Otto donne provenienti da esperienze culturali, professionali, associative e politiche differenti hanno sottoscritto a Reggio Calabria il Manifesto “Due sponde, un futuro comune”, nato nell’ambito dell’incontro pubblico dedicato a una nuova visione condivisa dell’Area dello Stretto. Il documento rappresenta un’assunzione pubblica di responsabilità culturale e civile e nasce dalla consapevolezza che le grandi sfide del territorio – fuga dei giovani, frammentazione istituzionale, carenza di opportunità, difficoltà nei servizi e mancanza di progettualità condivise – non possano essere affrontate attraverso contrapposizioni sterili, appartenenze ideologiche o campagne elettorali permanenti.
Le firmatarie, pur provenendo da sensibilità e percorsi diversi, hanno scelto di mettere al centro ciò che unisce: l’amore per lo Stretto, il futuro delle nuove generazioni e la convinzione che Messina e Reggio Calabria debbano finalmente essere concepite come uno spazio strategico integrato, complementare e connesso.
Il Manifesto individua alcuni punti fondamentali:
- promuovere una cultura stabile della cooperazione fra le due sponde;
- rimettere i giovani al centro delle politiche territoriali;
- rafforzare il legame fra cultura, formazione, ricerca e sviluppo;
- costruire una nuova narrazione positiva dell’Area dello Stretto;
- favorire l’attraversamento materiale e immateriale dello Stretto;
- valorizzare il protagonismo femminile;
- trasformare il confronto in un impegno permanente e concreto.
“Due sponde, un futuro comune” non vuole essere l’ennesimo documento destinato a esaurirsi nel giro di pochi giorni, ma l’inizio di una rete stabile di ascolto, relazioni e progettualità condivise. Le promotrici ritengono infatti che esistano questioni che vadano oltre le appartenenze politiche e le convenienze del momento: il diritto dei giovani ad avere un futuro nella propria terra, la necessità di creare opportunità reali, meritocrazia, formazione, ricerca, servizi efficienti e nuove connessioni culturali e sociali fra le due città dello Stretto. Il Manifesto si conclude con una frase che sintetizza lo spirito dell’iniziativa: “il futuro dello Stretto si costruisce insieme, oppure non si costruisce affatto”.



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