Reggio Calabria, Anna Arcudi e la “proposta di metodo” del movimento “La Strada”

Il gruppo punta a ricostruire spazi di partecipazione e confronto nella politica locale

Secondo Anna Arcudi, del movimento La Strada, la politica locale ha perso gran parte della sua funzione di formazione collettiva e di elaborazione culturale. “Da quando i partiti si sono trasformati in strutture sempre più leggere ed elettorali la politica ha smesso di svolgere una delle sue funzioni fondamentali: essere un luogo di formazione collettiva, di elaborazione culturale e di partecipazione popolare. Una delle più gravi conseguenze è stata la riduzione degli spazi di confronto reale tra le persone. È proprio in relazione a questo senso di svuotamento della dimensione collettiva del pensiero politico che nasce l’esperienza del movimento La Strada. Dall’esigenza cioè di ricostruire, nel proprio contesto cittadino, luoghi permanenti di discussione politica e di partecipazione”.

Arcudi ricorda il ruolo storico dei partiti di massa: “Le grandi ideologie e i partiti di massa hanno avuto in passato il merito di creare – all’interno delle sezioni, nelle assemblee, nelle ‘scuole di partito’ – spazi nei quali cittadini, lavoratori, studenti e militanti, mentre si confrontavano sui problemi concreti della società, costruivano visioni del mondo e maturavano una coscienza critica. Oggi la discussione politica si è trasferita nei dibattiti televisivi o sui canali social, diventando sempre più semplificata e conflittuale, allontanando le persone dalla possibilità di sentirsi protagoniste della costruzione di nuovi modelli di società”.

L’esponente del movimento sottolinea l’importanza del pensiero collettivo anche nelle scelte pratiche: “Oggi sembra che alla politica, soprattutto a quella locale, non venga più chiesto di elaborare una visione di ampio respiro della società o di creare spazi di pensiero collettivo, ma di occuparsi esclusivamente di cose concrete, considerate apparentemente neutre e tecniche. Al contrario, sappiamo bene che nessuna scelta pubblica è davvero neutrale: ogni decisione concreta – dall’urbanistica ai servizi sociali, dalla scuola ai trasporti, dalla cultura all’ambiente – riflette sempre una determinata idea di società, di diritti, di rapporti tra le persone e di priorità collettive. Anche la gestione più ‘pratica’ della città contiene inevitabilmente una visione del mondo”.

La Strada, secondo Arcudi, punta a rinnovare il metodo politico: “In questi anni La Strada ha provato a rimettere al centro una proposta di metodo: diventare un luogo permanente di discussione politica, provando ad aprire un varco nella passività, costruendo spazi all’interno dei quali le persone possano riconoscersi come soggetti attivi e protagonisti di una rigenerazione collettiva della società”.

Arcudi precisa inoltre l’identità del movimento: “Quella de La Strada è un’esperienza che non può essere interpretata come una semplice forma di civismo. Non è una lista elettorale costruita soltanto per partecipare alle competizioni amministrative, né un contenitore neutrale nel quale possano coesistere indistintamente idee incompatibili tra loro. La Strada è un gruppo politico che possiede una precisa identità culturale e valoriale, chiaramente collocata dentro una tradizione di sinistra, e che ha come obiettivo quello di costruire un luogo nel quale la politica torni ad essere relazione, confronto, costruzione di comunità”.