo enorme patrimonio verde risulta ancora poco accessibile, scarsamente valorizzata o insufficientemente fruibile. Mentre molte altre città metropolitane italiane investono in soluzioni artificiali o compensative — come giardini verticali, micro-forestazioni urbane e interventi di verde tecnologico — Reggio Calabria dispone già naturalmente di una straordinaria infrastruttura ambientale che necessita soprattutto di connessione, manutenzione, pianificazione e accessibilità. La presenza simultanea del mare, delle colline, delle fiumare e del sistema montano dell’Aspromonte offre alla città una straordinaria rete naturale che, se adeguatamente valorizzata, può diventare il motore di una nuova idea di sviluppo urbano sostenibile.
Negli ultimi anni il concetto di “infrastruttura verde” ha assunto un ruolo centrale nelle politiche ambientali europee. Non si parla più soltanto di giardini o aree decorative, ma di un sistema integrato di spazi naturali capace di migliorare la qualità della vita, mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici, ridurre il rischio idrogeologico e generare benessere sociale ed economico.
In questo contesto Reggio Calabria dispone di risorse importanti. Il verde urbano comprende parchi, ville storiche, lungomari alberati, viali e piazze che rappresentano non solo luoghi di socialità, ma anche strumenti di equilibrio climatico e ambientale. Tra i principali parchi urbani si distinguono il Parco del Lido Comunale, il Parco del Tempietto, il Parco Caserta, il Parco Baden Powell, il Parco Urbano della Collina di Pentimele, il Parco della Mondialità, il Parco Ecolandia e il Parco dell’area Ravagnese.
Un ruolo centrale appartiene inoltre ai giardini pubblici storici come la Villa Comunale Umberto I e il parterre verde del Lungomare, veri simboli identitari della città. Importanti sono anche gli orti botanici, come quello di Viale Calabria e il Palmarium del Consiglio Regionale, così come gli orti urbani di quartiere presenti nell’area di Viale Messina.
La rete verde urbana comprende inoltre il Parco Lineare e i lungomare di Pellaro, Gallico, Catona e Pentimele, insieme alla Pinetina di viale Zerbi, che potrebbero diventare una grande dorsale ecologica lungo la linea di costa cittadina.
Particolarmente interessante è poi il sistema dei parchi archeologici, immersi nel verde e spesso dallo stesso sopraffatti, tra cui il Parco Archeologico della Collina degli Angeli, del Trabocchetto, di Griso Laboccetta, delle Mura Greche e della Tomba Ellenistica, dove patrimonio storico e paesaggio naturale possono integrarsi in un’offerta culturale e turistica di grande valore.
Anche i viali alberati storici — come Tremulini, Annunziata, Galilei – a quelli più moderni – Calabria, Europa e Aldo Moro — costituiscono una componente fondamentale dell’identità urbana e della qualità ambientale della città.
Accanto al verde urbano esiste poi un patrimonio extraurbano di enorme valore costituito dagli antichi casali collinari, dalle aree agricole tradizionali e dalle zone boschive che si estendono verso il Parco Nazionale dell’Aspromonte. Si tratta di territori che svolgono una funzione essenziale nella tutela del paesaggio, nella conservazione della biodiversità e nella prevenzione del dissesto idrogeologico.
Un elemento distintivo del territorio reggino è rappresentato inoltre dalle fiumare, autentici corridoi ecologici che collegano il mare alla montagna. Torrenti come il Calopinace, il Gallico, il Sant’Agata o il Catona potrebbero trasformarsi in veri parchi fluviali attrezzati con percorsi ciclopedonali, aree sportive, sistemi naturalistici e spazi dedicati al tempo libero.
Nonostante queste potenzialità, il sistema del verde cittadino presenta ancora numerose criticità, come manutenzione insufficiente, frammentazione gestionale, carenza di censimenti aggiornati del patrimonio arboreo, scarsa accessibilità di alcune aree e limitata integrazione tra pianificazione urbanistica e politiche ambientali.
Per questo motivo diventa fondamentale costruire una strategia organica di valorizzazione del verde pubblico. Una delle prime azioni necessarie riguarda l’applicazione del Piano del Verde, integrandolo con gli strumenti urbanistici comunali. Tale piano oltre a prevedere la mappatura digitale delle aree verdi e il censimento delle alberature e i criteri per la scelta delle specie vegetali, dovrebbe definire un programma stabile di manutenzione.
Particolare attenzione dovrebbe essere riservata alla forestazione urbana e alla riqualificazione delle aree marginali e degradate, trasformandole in nuovi spazi verdi di quartiere.
Anche gli orti urbani e i giardini condivisi potrebbero assumere un ruolo importante nella rigenerazione sociale dei quartieri, favorendo partecipazione, educazione ambientale e inclusione.
Le infrastrutture verdi rappresentano inoltre un’opportunità economica concreta. La manutenzione del verde, il turismo naturalistico, la progettazione paesaggistica, l’agricoltura sostenibile e le attività culturali legate ai parchi possono generare nuove occasioni di lavoro e sviluppo locale.
In questo ambito emerge sempre più la figura del “Manutentore del Verde”, professionista specializzato nella gestione degli spazi verdi urbani. Il suo intervento riguarda sia la manutenzione ordinaria sia quella straordinaria di giardini e aree pubbliche, con l’obiettivo di garantirne funzionalità, sicurezza, salubrità e qualità estetica. L’introduzione sistematica di tali professionalità può diventare parte integrante di una moderna politica del lavoro legata alla manutenzione preventiva del territorio.
Una gestione continuativa e programmata delle infrastrutture verdi consente infatti di ridurre significativamente i costi della manutenzione straordinaria, intervenendo sui sistemi prima che il degrado diventi irreversibile. In questo modo il lavoro legato alla cura del verde produce benefici diretti non solo in termini occupazionali, ma anche sotto il profilo economico, ambientale e della qualità urbana.
Numerose città europee e mediterranee hanno già dimostrato come il verde possa diventare un elemento strategico della trasformazione urbana. Esperienze come Valencia, con il grande parco lineare del Turia, o Malaga, con i suoi corridoi verdi urbani, dimostrano che investire nella natura urbana significa migliorare la qualità della vita e rafforzare l’identità territoriale.
Reggio Calabria possiede tutte le caratteristiche per intraprendere questo percorso. Per riuscirci sarà necessario considerare il verde non come un semplice elemento ornamentale, ma come una vera infrastruttura pubblica strategica.
Investire nel verde significa investire nella salute, nella sicurezza, nel turismo, nell’economia e nel futuro stesso della città“.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?