Reggio Calabria, clamoroso nel Pd: dopo la batosta alle elezioni Falcomatà chiede le dimissioni di Irto!

Elezioni Reggio Calabria, sinistra nel caos! Tramite il fedelissimo Fortunato Cucinotta, protagonista social ma solo 28 voti nella lista civica personale dell'ex Sindaco, Falcomatà ha il coraggio di chiedere le dimissioni di Nicola Irto dopo aver distrutto il suo partito e la sua città

Il Pd ha perso le elezioni di Reggio Calabria subendo una mazzata clamorosa: il partito è crollato al 9% e tutti hanno ben chiaro di chi siano le responsabilità di un disastro amministrativo lungo dodici anni. Il Sindaco protagonista di questa drammatica stagione, Giuseppe Falcomatà, avrebbe fatto la stessa fine sei anni fa se il Centrodestra non avesse sbagliato un calcio di rigore. Capita una volta, non due. E ci ha pensato Cannizzaro a rimettere le cose al loro posto, dando vita non solo ad una nuova stagione carica di speranze per la città ma anche alla notte dei lunghi coltelli della sinistra reggina che adesso è in macerie.

Che Giuseppe Falcomatà fosse presuntuoso, egocentrico e megalomane lo sappiamo raccontandone le azioni da dodici lunghi anni. Anche ieri è stato teatrale protagonista non richiesto del post-voto, con una reazione molto infantile. Oggi, però, è riuscito a fare ancora di peggio. Tramite il suo fedelissimo Fortunato Cucinotta, molto attivo sui social dove si fa chiamare giornalista (ma sul sito ufficiale dell’Ordine dei Giornalisti non risulta iscritto), Falcomatà sta chiedendo le dimissioni di Irto addossando al Senatore del Partito Democratico, segretario regionale del partito, tutte le responsabilità della sconfitta nella città che lui stesso ha guidato per 12 anni.

Cucinotta era candidato nella lista civica di Falcomatà denominata “Reset“, per intenderci quella di Gianni Latella, Paolone detto gas e dell’estremista dj Filippo Sorgonà, nominato da Falcomatà capo ufficio stampa del Comune. Li abbiamo elencati in ordine di voti: 403 per Gianni Latella, 114 per Paolone gas, 106 per il capo ufficio stampa dj e 28 per l’aspirante giornalista social Cucinotta, che intanto si è fatto pubblicare un articolo sul controverso blog cosentino di sinistra iacchitè in cui indica Nicola Irto come “primo responsabile” della sconfitta della sinistra reggina, arrivando poi al delirio più assoluto dicendo che “dopo Irto, gli altri responsabili sono Massimo Canale e Giovanni Muraca“, cioè i due sconfitti alle primarie (ma Muraca è l’unico esponente della sinistra che ha vinto le elezioni, diventando presidente di circoscrizione!). Guarda caso, sia Muraca che Canale sono lontanissimi da Falcomatà che non viene neanche menzionato da Cucinotta. Come se non esistesse, come se non avesse malgovernato Reggio Calabria per 12 anni, come se non avesse provato in ogni modo di avvelenare anche questa campagna elettorale.

Nell’ennesimo post Facebook, nel primo pomeriggio di oggi Cucinotta chiede nuovamente a gran voce le dimissioni di Nicola Irto, dei coordinatori provinciali e cittadini del Pd Panetta e Bonforte e addirittura di Demetrio Battaglia. “Dovreste gentilmente lasciare le chiavi ed andare via grazie, invece dimissioni niente, siete senza vergogna“. Cucinotta si scaglia durissimo contro Demetrio Battaglia, una delle figure più autorevoli e preparate del partito: “la monarchia non esiste più, è ora che lei lasci il partito e si goda la pensione, il tempo libero, perchè capisco che il potere sia meglio di tutte le cose ma Reggio e la Calabria hanno bisogno di respirare, hanno bisogno di aria persa e voi avete perso e distrutto“.

Ovviamente anche in questo post non c’è la minima menzione nei confronti di Falcomatà che invece è l’unico personaggio a cui un qualsiasi esponente o militante della sinistra potrebbe mai indirizzare queste parole. Cucinotta, evidentemente, parla per conto di Falcomatà e continua a difendere l’indifendibile, scaricato in diretta TV ieri sera a Porta a Porta persino dalla dirigenza del Partito democratico.

Se non fosse vero, stenteremmo a crederci…