Il Primo Maggio come impegno concreto per il lavoro dignitoso, in un luogo simbolico come l’area portuale di Gioia Tauro. È il messaggio contenuto nella lettera di Nausica Sbarra, Segretaria Generale CISL della Città Metropolitana di Reggio Calabria, che in occasione della Festa dei Lavoratori richiama il valore sociale, democratico e umano del lavoro.
“Care lavoratrici, cari lavoratori,
nel giorno del Primo Maggio, che non è soltanto ricorrenza ma coscienza viva del Paese, prende forma un pensiero che nasce dalla quotidianità: dal lavoro di moltissime lavoratrici e lavoratori, dalle fatiche necessarie a sostenere il bilancio familiare e a giungere a fine mese, dalle speranze e dalla dignità che ogni genitore affida, silenziosamente, ai propri figli e che vengono custodite per affrontare e superare ogni criticità. In occasione del Primo Maggio, dedicato con il tema nazionale lavoro dignitoso, siamo a Gioia Tauro nell’area portuale che, per l’occasione, diverrà un luogo doppiamente simbolico in cui il nostro impegno assume un significato ancora più concreto”.
“Il lavoro, quando è dignitoso, non è soltanto mezzo di sostentamento, ma rappresenta la piena e vera realizzazione della persona. È libertà concreta, è partecipazione alla vita democratica, è possibilità di costruire un futuro per sé e per i propri figli. È, in definitiva, ciò che rende una comunità più giusta, più coesa, più umana. Per questo, parlare di lavoro dignitoso significa affermare un principio essenziale, in quanto non può esserci sviluppo senza giustizia sociale, non può esserci crescita senza rispetto della persona, non può esserci democrazia senza lavoro stabile, sicuro e giustamente retribuito.
Per la CISL, il lavoro dignitoso è frutto di responsabilità e impegno condiviso, non di concessioni. “Ma il lavoro dignitoso non nasce per caso. Non è mai il risultato di una concessione. È frutto di presenza, di responsabilità, di impegno condiviso. È qui che trova senso un’espressione che deve diventare orientamento quotidiano per tutti noi che abbiamo deciso di esserci per costruire. Perché la libertà, prima ancora che un principio, è una condizione concreta e si chiama lavoro”.
Il richiamo riguarda anche il ruolo strategico del porto di Gioia Tauro e la necessità che la crescita si traduca in occupazione stabile e qualificata. “Noi sappiamo che i numeri della crescita non bastano, se non diventano qualità della vita. Sappiamo che un grande porto non è sviluppo, se non genera occupazione stabile e qualificata. Sappiamo che un territorio cresce davvero solo quando offre ai giovani il diritto di restare e alle famiglie la possibilità di costruire serenamente il proprio futuro. Per questo continueremo a lavorare con determinazione, con spirito di proposta, con senso di responsabilità. Continueremo a costruire alleanze, a promuovere partecipazione, a praticare una contrattazione che non sia conflitto sterile, ma esercizio maturo di democrazia”.
Nel messaggio, il Primo Maggio viene indicato non solo come memoria delle conquiste ottenute, ma come responsabilità verso quelle ancora da realizzare. “Care lavoratrici e cari lavoratori, il Primo Maggio non è soltanto memoria delle conquiste raggiunte. È, soprattutto, impegno per quelle ancora da realizzare. È il giorno in cui riaffermiamo che la persona viene prima di tutto, che il lavoro deve unire e non dividere, che nessuno deve essere lasciato indietro e, in tal senso, pensiamo fortemente al futuro dei tantissimi disoccupati, per troppo tempo considerati come numeri e non come persone. Anche loro hanno il diritto di lavorare. Ed è il giorno in cui rinnoviamo una scelta: esserci. Non per testimoniare, ma per costruire. Insieme”.


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